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Causa non trascritta: si può evitare la revocatoria?

22 luglio 2017


Causa non trascritta: si può evitare la revocatoria?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 luglio 2017



Causa non trascritta nei registri immobiliari. Il proprietario, nel frattempo, ha donato la casa. L’avvocato dice che abbiamo 5 anni per fare la revocatoria ma se nella prossima udienza comunichiamo al giudice dell’atto di donazione (falso) non si evita la revocatoria?

Gli articoli 2652 e 2653 del codice civile disciplinano gli effetti nei confronti dei terzi della trascrizione di una domanda giudiziale che abbia ad oggetto un atto (ad esempio una donazione) a sua volta soggetto a trascrizione. Sono dettagliatamente stabiliti gli effetti (rispetto ai terzi) della trascrizione della domanda giudiziale a seconda del tipo di domanda (cioè del tipo di causa avviata) e del momento in cui la trascrizione della domanda giudiziale sia stata effettuata rispetto alla data di trascrizione dell’atto oggetto della domanda giudiziale.

Nel caso del lettore, perciò, occorre verificare soprattutto che tipo di causa sia pendente (cioè quale sia l’oggetto del giudizio pendente) per stabilire quali effetti potrà avere sui terzi (il terzo nel suo caso dovrebbe essere il donatario) la sentenza che concluderà tale giudizio (sempre che la domanda giudiziale venga trascritta, considerato che nel quesito si sottolinea il fatto che la domanda non è stata trascritta). Per fare un esempio: se la causa attualmente pendente avesse ad oggetto la dichiarazione di nullità della donazione, se la domanda (cioè la causa, per intenderci) è trascritta dopo cinque anni dalla data della trascrizione dell’atto impugnato, la sentenza che l’accoglie non pregiudica i diritti acquistati a qualunque titolo dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla domanda. In questo caso specifico, la sentenza che accogliesse la domanda tesa a dichiarare la nullità di un atto soggetto a trascrizione pregiudicherà i diritti dei terzi di buona fede che abbiano acquistato a qualsiasi titolo (quindi anche a titolo gratuito) in base ad atto trascritto o iscritto prima della trascrizione della domanda giudiziale, se dalla trascrizione o iscrizione dell’atto impugnato alla trascrizione della domanda giudiziale siano passati meno di cinque anni.

Per questo motivo occorre, nel caso specifico, soprattutto sapere quale tipo di causa sia pendente (cioè quale sia l’oggetto del giudizio pendente) e ciò allo scopo di stabilire se e quali effetti potrà avere sui terzi la sentenza che concluderà tale giudizio.

Quanto al timore relativo al decorso del termine di prescrizione stabilito dalla legge per l’esercizio dell’azione revocatoria ordinaria, il termine di cinque anni decorre dalla trascrizione dell’atto (nel caso del lettore donazione) e non avrebbe nessun effetto a questo scopo una comunicazione resa al giudice della causa pendente.

Infine, per poter vittoriosamente proporre un’azione revocatoria ordinaria con lo scopo di ottenere la dichiarazione di inefficacia di una donazione occorre che l’atto (in questo caso, appunto, la donazione) sia tale da recare pregiudizio alle ragioni del creditore e che il debitore conoscesse il pregiudizio che l’atto arrecava alle ragioni del creditore o, trattandosi di atto anteriore al sorgere del credito, l’atto fosse dolosamente preordinato al fine di pregiudicarne il soddisfacimento [1].

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Art. 2901, co. 1, n. 1), cod. civ.


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