Tech Speechless: come avere in testo messaggi vocali di Whatsapp

Tech Pubblicato il 10 luglio 2017

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Un’app creata a Bergamo consente di trasformare in testo un messaggio vocale. Gratuita fino a messaggi di 15 secondi. L’abbiamo provata: ecco come funziona.

Il messaggio vocale su Whatsapp può arrivare da chiunque nel momento più inopportuno: mentre si è in riunione, dal dottore, al cinema (qui se si tenesse spento il telefonino sarebbe meglio) oppure con la moglie o il marito affianco, e ad essere inopportuna non sarebbe la situazione ma quella persona che manda il messaggio vocale.

Tutto si risolve, perché ora è possibile trasformare i messaggi vocali di Whatsapp in testo, grazie ad un’applicazione creata (guardate un po’) in Italia e, più precisamente da una ditta bergamasca, la Becreatives.

Si chiama Speechless. Che cosa fa quest’app? Ascolta il messaggio vocale al posto dell’utente e lo converte in messaggio di testo. Gratis, purché la registrazione non duri più di 15 secondi. Se si sfora, ci sarà da pagare. Ma converte anche in testo un messaggio vocale registrato sull’archivio del telefono, da inviare in completa discrezione.

Come funziona Speechless su Whatsapp

La funzionalità di Speechless è, soprattutto, in fase di ricezione del messaggio vocale. Cioè in quel momento in cui il destinatario del messaggio dice: «Accidenti, non posso ascoltarlo proprio ora» mentre potrebbe benissimo leggere un messaggio di testo.

Come si usa Speechless per leggere un messaggio vocale? Semplice: si tiene premuto il messaggio in questione e si clicca sul simbolo della condivisione. Sul menù di condivisione che appare, si clicca su Speechless e, dopo il relativo riconoscimento vocale, ecco che compare il testo del messaggio vocale.

E per l’invio? Chiariamo subito una cosa. Chi è abituato a mandare dei messaggi vocali su Whatsapp premendo l’icona del microfono che c’è accanto alla casella di testo, dovrà cambiare tattica per usare Speechless.

Cliccando sull’icona del microfono, infatti, si continuerà a mandare un messaggio vocale che non verrà convertito in un messaggio di testo.

A che cosa serve, allora, e come funziona Speechless per l’invio di messaggi? L’abbiamo provato (il download della versione base è gratuito) e, da quel che ci risulta, funziona così:

  • si incide il messaggio con il registratore vocale del telefono (o del computer se si usa la versione web di Whatsapp). In questo modo si crea un file audio;
  • si clicca su quel file audio e poi sul simbolo della condivisione;
  • compare, a questo punto, il menù con le opzioni di condivisione. In questo menù ci sarà anche Speechless. Si clicca sull’icona di quest’app;
  • quando l’app si apre, la prima cosa che troviamo è la lingua in cui vogliamo mandare il messaggio vocale trasformato in testo (ce ne sono 10 di lingue). Occorre selezionare la lingua e cliccare su «go»;
  • ed ecco in versione di testo il messaggio vocale. L’app ci chiede se vogliamo copiarlo o inviarlo. Se si clicca su «share», cioè «condividi», apparirà l’elenco dei nostri contatti di Whatsapp a cui inviare il messaggio;
  • selezionando il contatto, troveremo il testo nella solita finestrella su cui si scrive di norma un messaggio Whatsapp. Basta cliccare sull’invio ed ecco fatto.

Certo, uno dice: «Se devo fare tutta questa trafila, tanto vale che io scriva direttamente il messaggio sulla finestrella anziché registrarlo». Legittimo. Ma sareste capaci di scriverlo in giapponese, in russo o in tedesco? Speechless lo fa, magari per l’amico straniero conosciuto in vacanza o per il collega di lavoro di una sede distaccata a cui inviare una comunicazione di servizio.

Speechless è, finora, disponibile per Ios e Android. Sugli iPhone funziona con i file vocali incisi con il registratore di sistema. I crash sono possibili, perché la messa a punto non è ancora finita. Tant’è, ad esempio, che l’app non è, per il momento, compatibile con le note audio di Telegram.

Il costo? Come detto, l’app è gratuita per la trascrizione di messaggi fino a 15 secondi. Oltre questo tempo si deve fare un acquisto in-app di 2,29 euro.

Ultima curiosità: l’app Speechless nasce con l’imprinting delle buone maniere. Nel senso che non può essere utilizzata per dire parolacce, mandare il nemico a trasferire stabilmente la residenza in quel tal paese, ecc. Se ci si prova, si potrà leggere sullo schermo: «Non dire parolacce, sono un app con molta etica, vi censuro». Carina, vero?


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