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Lo sai che? Marca da bollo sulle fatture

Lo sai che? Pubblicato il 9 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 luglio 2017

La marca da bollo è un imposta che si paga al momento dell’emissione di fatture ed altri documenti fiscali: vediamo casi e condizioni.

La marca da bollo si applica su fatture e documenti fiscali in adempimento di un obbligo di legge: infatti, la marca da bollo è indice del pagamento dell’imposta di bollo, che è prevista in relazione a determinate fatture od altri documenti fiscali. Vediamo quando si applica la marca da bollo sulle fatture.

Marca da bollo: presupposti

Innanzitutto, dobbiamo dire che l’imposta di bollo è un tributo alternativo all’Iva: quindi, in linea generale, la marca da bollo non deve essere applicata sulle fatture o sui documenti fiscali relativi ad operazioni che rientrano nel campo di applicazione dell’Iva.

Sempre in linea generale, la marca da bollo va applicata a tutte le fatture relative ad operazioni od attività non soggette ad Iva quando sono emesse per un importo superiore ad euro 77,47. Sotto questa cifra non si deve applicare la marca da bollo.

La marca da bollo che si applica alle fatture o ai documenti fiscali relativi ad attività od operazioni non soggette ad Iva è pari ad euro 2,00.

Marca da bollo: il principio di alternatività ed i documenti cui va applicata

Abbiamo detto che la marca da bollo è alternativa all’Iva: quindi si applica solo ai documenti fiscali che sono riferiti ad attività od operazioni che sono fuori dal campo di applicazione dell’Iva.

Così, la marca da bollo deve essere applicata a questi documenti:

  • Fatture, note di credito, note di addebito superiori ad euro 77,47 che riguardano operazioni non soggette ad Iva;
  • Documenti fiscali relativi ad operazioni fuori campo Iva in virtù di espressa disposizione di legge
  • Documenti relativi ad operazioni esclusi dalla base imponibile per il calcolo dell’Iva
  • Documenti relativi ad operazioni assimilate alle esportazioni, servizi internazionali e connessi agli scambi internazionali, cessioni ad esportatori abituali
  • Documenti emessi da soggetti che utilizzano il regime dei minimi o il regime forfettario
  • Ricevute per prestazione occasionale

Può accadere che il documento fiscale abbia contenuto misto: in parte può essere riferito ad operazioni poste al di fuori del campo di applicazione dell’iva ed in parte può essere riferito ad operazioni assoggettate all’Iva. In questi casi la marca da bollo andrà applicata solo se il valore delle operazioni non assoggettate all’Iva supera il valore di euro 77,47.

Le fatture emesse in operazioni di reverse change sono sempre esenti dall’imposta di bollo poiché il reverse change rientra sempre nel campo di applicazione dell’Iva.

Marca da bollo: modalità di applicazione e sanzioni

La marca da bollo sulla fattura deve essere apposta da chi emette il documento fiscale, ma la somma esborsata per acquistarla va posta a carico del debitore [1].  La marca da bollo si appone sull’originale della fattura: sulle copie va indicato l’assolvimento dell’obbligo di apporla, scrivendo in modo chiaro e visibile la frase <<imposta di bollo assolta sull’originale>>.

Sono tenute al pagamento della sanzione prevista per irregolarità nell’assolvimento dell’imposta di bollo sia la parte che emette la fattura sia chi la riceve: l’obbligo di pagamento della sanzione è quindi solidale.

Quando non viene apposta la marca da bollo, dunque, le parti sono soggette al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio o al quintuplo dell’imposta o della maggiore imposta evasa.

Attenzione: la stessa sanzione si applica anche nel caso in cui la marca da bollo è effettivamente apposta, ma la marca reca una data di stampa successiva a quella di emissione della fattura.

note

[1] Art. 1199 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay


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