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Lo sai che? Sono in ferie: che succede in caso di malattia?

Lo sai che? Pubblicato il 11 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 agosto 2017

Se il lavoratore si ammala mentre è in vacanza, il periodo di ferie viene sospeso. Vediamo esattamente cosa prevede la legge.

Ammalarsi mentre si è in ferie: che sfortuna! Addio giorni di vacanza? Tutt’altro: il lavoratore può stare tranquillo; se infatti la malattia si verifica durante il periodo di ferie, il decorso delle ferie stesse viene sospeso [1]. Discorso analogo se ci si ammala prima di cominciarle: in questo caso esse non iniziano a decorrere. Ciò in quanto le ferie hanno una funziona ben precisa: permettere al lavoratore di “ricaricare le batterie” dopo un anno di lavoro; per cui, se si ammala, non potrà rilassarsi e riposarsi come, invece, la legge gli consente. In ogni caso, è sempre bene che il lavoratore controlli il proprio contratto collettivo, in cui potrà trovare tutte le regole da applicare.

Vediamo nel dettaglio che succede in caso di malattia se sono in ferie.

La malattia sospende il decorso delle ferie

Malattia in ferie: che fare?

Per legge [2], dopo un anno di servizio ininterrotto, il lavoratore ha diritto alle ferie retribuite. Se proprio durante questo periodo si ammala o resta vittima di un infortunio deve sottoporsi quanto prima alla visita fiscale in modo da poter certificare in maniera “ufficiale” il proprio stato di malattia. A tal fine, occorre inviare il certificato medico (a meno che il proprio medico curante non abbia rilasciato una certificazione telematica della visita effettuata), contenente l’indirizzo presso cui il dipendente è reperibile e dove, quindi, avverranno le visite di controllo del medico fiscale dell’Inps. È un passaggio fondamentale che, se non viene effettuato, comporta la perdita della possibilità di recuperare le ferie non godute a causa della malattia. Per capirci: se il lavoratore si ammala senza comunicarlo al datore di lavoro il meccanismo della sospensione delle ferie non si attiva. Di conseguenza, al termine delle stesse, egli dovrà rientrare in azienda, a meno che non continui a stare male e debba restare altri giorni a casa (in questo caso dovrà inviare un altro certificato medico).

Ricordiamo che la sospensione delle ferie decorre dalla data in cui il datore viene a conoscenza della malattia e non dal primo giorno in cui il lavoratore si ammala [3], quindi, il periodo precedente la ricezione della comunicazione inviata dal dipendente sarà considerato come giorni di ferie.

Malattia in ferie: cosa prevede la legge?

Conviene sempre sapere che cosa prevede la contrattazione collettiva nel singolo caso concreto. In linea di massima, la malattia sospende il decorso delle ferie se:

  • non permetta al lavoratore di riposarsi dallo stress psicofisico dopo un anno di lavoro;
  • sia stata tempestivamente comunicata all’azienda;
  • siano stare rispettare le regole previste nei contratti collettivi se prevedono ulteriori condizioni per poter ottenere la sospensione.

Una semplice febbre non sospende le ferie

Malattia in ferie: quando non opera la sospensione?

Non basta, comunque, un lieve malanno a sospendere le ferie: ad esempio un leggero mal di gola o qualche linea di febbre. La malattia deve essere tale da non permettere al lavoratore di riposare e di recuperare le energie psicofisiche. Per intenderci, se – come detto – qualche linea di febbre non ha rilevanza, al contrario, se la febbre è alta tanto che il lavoratore fa fatica anche ad alzarsi dal letto le cose cambiano. Oppure pensiamo a una persona che cade e si rompe una gamba: con il gesso, se ha preso una settimana di vacanza al mare, potrà fare ben poco. In altre parole, si deve trattare di una patologia che, oltre a compromettere la capacità di svolgere le proprie mansioni e indipendentemente dalla durata più o meno lunga, comprometta la vita sociale di tutti i giorni.

Tutto questo per dire che se il datore di lavoro riesce a dimostrare, tramite gli opportuni controlli effettuati dalle strutture pubbliche, che la malattia non pregiudica la finalità delle ferie, la sospensione non opera.

 Malattia: che succede in caso di ferie collettive?

Il datore di lavoro può decidere di definire delle ferie collettive, chiudendo l’azienda per un determinato numero di giorni durante i quali il lavoratore è obbligato a restare a casa (ad esempio, la settimana di ferragosto e quella successiva). Se si ammala in questo periodo l’effetto sospensivo delle ferie ha luogo ugualmente e il lavoratore potrà fruire del periodo di ferie annuali a lui spettanti in un periodo successivo e diverso, accordandosi con il datore di lavoro.

note

[1] Corte Cost. sent. n. 616 del 30.12.1987.

[2] Art. 2109 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 8016 del 2006.

Corte Costituzionale, sentenza n. 616 del 10.06.1988

Vanno dichiarate inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate da ordinanze carenti sia in punto di rilevanza che di non manifesta infondatezza: perchè, in particolare, il giudice ‘a quo’ ha omesso di verificare l’applicabilità in concreto della norma impugnata (art. 1, comma nono e decimo, d.l. 26.11.1981 n. 678, convertito con modificazioni nella legge 26 gennaio 1982, n. 12) concernente il divieto, alle Regioni e alle unità sanitarie locali, di stipulare accordi integrativi di lavoro che prevedono erogazioni economiche aggiuntive rispetto al contenuto dei contratti nazionali di categoria e se, in relazione all’indirizzo normativo in atto, la stessa norma assumesse il ruolo di misura di salvaguardia.

Corte di Cassazione, sez. L civile, sentenza n. 8016 dello 06.04.2006

Con riguardo alla malattia del lavoratore subordinato insorta durante il periodo di godimento delle ferie, il principio dell’effetto sospensivo di detto periodo, enunciato dal Giudice delle leggi nella sentenza n. 616 del 1987 e chiarito dalla stessa Corte con la sentenza n. 297 del 1990, non ha valore assoluto, ma tollera eccezioni, per l’individuazione delle quali occorre avere riguardo alla specificità degli stati morbosi denunciati e alla loro incompatibilità con l’essenziale funzione di riposo, recupero delle energie psicofisiche e ricreazione, propria delle ferie.

L’avviso comunicato dal lavoratore, del suo stato di malattia, sul presupposto della sua incompatibilità con le finalità delle ferie, determina -dalla data della conoscenza di esso da parte del datore di lavoro – la conversione dell’assenza per ferie in assenza per malattia, salvo che il datore medesimo non provi l’infondatezza di detto presupposto allegando la compatibilità della malattia col godimento delle ferie; sicché, in tal caso, il giudice del merito deve valutare il sostanziale ed apprezzabile pregiudizio anche temporale che la malattia arrechi alle ferie ed al beneficio che ne deve derivare in riferimento alla natura e all’entità dello stato morboso.


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