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Condanna per truffa

11 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 luglio 2017



La condanna per il reato di truffa va da sei mesi a tre anni (per la truffa semplice) o da uno a cinque anni (per la truffa aggravata).

Se ti stai chiedendo quale sia la condanna che rischia un truffatore, sappi che le pene previste variano a seconda che si tratti di una truffa semplice o di una truffa aggravata. Nel primo caso, il giudice potrà emettere una sentenza di condanna ad una pena che oscilla dai sei mesi ai tre anni di reclusione (oltre alla multa), nel secondo caso (truffa aggravata) la condanna dell’imputato potrà variare da uno a cinque anni di reclusione (oltre ad una pena pecuniaria).

 

Cos’è la truffa?

La truffa è un reato (previsto e disciplinato dal nostro ordinamento) che punisce chiunque:

  • con artifizi o raggiri;
  • inducendo taluno in errore;
  • procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno [1].

Perché si possa parlare di truffa, quindi, è indispensabile che:

  • la vittima (cioè il soggetto truffato) sia stata indotta, con inganno, a compiere un atto (di qualsiasi tipo);
  • che tale atto (che senza l’inganno non avrebbe mai compiuto) abbia determinato una diminuzione del  patrimonio della vittima con corrispondente ingiusto profitto per il truffatore o per un altro soggetto.

L’inganno esiste ogni volta che il soggetto agente (cioè il truffatore) riesce ad ottenere il suo scopo (cioè il suo ingiusto vantaggio con danno per la vittima) attraverso artifizi o raggiri (menzogne, distorsione della realtà, simulazione di ciò che non esiste) che inducono in errore il malcapitato che darà origine ad una disposizione patrimoniale.

Volendo fare un esempio pratico.

Suonano alla porta della tua abitazione due soggetti che  si qualificano come operai dell’Enel (ti sembrano tali anche perchè utilizzano mezzi di trasporto, furgoncini o autovetture, con scritte e loghi molto simili agli originali). Ti comunicano che devono effettuare un sopralluogo all’impianto in quanto si sono verificati dei guasti ed è necessario il controllo del contatore. Una volta entrati in casa ti fanno credere, con validi e convincenti argomenti, che il tuo contatore è vecchio e che, quindi, si deve procedere alla sostituzione. Aggiungono che, per effettuare il lavoro, dovrai contribuire con esborso di denaro, 100, 200  euro o più; convinto che sia una sostituzione necessaria ed indispensabile (così come ti hanno riferito) versi la somma richiesta e i sedicenti tecnici ti riferiscono che torneranno per cambiare il contatore lasciandoti una ricevuta o un preventivo. Ovviamente non avrai più traccia di questi soggetti (né della somma da te versata): ecco che sei stata truffato!

Si tratta di truffa perché con l’artificio consistito nel venire a casa tua con maglietta e camioncino simili a quelli dell’Enel ti hanno indotto a credere di dover pagare per cambiare il tuo contatore ed, invece, hanno ottenuto un vantaggio economico (di 200 euro, ad esempio) a tuo danno (in quanto tu hai perso il denaro e non hai ottenuto alcun contatore nuovo).

La truffa può essere semplice o aggravata. Sarà aggravata quando:

  • il fatto è commesso a danno dello stato o di un altro ente pubblico o col preteso di far esonerare taluno dal servizio militare;
  • il fatto è commesso ingenerando nella vittima il timore di un pericolo immaginario o l’erroneo convincimento di dovere eseguire un ordine dell’autorità;
  • il fatto è commesso approfittando di circostanze di tempo, luogo o persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa [2].

 

La condanna per truffa

Chi commette il reato di truffa subirà un processo penale che terminerà (in caso di condanna) con l’irrogazione di una sanzione (appunto) penale.

La sanzione:

  • in caso di truffa semplice, è della reclusione da un minimo di sei mesi ad un massimo di tre anni e multa da 51 a 1.032 euro;
  • in caso di truffa aggravata, è della reclusione da uno a cinque anni e multa da 309 a 1.549 euro.

Il colpevole potrà evitare la condanna solo in caso di mancanza di prove a suo carico oppure in caso di prescrizione.

Trattandosi di un delitto,  la truffa si prescrive in sei anni; ciò significa che se dal momento in cui è stato commesso il fatto trascorrono sei anni  (più i periodi di sospensione) senza che il processo si sia concluso, il colpevole sarà assolto per intervenuta prescrizione e non gli verrà irrogata alcuna pena.

Bisogna ricordare che con l’ultima riforma [4] la prescrizione è diventata più lunga: da un grado all’altro del giudizio resterà sospesa per un massimo di 18 mesi.

Facciamo un esempio: truffa commessa nel settembre 2017, il reato prima della riforma si sarebbe prescritto nel settembre 2023 (a cui aggiungere le eventuali sospensioni), dopo la riforma il reato si prescriveà nel  settembre 2026 (a cui vanno sempre aggiunte le eventuali sospensioni).

La denuncia

La truffa è un reato procedibile a querela di parte, salvo che ricorra taluna delle circostanze aggravanti sopra elencate ovvero delle ulteriori circostanze aggravanti previste dal codice penale.

Ciò significa che in caso di truffa semplice dovrà essere la vittima  a denunciare (o meglio querelare) il colpevole precisando che vuole la sua punizione; in caso di truffa aggravata basterà una semplice denuncia anche da parte di un soggetto che non sia la vittima diretta del reato.

Nel primo caso dovrà essere rispettato il termine dei tre mesi per la querela; viceversa, in caso di truffa aggravata, non vi sarà alcun termine da rispettare.

note

[1] Art. 640 cod. pen.

[2] Art. 61, co. 5 cod. pen.

[3] Art. 157 cod. pen.

[4] L. n. 103 del 23.6.2017


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