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Lo sai che? Come rinunciare a quote di proprietà?

Lo sai che? Pubblicato il 15 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 luglio 2017

Vorrei rinunciare ad alcune quote di proprietà, divise fra fratelli e zii vari. Come posso fare?

Anche il Consiglio Nazionale del Notariato [1] ha formulato un orientamento favorevole alla possibilità, nel nostro ordinamento, di rinunciare al diritto di proprietà (o comproprietà) di un bene immobile. A favore di questa possibilità militano ipotesi specifiche di rinuncia alla proprietà contemplate dal codice civile [2] e l’espresso riferimento alla rinuncia (anche) al diritto di proprietà [3]. La rinuncia da parte del proprietario esclusivo di un bene immobile comporta l’acquisto di esso da parte dello Stato, mentre la rinuncia operata da un comproprietario (come è nel caso della lettrice) avrà come effetto l’accrescimento delle quote degli altri comproprietari.

In dottrina si esclude la possibilità che gli altri comproprietari possano rifiutarsi e, quindi, opporsi all’accrescimento delle loro quote di proprietà come conseguenza della rinuncia di un comproprietario alla propria quota di proprietà. Tuttavia, secondo la migliore e prevalente dottrina, considerati gli effetti della rinuncia, è comunque preferibile portarla a conoscenza degli altri comproprietari (pur non essendo necessario, come sopra rilevato, che sia da loro accettata per poter essere efficace).

Formalmente, la rinuncia deve essere redatta per iscritto, con atto pubblico o scrittura privata, che andrà successivamente trascritto nei registri immobiliari. È, dunque, assai consigliabile, proprio per le conseguenze che l’atto comporta e per l’obbligatorietà della sua trascrizione nei registri immobiliari, rivolgersi ad un notaio che, previo pagamento degli onorari che gli spettano in virtù delle apposite tariffe, curerà tutti gli adempimenti necessari per la migliore redazione dell’atto con tutti i connessi adempimenti.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Con lo studio n. 216 – 2014/C approvato il 21.03.2014.

[2] Artt. 882 e 1104 cod. civ.

[3] Artt. 1350 e 2643 cod. civ.


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