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Come impugnare un bando di concorso coi limiti d’età

9 luglio 2017


Come impugnare un bando di concorso coi limiti d’età

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 luglio 2017



L’impugnazione del bando con una condizione illegittima deve avvenire entro 60 giorni dalla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale.

Vuoi partecipare al bando di un concorso pubblico, ma tra le condizioni è posto il limite di età nel quale tu non rientri? Ebbene, puoi ricorrere al giudice per far annullare la gara, ma attenzione ai tempi. Per agire, infatti, hai solo 60 giorni. A chiarirlo è una recente sentenza del Tar Lazio [1] che offre lo spunto per parlare di un argomento sempre attuale (e, purtroppo, collegato alle speranze di molti giovani di trovare un lavoro nella pubblica amministrazione): come impugnare un bando di concorso con i limiti di età?

La legge italiana vieta i limiti di età nei concorsi, salvo…

È valido un concorso pubblico coi limiti di età?

Prima però di spiegare come impugnare il bando, cerchiamo di capire quando e se sono ammissibili i limiti di età in un concorso pubblico. Come saprà bene chi ha già letto la guida Concorsi pubblici: è legittimo il limite di età?, la seconda legge Bassanini [2] ha cancellato i limiti di età in caso di partecipazione a pubblici concorsi indetti da pubbliche amministrazioni. I limiti di età sono ammissibili solo laddove giustificati dalla natura del servizio o collegati a oggettive necessità dell’amministrazione. Quindi, la regola stabilita dalla legge italiana è che i concorsi pubblici non prevedono limiti d’età, ferma la possibilità di stabilire, caso per caso, delle eccezioni.

Anche la Corte di Giustizia Europea ha ritenuto discriminatori i limiti di età fissati da un bando di concorso pubblico [2]. Ma anche i giudici europei ammettono delle deroghe. In una recente sentenza [3] si è ricordato che, a seguito della direttiva comunitaria sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro (recepita in Italia con il decreto legislativo del 2003 [4]), sono divenute illegittime le discriminazioni in base all’età dei candidati; ma è anche vero che, per alcune attività, possono essere richieste caratteristiche essenziali per le funzioni che un candidato è poi chiamato a svolgere. È il caso, ad esempio, dell’agente di polizia (leggi a riguardo Concorso in polizia, valgono i limiti di età?).

Come contestare i limiti di età di un concorso?

Veniamo ora al problema da cui siamo partiti: come impugnare un bando di concorso con i limiti d’età? Il Tar Lazio ricorda che per fare il ricorso è necessario, dopo aver conferito mandato a un avvocato, adire il giudice amministrativo (ossia il Tar) entro sessanta giorni dalla pubblicazione del bando di concorso sulla G

gazzetta ufficiale. Diversamente il ricorso è tardivo e non può essere ricevuto. In altre parole il candidato dovrà anche pagare le spese processuali.

note

[1] Tar Lazio, sent. n. 5010/17.

[2] C. Giust. U.E. causa n. C-416/13;

[3] C. Giust. Ue, sent. C-258/15 del 15.11.2016.

[4] Dlgs n. 216/2003.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Non capisco perchè quando si parla di questo argomento nessuno tiene in considerazione di una norma che va oltre la Bassanini e cioè l’art. 7 del Decreto Legislativo 165/2001 che testualmente recita:
    Art. 7.
    Gestione delle risorse umane.
    1. Le pubbliche amministrazioni garantiscono parità e pari opportunità tra uomini e donne e l’assenza di ogni forma di discriminazione, diretta e indiretta, relativa al genere, all’età, all’orientamento sessuale, alla razza, all’origine etnica, alla disabilità, alla religione o alla lingua, nell’accesso al lavoro, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale, nelle promozioni e nella sicurezza sul lavoro. Le pubbliche amministrazioni garantiscono altresì un ambiente di lavoro improntato al benessere organizzativo e si impegnano a rilevare, contrastare ed eliminare ogni forma di violenza morale o psichica al proprio interno. (1)

    (1) Comma così sostituito dall’art. 21, co. 1, lett. b), L. 4 novembre 2010, n. 183.
    (Legge conosciuta come “Collegato Lavoro”)

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