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Nuovi voucher, quanto costa il lavoro occasionale?

11 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 luglio 2017



Contratto di prestazione occasionale, libretto famiglia, prestazioni occasionali agricole: qual è il vero costo per il datore di lavoro?

La vecchia formula “10 euro all’ora tutto incluso”, che ha reso i voucher lo strumento di flessibilità più utilizzato, vale ancora soltanto per il libretto famiglia, cioè per il lavoro occasionale a favore di persone che non sono professionisti o imprenditori.

Negli altri casi, ossia per quanto riguarda il contratto di prestazione occasionale stipulato con imprese, enti e professionisti, o con aziende agricole, il costo orario del lavoro deve essere determinato aggiungendo alla paga oraria concordata gli oneri contributivi, assicurativi e di gestione. Il tutto, considerando che la paga oraria minima, ad esclusione del settore agricolo, è di 9 euro e che, comunque, la remunerazione per ogni prestazione svolta non può scendere sotto i 36 euro (corrispondenti a 4 ore di lavoro), anche se l’attività è di breve durata.

Ma procediamo per ordine e vediamo, caso per caso, quanto costano le nuove prestazioni occasionali.

Libretto famiglia: compenso

Il libretto famiglia è la modalità di utilizzo delle prestazioni occasionali rese nei confronti di committenti che non esercitano attività professionale o d’impresa. Il libretto è composto da titoli di pagamento, il cui valore nominale è fissato in 10 euro, utilizzabili per compensare prestazioni di durata non superiore ad un’ora.

Il valore nominale di 10 euro è così suddiviso:

  • 8 euro per il compenso a favore del lavoratore;
  • 1,65 euro per i contributi previdenziali alla Gestione separata Inps;
  • 0,25 per il premio assicurativo (infortuni e malattie professionali) Inail;
  • 0,10 euro per il finanziamento degli oneri di gestione della prestazione di lavoro occasionale e dell’erogazione del compenso al prestatore.

Rispetto ai vecchi voucher, cambia dunque la suddivisione del compenso orario: in precedenza, difatti, la paga netta oraria del lavoratore era di 7,50 euro, i contributi dovuti alla gestione separata ammontavano a 1,30 euro, mentre il premio Inail era pari a 75 centesimi e gli oneri di gestione Inps a 50 centesimi.

Non cambia, invece, la “formula tutto incluso”: il committente non deve calcolare il costo orario aggiungendo alla paga netta l’ammontare dei contributi, degli oneri e dei premi, ma sa già che un’ora di lavoro costa 10 euro.

Prestazione occasionale: compenso

Occorre un’attenta valutazione, invece, per stabilire l’ammontare del compenso minimo nell’ordinario contratto di prestazione occasionale.

Nel dettaglio, la paga netta minima del lavoratore, per ogni ora di lavoro, è pari a 9 euro. A questi 9 euro bisogna aggiungere:

  • 2,97 euro, corrispondenti al 33% della paga netta, che rappresentano i contributi dovuti alla Gestione separata Inps;
  • 32 centesimi, corrispondenti al 3,5% della paga netta, che rappresentano i premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
  • 9 centesimi, pari all’1% della paga netta, che rappresentano gli oneri di gestione dovuti all’Inps.

In pratica, su una paga minima di 9 euro, il vero costo per il datore di lavoro è di 12,38 euro: ciò significa che il costo minimo della prestazione occasionale, che va retribuita con un netto, per il lavoratore, di 36 euro (corrispondente a 4 ore di lavoro), è di 49,52 euro.

Se, poi, il datore di lavoro decide di riconoscere un compenso orario maggiore, aumenta, logicamente, anche il costo finale. Ad esempio, se si opta per una paga oraria pari a 10 euro, il costo orario risulta pari a 13,75 euro, dunque il costo complessivo minimo della prestazione sarà pari a 55 euro.

Prestazione occasionale agricola: compenso

La paga oraria, per quanto riguarda le prestazioni occasionali agricole, è differente a seconda dell’area di appartenenza del lavoratore, ed è commisurata alla paga oraria minima prevista dal contratto collettivo per gli operai agricoli e i florovivaisti.

Nel dettaglio, gli importi minimi sono pari:

  • per l’area 1, a 7,57 euro;
  • per l’area 2, a 6,94 euro;
  • per l’area 3, a 6,52 euro.

Il che vuol dire che il costo complessivo orario è pari a:

  • 10,41 euro per l’area 1;
  • 9,54 euro per l’area 2;
  • 8,97 euro per l’area 3.

In parallelo a quanto previsto per la generalità dei presto, per i presto agricoli è necessario garantire al lavoratore una retribuzione minima pari a 4 ore di lavoro, anche nel caso in cui la durata effettiva della prestazione lavorativa giornaliera sia inferiore.

Il che vuol dire che l’azienda agricola pagherà, per ogni lavoratore agricolo, un minimo giornaliero di:

  • 41,64 euro se appartenente all’area 1;
  • 38,16 euro se appartenente all’area 2;
  • 35,88 euro se appartenente all’area 3.

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