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Affitto a clandestini irregolari: l’amministratore deve denunciare

9 luglio 2017


Affitto a clandestini irregolari: l’amministratore deve denunciare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 luglio 2017



Il procedimento penale a carico del padrone di casa che ha dato in affitto una casa a un clandestino privo del permesso di soggiorno può scaturire dall’esposto dell’amministratore di condominio.

In condominio c’è sempre chi “fa la spia” e spiffera ai quattro venti vicende e fatti personali dei vicini di casa. Ma quando questa persona è proprio l’amministratore di condominio, che per giunta viene pagato dagli stessi proprietari, è più difficile mandare giù tale comportamento. Il punto, però, è che l’amministratore è il custode della legalità dello stabile e controlla il rispetto del regolamento di condomino; per cui, in determinate situazioni, è suo preciso compito informare l’assemblea dei comportamenti illeciti dei condomini. Si pensi, ad esempio, al proprietario che non pulisce gli escrementi lasciati dal proprio cane nel giardino; a quello che usa l’ascensore come montacarichi per oggetti pesanti; a quell’altro che è sempre in ritardo con i pagamenti delle spese condominiali; a quello infine che usa la soffitta comune per fumare lo spinello. Cosa prevede la legge, invece, nel caso di locazioni in nero o appartamenti dati in affitto a clandestini irregolari? L’amministratore deve denunciare tali situazioni alle autorità, oltre che ai condomini? Cerchiamo di comprenderlo con la seguente scheda.

Affitto in nero: gli obblighi dell’amministratore

Come abbiamo già spiegato nell’articolo L’amministratore deve denunciare l’affitto in nero?, quando si tratta di contratti di locazione non registrati, l’eventuale irregolarità fiscale della scrittura privata non rileva da un punto di vista condominiale. L’amministratore è tenuto solo ad aggiornare l’anagrafe di condominio con i dati degli inquilini che occupano l’appartamento, senza doversi poi preoccupare di denunciare situazioni di affitto in nero. In verità, la recente modifica ha imposto che il padrone di casa, nel momento in cui registra il contratto di locazione, deve darne comunicazione documentata all’inquilino e all’amministratore di condominio entro 60 giorni. Ma nulla dice la legge in merito all’eventualità che l’amministratore non riceva detta comunicazione. Del resto, l’amministratore non è un «pubblico ufficiale» e, come tale, non ha alcun obbligo di segnalazione.

Affitto a clandestini irregolari: gli obblighi dell’amministratore

Se il regolamento di condominio vieta ai proprietari di dare l’appartamento in affitto a determinate categorie di persone l’amministratore deve subito intervenire. Come detto, egli è tenuto a far rispettare il regolamento: pertanto, deve darne comunicazione all’assemblea ed, eventualmente, agire in giudizio contro il responsabile. Così, se uno dei condomini dà in affitto la casa a un immigrato, e il regolamento lo vieta, sarà compito dell’amministratore informare gli altri proprietari.

Più complesso il caso in cui l’inquilino sia un clandestino irregolare, ossia uno straniero privo del permesso di soggiorno. In questo caso, secondo la Cassazione, il proprietario dell’appartamento commette il reato di favoreggiamento dell’immigrazione con cessione dell’immobile anche se il canone dell’affitto rispetta i prezzi di mercato. Il vantaggio infatti che, dalla situazione di irregolarità, deriva al locatore sta nell’impossibilità di registrare il contratto e, quindi, nella conseguente evasione fiscale (leggi sul punto Che rischio se affitto casa a un immigrato clandestino). Ebbene, anche nel caso di reato, non c’è un preciso obbligo per l’amministratore di informare le autorità, fermi restando invece i doveri verso l’assemblea. Egli non è un pubblico ufficiale e non deve denunciare i reati di cui sia venuto a conoscenza nell’esercizio delle proprie funzioni. Questo però non toglie che l’amministratore possa procedere a inviare comunque un esposto alla Procura della Repubblica, ai Carabinieri o alla polizia e che, da detto esposto, partano ugualmente le indagini nei confronti del locatore ai fini dell’accertamento tanto del reato, quanto dell’illecito fiscale. È del resto quanto accaduto in un recente caso deciso dalla Cassazione [1]. Se l’amministratore, dunque, si insospettisce è libero di procedere alle segnalazioni per chi dà in affitto casa a un immigrato clandestino.

note

[1] Cass. sent. n. 32391/2017.

Autore immagine: Pixabay. com

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1 Commento

  1. l’amministratore non è tenuto a sapere se l’inquilino è regolare o clandestino, fino a prova contrario non deve fare lo sceriffo del condominio, ma amministrare le parti comuni dello stabile e nient’altro

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