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Sponsorizzazione attività sportive: spese deducibili?

11 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 luglio 2017



Le spese di sponsorizzazione della squadra possono costituire spese promozionali deducibili se ricorrono alcune condizioni.

Le spese di sponsorizzazione delle attività sportive dilettantistiche devono essere considerate, ai fini del reddito di impresa e della relativa tassazione, come spese di pubblicità e non di rappresentanza, purché ricorrano alcune condizioni soggettive e oggettive.

La differenza tra spese promozionali e di rappresentanza è rilevante dal punto di vista fiscale in quanto solo le prime sono deducibili poiché considerate costi e non contributi al reddito di impresa.

Per distinguere tra spese di rappresentanza (indeducibili) e spese promozionali (deducibili) occorre guardare all’effettiva utilità conseguita grazie all’attività promozionale. Più precisamente:

  • le spese promozionali sono caratterizzate da: diretto legame con un aumento delle vendite (inerenza “stretta”); utenza potenzialmente indeterminata; sinallagmaticità tra la spesa e gli obblighi; oggetto della promozione è un prodotto (bene o servizio);
  • le spese di rappresentanza, viceversa, sono caratterizzate da: semplice aspettativa di incremento delle vendite (inerenza “blanda”); utenza determinata; gratuità dell’operazione e assenza di obblighi gravanti sui fruitori dell’operazione stessa; oggetto di promozione è l’immagine dell’impresa.

Sponsorizzazione attività sportive dilettantistiche

La legge [1] prevede che il corrispettivo in denaro o in natura in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, di associazioni sportive scolastiche che svolgono attivià nei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva costituisce, per il soggetto erogante, fino ad un importo annuo complessivamente non superiore a 200.000 euro, spesa di pubblicità, volta alla promozione dell’immagine o dei prodotti del soggetto erogante mediante una specifica attività del beneficiario.

Come ricordato dalla Cassazione in una recente ordinanza [2], la legge ha introdotto una “presunzione legale assoluta” circa la natura pubblicitaria e non di rappresentanza di dette spese di sponsorizzazione, purchè ricorrano le seguenti condizioni

  1. il soggetto sponsorizzato sia una compagine sportiva dilettantistica;
  2. sia rispettato il limite quantitativo di spesa;
  3. la sponsorizzazione miri a promuovere l’immagine ed i prodotti dello sponsor;
  4. il soggetto sponsorizzato abbia effettivamente posto in essere una specifica attività promozionale (per esempio: apposizione del marchio sulle divise, esibizione di striscioni e/o tabelloni sul campo da gioco, ecc.).

Avviso di accertamento spese di sponsorizzazione

E’ pertanto illegittimo l’avviso di accertamento con il quale il Fisco considera le spese di sponsorizzazione come spese di rappresentanza, considerandone la non deducibilità per difetto del requisito di inerenza.

Il contribuente che voglia impugnare l’avviso illegittimo deve però dimostrare l’inerenza all’attività d’impresa delle singole spese di sponsorizzazione affrontate. Il giudice, nel valutare se questa prova sia stata fornita, deve prendere in esame la funzione delle attività promozionali e l’utilità conseguita.

note

[1] Art. 90, c. 8,  L. 289/2002.

[2] Cass. ord. n. 14232 del 7.06.2017.


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