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Cartella bollo auto: scadenza e invalidità della notifica

11 Agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Agosto 2017



Quando scade il bollo auto e quali sono le cause di nullità della cartella: tra queste anche l’illeggibilità della firma del destinatario dell’atto.

Quando i bolli auto “dimenticati” sono tanti, con notifica delle conseguenti cartelle esattoriali, non è raro riscontrare, nella pratica, che l’esattore ha fatto trascorrere molti anni prima di procedere all’esecuzione (pignoramento). In tal caso, l’agente della riscossione deve notificare al cittadino/debitore un atto d’intimazione di pagamento, raggruppante le medesime cartelle. Avverso tale avviso di mora, con il quale è ulteriormente minacciata l’esecuzione forzata, il contribuente può fare ricorso dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale, eccependo l’eventuale prescrizione del bollo auto e/o le cause di nullità della o delle cartelle originarie. Tra queste, in base ad una recente decisione giurisprudenziale, anche la firma illeggibile del destinatario. Ma procediamo con ordine.

Quando scade il bollo auto?

La prescrizione, detta impropriamente scadenza, delle tasse automobilistiche decorre dopo il terzo anno successivo a quello d’imposta [1]. L’avviso di accertamento deve essere quindi notificato entro il predetto termine. Divenuto esecutivo dopo sessanta giorni dalla notifica, la successiva cartella esattoriale dovrebbe essere inviata al contribuente, entro il terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è diventato definitivo [2], a pena di decadenza.

Tuttavia la Cassazione [3], in applicazione di un’altra normativa [4], ha precisato che la cartella esattoriale debba essere notificata entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento e’ divenuto definitivo. A tal proposito, la descritta definitività si ha dopo 60 giorni dalla notifica dell’accertamento senza che il debitore abbia pagato o non abbia proposto alcuna impugnazione.

La cartella esattoriale, avente ad oggetto il bollo auto, scade quindi dopo tre anni, seguendo un recente orientamento giurisprudenziale secondo il quale la cartella esattoriale si prescrive nello stesso termine entro il quale si estingue il tributo oggetto della stessa (Cass. Sez. Unite. sent. n. 23397/2016). Tale conclusione è confermata anche da una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli [5].

Se la notifica è invalida, la cartella è nulla?

Assolutamente si. Uno dei motivi principali che conducono i giudici a sentenziare la nullità di una cartella è proprio il difetto di notifica. Ad esempio, può capitare che la cartella sia stata recapitata quando il destinatario era momentaneamente assente e questi non sia stato debitamente avvisato della giacenza del plico con una lettera raccomandata. In questo caso la notifica è invalida e conseguentemente è nulla la cartella di riferimento. Oppure può accadere che, trascorsi molti anni, l’agente della riscossione non sia in grado di produrre in giudizio gli originali o le copie degli avvisi di ricevimento delle cartelle. Anche in questa ipotesi, essendo la notifica non provata, l’atto impugnato è nullo [6].

Di recente, inoltre, la Commissione Tributaria già citata nella nota [5], ha ritenuto invalida la notifica di una cartella se dall’avviso di ricevimento non è ricavabile con certezza il destinatario. Nel ricorso discusso, la ricevuta di una cartella impugnata presentava delle firme non leggibili, assolutamente non riconducibili al destinatario in esame, ed i giudici, di conseguenza, hanno annullato la cartella. Anche questo motivo, quindi, può fondare un ricorso e il relativo accoglimento.


note

[1] Art 3 dl 2/1986.

[2] Art.1, comma 163 Legge 296/2006.

[3] Cass. Sent. n. 316/2014.

[4] Art. 25, lettera c dpr 602/73.

[5] Ctp di Napoli sent. n. 7992/2017 del 28.04.2017.

[6] Ctp di Treviso sent. n. 199/02/2017.


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