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Premi aziendali: che fare se il datore li revoca?

10 luglio 2017


Premi aziendali: che fare se il datore li revoca?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 luglio 2017



L’erogazione spontanea di premi aziendali ripetuta per più anni in via sistematica e costante non può essere più revocata.

Guai a toccare i premi aziendali riconosciuti, per anni, ai dipendenti. Secondo la Cassazione, infatti, se il datore di lavoro eroga ai propri dipendenti, spontaneamente e ripetutamente nel tempo, una somma, tale elargizione diventa un «uso aziendale» che non può essere più negata in futuro, salvo intervenga un successivo contratto collettivo che annulli o peggiori il precedente. Insomma, il pagamento realizzato tramite premi aziendali, siano essi in denaro o benefits, fa sorgere quelli che, comunemente, vengono detti «diritti quesiti» che costituiscono obblighi giuridici per l’imprenditore. È quanto chiarito di recente dal Tribunale di Udine [1].

Per comprendere come stanno le cose, immaginiamo una società che, per anni, premia spontaneamente (e senza esservi vincolo) i propri dipendenti con un somma di denaro aggiuntiva (erogata in occasione della fine dell’anno) e col pagamento dell’assicurazione rc auto. Un giorno, però, l’azienda comunica la disdetta di tali emolumenti e affigge tale decisione in bacheca, con l’intenzione così di revocare il precedente uso. Molti dei dipendenti, però, si ribellano: alcuni di questi, in particolare, hanno rinunciato a ulteriori offerte di lavoro proprio in ragione di questi benefits e che, a conti fatti, rendevano il trattamento economico più favorevole delle proposte alternative. Alla luce della pratica ripetuta negli anni, i lavoratori avevano ormai fatto affidamento su tali somme, sino a considerarle “intoccabili”. Dal canto suo l’azienda sostiene il contrario: trattandosi di regali può, in qualsiasi momento, revocarli. Chi ha ragione?

Secondo il Tribunale di Udine, non può essere revocato un uso aziendale stabile se non con l’intervento di un nuovo contratto collettivo. L’uso aziendale nasce con il protrarsi, nel tempo, di comportamenti del datore di lavoro, applicati in modo reiterato e spontaneo, alla generalità dei dipendenti. Esso si applica anche ai dipendenti successivamente assunti, salvo che il datore non li escluda esplicitamente [2]. L’uso diventa una sorta di contratto o un regolamento aziendale, che finisce per porre la disciplina da applicare a tutti i dipendenti. Inoltre, modificando in meglio il trattamento dei lavoratori, può essere modificato solo da un successivo accordo, che però salvaguardi i diritti quesiti già maturati in passato [3].

Alla luce di ciò, la pratica di accordare, in via continuativa negli anni, premi aziendali costituiti da somme di denaro o benefits fa scattare, in capo ai dipendenti, un diritto immutabile all’emolumento che dura fino alla stipula di un successivo contratto aziendale che peggiori quel premio.

note

[1] Trib. Udine, sent. n. 102/17 del 22.03.2017.

[2] Cass. sent. n. 18263/2009.

[3] Cass. sent. n. 8342/2010 e, in parte, n. 3296/2016.


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