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Lo sai che? Imposte addebitate per sbaglio: che fare?

Lo sai che? Pubblicato il 21 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 luglio 2017

Cartelle esattoriali per imposte addebitate erroneamente alla parte non soccombente: cosa devo fare, devo solo pagare, posso non pagare o devo ricorrere alla commissione tributaria?

Le informazioni fornite dalla lettrice inducono a sconsigliarle di costituirsi dinanzi alla commissione tributaria a seguito del rigetto, da parte dell’Agenzia delle Entrate, della sua istanza di mediazione. E questo per due motivi.

Innanzitutto perché il termine di sessanta giorni che la legge assegna per proporre l’istanza di mediazione è un termine perentorio, cioè è un termine che non ammette eccezioni e che, quindi, se non viene rispettato porta inevitabilmente il giudice, senza nemmeno entrare nel merito del ricorso, a dichiararlo inammissibile (se presentato oltre il termine). È quindi praticamente scontato che se la lettrice si costituisse dinanzi alla commissione tributaria, quest’ultima non potrebbe che accertare l’inammissibilità del suo ricorso considerato che l’istanza di mediazione fu presentata oltre il termine di sessanta giorni (e, di conseguenza, condannarla anche al pagamento delle spese di giudizio).

Il secondo motivo per cui si sconsiglia di costituirsi dinanzi alla commissione tributaria è che le questioni di merito che la lettrice solleva (relative al vincolo solidale tra le parti soccombenti), anche se fossero valide nel merito, non potrebbero essere affrontate oggi, perché avrebbero dovuto essere portate all’attenzione dei giudici impugnando i precedenti avvisi di liquidazione. La legge cioè stabilisce che se non viene impugnato l’avviso di liquidazione entro il termine di sessanta giorni dalla sua notifica, le questioni che si sarebbero potute sollevare impugnandolo, non possono più essere contestate impugnando la successiva cartella di pagamento (quella, cioè, che da ultimo è stata notificata).

Così stando le cose, la lettrice potrebbe solamente verificare, attraverso una attenta analisi dei fatti, se vi sia una qualche responsabilità di cui debba e possa rispondere il professionista legale incaricato (tenendo presente, comunque, che la responsabilità professionale sussiste non solo se il termine per impugnare gli atti fu fatto decorrere, ma anche e soprattutto se si possa dimostrare che impugnando dinanzi all’autorità giudiziaria gli atti che non furono impugnati nei termini previsti, si sarebbe ottenuto il loro annullamento).

Quanto agli importi che le vengono chiesti in pagamento da Equitalia, è consentito richiederne la rateizzazione ad Equitalia stessa (rateizzazione che, una volta concessa, impedisce ad Equitalia di procedere con pignoramenti di conti correnti o stipendi o pensioni del debitore oppure di eseguire fermi amministrativi di autoveicoli del debitore).

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte


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