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Assicurazione sulla vita: cosa valutare prima di sceglierla?

10 luglio 2017 | Autore:


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Guida alle polizze vita: che cosa sono, tipi di polizza, cosa chiedere e guardare prima di firmare un contratto, documenti, pagamenti, detrazioni, tassazione.

Facciamo, prima di tutto, chiarezza: l’assicurazione sulla vita non è la stessa cosa dell’assicurazione sulla morte. Affermazione banale? Neanche tanto. Spesso le due cose si confondono. La polizza vita è l’accantonamento di un capitale da trasformare in una rendita che verrà pagata nel caso in cui l’assicurato sia ancora in vita. La polizza morte, invece, viene pagata al beneficiario nel caso in cui l’assicurato venga a mancare.

C’è una via di mezzo, cioè la polizza mista: contempla entrambe le soluzioni insieme

Restando sull’assicurazione sulla vita, cosa valutare prima di sceglierla? Vediamo nel dettaglio in che cosa consiste, a chi conviene e cosa dice la «lettera piccola» del contratto che ci lega ad una compagnia di assicurazioni.

Polizza vita: contraente, assicurato e beneficiario

E anche qui è importante avere le idee molto chiare. Non necessariamente chi paga un’assicurazione sulla vita è la persona assicurata o quella che riceverà la rendita alla fine del contratto. Infatti, le persone coinvolte nella polizza possono essere addirittura tre soggetti diversi, cioè:

  • il contraente: è la persona che firma il contratto di assicurazione sulla vita, che pagherà i premi per tutta la durata del contratto e che può esercitare tutti i diritti come quello di recesso o di riscatto;
  • l’assicurato: è la persona sulla cui vita si firma il contratto. Dovrà firmare per accettazione se diverso dal contraente;
  • il beneficiario: è la persona che il contraente ha designato come destinataria del capitale o della rendita finale.

Facciamo un esempio. Ad una certa età, voglio regalare a mio nipote appena nato una polizza vita che gli garantisca un gruzzolo per pagarsi gli studi, per comprare una casa o per qualsiasi altra esigenza. Posso, come contraente, firmare il contratto e pagare i relativi premi. Ma faccio l’assicurazione sulla vita di mio figlio, non sulla mia (vai a sapere quanto mi resta). Lui non pagherà nulla: basta che ci metta la firma per accettazione. Alla fine del contratto, sarà mio nipote, come beneficiario, ad incassare il frutto del capitale che ho investito nella polizza.

Certo, le combinazioni possono essere tante. Anziché tre, i soggetti possono essere due. Per esempio, se contraente e assicurato sono la stessa persona (firmo un contratto per assicurare la mia vita e pago io i premi) ma indico come beneficiario un’altra persona. Oppure, sottoscrivo un’assicurazione sulla vita come una forma di investimento e metto il mio nome come contraente, assicurato e beneficiario: alla fine del contratto (se sono ancora vivo) i soldi arriveranno a me e mi comprerò un bilocale sul lago.

Prima cosa da valutare, dunque: a chi si vuole lasciare i soldi. Il beneficiario può essere individuato al momento della firma del contratto di assicurazione sulla vita o in un momento successivo (ad esempio con un testamento). Ma può essere anche revocato, purché ciò non venga fatto dagli eredi dopo la morte del contraente o, quando si verifica questo evento, il beneficiario abbia dichiarato di accettare quella rendita [1]. In altre parole: se mio nonno mi lascia un’assicurazione sulla vita, mio fratello non può revocarmi questo beneficio.

Altri soggetti coinvolti nell’assicurazione sulla vita

Dall’altra parte del tavolo, quando si sottoscrive un’assicurazione sulla vita, ci sono, ovviamente, degli interlocutori.

Il più comune è la compagnia di assicurazioni. Cosa valutare prima di sceglierla? E’ importante che sia autorizzata dall’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. E, nel caso si opti per una compagnia estera, bisogna verificare se la legislazione applicata nel Paese a cui appartiene l’interlocutore è la stessa in vigore in Italia.

E’ possibile anche ricevere una proposta di assicurazione sulla vita da un broker, da una banca, dalle Poste o da un agente intermediario. In questo caso, chi ci porge la penna per firmare il contratto deve essere iscritto al registro pubblicato sul sito dell’Ivass.

Infine, ci sono gli agenti o venditori di una rete multilevel marketing. Che cosa significa? Significa che chi sottoscrive un’assicurazione sulla vita può, a sua volta, diventare venditore con un guadagno in percentuale sui contratti che lui fa sottoscrivere e su quelli che fanno sottoscrivere le persone che lui ha arruolato. Cosa bisogna valutare prima di scegliere quest’opzione? Che chi ci fa questa proposta sia affidabile.

In che cosa consiste l’assicurazione sulla vita

Come detto, a differenza del caso morte, l’assicurazione sulla vita è concepita per convertire un capitale in una rendita, che viene pagata al beneficiario solo se l’assicurato è vivo alla scadenza del contratto.

Ci sono tre tipi di assicurazione sulla vita:

  • la polizza a rendita immediata e a premio unico. Il contraente fa un solo versamento al momento della stipula del contratto e la rendita viene versata o subito oppure a rate, con scadenze stabilite dalle parti;
  • la polizza a rendita differita. I soldi arrivano al beneficiario al momento stabilito sul contratto se l’assicurato è ancora in vita;
  • la polizza a capitale differito. Consente di versare il premio in una sola volta oppure a rate. I soldi (ovvero il capitale e non la rendita) arrivano al beneficiario in una certa data purché l’assicurato non sia deceduto.

Che cosa valutare prima di scegliere una di queste formule? Bisogna stare ben attenti alla proposta della compagnia di assicurazioni che, di norma, tende a suggerire delle polizze a prevalente componente finanziaria in cui le caratteristiche appena viste vengono mescolate. Significa che i premi pagati dal contraente vengono investiti e che la compagnia non dice «al momento di pagare ti darò questa cifra» ma dice «al momento di pagare ti darò quello che l’investimento dei tuoi soldi ha prodotto». In sostanza, occorre valutare bene il rischio che si è disposti a correre: meglio soldi certi (subito o ad una certa data) oppure accettare l’incognita dell’investimento con la possibilità di prendere di più o di meno.

 

In che cosa consiste l’assicurazione mista

Abbiamo già detto che l’assicurazione sulla vita può essere anche contenuta in un’assicurazione mista, cioè in una polizza che contempla sia il caso vita sia il caso morte. Sottoscrivendo questo contratto, il beneficiario può ricevere i soldi alla fine del contratto (se l’assicurato è ancora in vita) oppure al momento del decesso dell’assicurato. Proprio perché la copertura è pressoché totale, il costo della polizza è piuttosto elevato rispetto alla soluzione unica.

L’assicurazione mista, come l’assicurazione sulla vita, può essere sottoscritta con questi due tipi di polizze:

  • rivalutabile: la prestazione assicurata rientra in un sistema di accrescimento. Una parte del premio, cioè dei soldi versati dal contraente, finisce in una gestione separata. Altro non è che un fondo di investimento creato dalla compagnia di assicurazioni proprio per far fruttare questo denaro. A seconda dell’andamento del fondo, le polizze si rivalutano di anno in anno. Il costo non è molto alto, ma nemmeno lo è il rendimento;
  • index linked o unit linked: in questo caso, la prestazione della compagnia è vincolata all’andamento di altri strumenti finanziari (fondi comuni o investimenti in Borsa). I costi sono più elevati e il rendimento, normalmente, è basso rispetto al rischio.

Cosa valutare prima di sceglierle e, soprattutto prima di sottoscriverle? Come già accennato, la prima riflessione da fare è che cosa si vuole da quella polizza: assicurare un futuro ai propri cari oppure mettere via dei soldi da investire per godersi una rendita un domani.

Assodato questo concetto, vediamo i vari aspetti da tenere in considerazione quando si decide di fare un’assicurazione sulla vita e cosa valutare prima di sceglierla.

I documenti da visionare

Due i documenti che la compagnia di assicurazioni deve mostrare a chi vuole fare un’assicurazione sulla vita per dargli la possibilità di capire cosa valutare prima di sceglierla: il fascicolo informativo (che contiene le note informative e le condizioni contrattuali) e il progetto esemplificativo personalizzato.

Il fascicolo informativo

E’ la cosiddetta «lettera piccola» del contratto di assicurazione sulla vita. Il fascicolo informativo contiene la scheda sintetica delle prestazioni, le condizioni del contratto con il regolamento dell’investimento che, eventualmente, la compagnia intende fare, la nota informativa, il glossario (cioè il significato delle parole tecniche in modo che chiunque possa comprendere quello che sta leggendo) e il modulo con la proposta di assicurazione.

Sia la nota informativa sia le condizioni del contratto devono essere pubblicate sul sito della compagnia ed accessibile a qualsiasi potenziale cliente

Tra le cose da valutare prima di scegliere un’assicurazione sulla vita, una delle più importanti (per evitare brutte sorprese in futuro) è la capacità di rischio. Spetta alla compagnia (o all’agente o intermediario che abbiamo di fronte) suggerirci quale tipo di polizza fa il caso nostro in base alle informazioni che gli avremo fornito.

Tuttavia, non è obbligatorio fornire queste informazioni. Ma a nostro rischio: dovremo firmare una dichiarazione di rifiuto e, nel caso volessimo sottoscrivere comunque un’assicurazione sulla vita non adatta alle nostre esigenze o possibilità, dovremo anche firmare un’altra dichiarazione in cui ci diciamo consapevoli del rischio che stiamo correndo.

Il progetto esemplificativo personalizzato

Questo documento interessa i contratti rivalutabili e di capitalizzazione. Il prospetto esemplificativo stima il probabile andamento della polizza e riguarda lo sviluppo del capitale o della rendita, del premi da versare, il valore annuale di riscatto e di riduzione.

Il documento, però, non vincola la compagnia in alcun modo: raggiungere i risultati ipotizzati non è mai una certezza 

Altre cose da valutare prima di scegliere un’assicurazione sulla vita

Ecco, a questo punto, un elenco di cose da valutare prima di scegliere un’assicurazione sulla vita:

  • la prestazione: la durata, se si tratta di una polizza vita o morte e se è previsto il versamento del capitale o di una rendita;
  • il pagamento: quanto c’è da pagare in soluzione unica, mensile, trimestrale, bimensile o annuale, la parte del premio che viene investita, la parte relativa ai costi di gestione, come bisogna pagare (se con bonifico bancario, assegno, addebito sul conto, ecc.), il numero minimo di premi da pagare per avere diritto al riscatto o alla riduzione;
  • i termini del riscatto della polizza (se si volessero i soldi prima della scadenza del contratto) e le penali per esercitare questo diritto);
  • il rischio finanziario;
  • la possibilità di convertire, alla scadenza del contratto, il capitale in rendita o la rendita in capitale;
  • l’opzione di prolungare la data di scadenza della polizza.

Fatta la scelta ed accettate le condizioni della polizza, il cliente sottoscrive la proposta di assicurazione sulla vita.

E’ il cliente che propone alla compagnia l’assicurazione sulla vita e non viceversa

Quando la compagnia accetta questa proposta, il contratto si ritiene concluso, cioè effettivo ed il cliente riceve la polizza.

I diritti di chi sottoscrive un’assicurazione sulla vita

Chi si è deciso a fare un’assicurazione sulla vita ha diritto a:

  • ricevere informazioni entro 10 giorni dalla richiesta sui cambiamenti che riguardano il valore di riscatto maturato ed i premi pagati [2];
  • ricevere i conteggi sul capitale o sul valore di riscatto che sono già stati liquidati;
  • ricevere (se ha sottoscritto una polizza unit linked) una lettera dopo ogni versamento in cui si precisa la parte del premio che è stata investita;
  • sempre nel caso delle polizze unit linked, il cliente ha diritto a ricevere una comunicazione ogni qualvolta si verifichi una perdita di oltre il 30% rispetto al capitale investito e ad ogni successiva perdita di almeno il 10%;
  • ricevere ogni anno, in caso di polizze rivalutabili, in estratto conto entro 60 giorni dalla chiusura dell’anno solare (quindi entro fine febbraio);
  • visionare sul sito della compagnia il valore di quota del fondo o del parametro a cui la polizza rivalutabile è collegata;
  • visionare sul sito della compagnia il rendiconto delle gestioni e dei fondi;
  • ricevere comunicazione su qualsiasi cambiamento delle condizioni contrattuali specificate nel fascicolo informativo;
  • essere al corrente di qualsiasi scadenza di diritti di opzione come da contratto o della trasformazione del contratto stesso.

Che succede se non pago il premio dell’assicurazione

Abbiamo già detto che quando si vuole fare un’assicurazione sulla vita, tra le cose da valutare prima di sceglierle c’è quella che riguarda la possibilità di pagare, anche mensilmente, il premio richiesto.

Se, però, per qualsiasi motivo improvviso, ci trovassimo a non poter versare i soldi relativi alla polizza, la risposta della compagnia può variare a seconda di quando si verifica questo mancato pagamento.

Se avviene nel primo anno dopo la firma del contratto, la compagnia può agire in Tribunale entro 6 mesi dal mancato pagamento per recperare la somma dovuta.

Se, invece, avviene dal secondo anno in poi, non sono previste azioni di recupero ma la compagnia può decidere di risolvere il contratto per inadempienza [3] tenendosi i soldi già versati dal cliente.

Quando viene liquidata l’assicurazione sulla vita

Quando si avvicina la scadenza del contratto di assicurazione sulla vita, la compagnia è tenuta ad inviare una comunicazione almeno con un mese di anticipo, informando in cliente sulla documentazione che dovrà presentare al momento della liquidazione.

Il pagamento del capitale o della rendita deve avvenire entro 30 giorni dalla scadenza del contratto e, comunque, in base ai tempi definiti in sede di sottoscrizione.

Il termine di prescrizione entro cui chiedere la liquidazione è di 2 anni dalla scadenza del contratto [4].

Assicurazione sulla vita e Fisco

Il Fisco riconosce delle detrazioni sui premi pagati per un’assicurazione sulla vita. E’ possibile beneficiare della detrazione del 19% sul lordo di quanto versato ma a certe condizioni:

  • per i contratti stipulati o rinnovati entro il 31 dicembre 2000, è indispensabile che la durata della polizza sia di almeno 5 anni e che in quel periodo non vengano richiesti o concessi dei prestiti;
  • per i contratti stipulati o rinnovati dal 2001, occorre che la polizza sia mista, cioè: che contempli anche il rischio di morte o di invalidità permanente non inferiore al 5%.

Se ne deduce che la parte detraibile del premio è solo quella che copre il rischio morte e quello di invalidità. Nel primo caso (morte), l’importo massimo detraibile è di 530 euro. Nel secondo, il tetto è di 1291,14 euro.

La detrazione è possibile anche per i premi pagati a compagnie di assicurazioni estere

La tassazione dell’assicurazione sulla vita

C’è una tassazione variabile sulle plusvalenze generate dall’investimento in un’assicurazione sulla vita, cioè sulla differenza tra il capitale versato ed il capitale maturato.

Le aliquote sono cambiate nel tempo:

  • fino al 31 dicembre 2011: il 12,5%;
  • dal 1 gennaio 2012 al 30 giugno 2014: il 20%;
  • dal 1 luglio 2014: il 26%.

Tuttavia, per i rendimenti che derivano dai titoli di Stato la tassazione è rimasta al 12,5% [5].

Dopo il decimo anno, l’aliquota si abbassa del 2% per ogni 12 mesi di durata del contratto.

Infine, il capitale o la rendita prodotti da un investimento in un’assicurazione sulla vota non sono pignorabili né sequestrabili [6].

note

[1] Art. 1921 cod. civ.

[2] Art. 1 circ. Isvap n. 403/2000.

[3] Art. 1924 cod. civ.

[4] Art. 2952 cod. civ.

[5] Dl n. 138/2011.

[6] Cass. sent. n. 8676/2000.

Autore immagine: 123rf.com

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