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Lo sai che? Come difendersi dallo stalking?

Lo sai che? Pubblicato il 26 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 agosto 2017

Se l’ex ti perseguita o il vicino di casa ti pedina tanto da costringerti a cambiare abitudini si tratta di stalking: devi querelarlo o presentare una richiesta di ammonimento.

Il tuo ex continua a telefonarti a ogni ora del giorno e della notte, nonostante tu gli abbia detto chiaramente che è finita? Il vicino ti segue ogni volta che esci di casa, sfruttando ogni pretesto per attaccare bottone in modo insistente e fastidioso? Il tuo datore di lavoro non perde occasione di farti avances anche pesanti? La questione è chiara: sei vittima di stalking [1] e devi assolutamente correre ai ripari. Come fare? Come difendersi dallo stalking? Ci sono diversi modi: puoi presentare una querela alla procura della repubblica o ai carabinieri o puoi rivolgerti al questore. Vediamo nel dettaglio.

Con internet i casi di stalking sono aumentati a dismisura

Stalking: cos’è?                                  

La parola “stalking” fino a qualche anno fa era sconosciuta. Ma è bastato poco per farla balzare agli onori delle cronache, anche perché con la diffusione di internet è più facile non solo realizzare lo stalking ma anche renderlo più incisivo e danneggiare maggiormente la vittima. Ma di cosa si tratta esattamente? Lo stalking può consistere in  molestie e minacce come telefonate, anche mute, sms, mail, lettere. Oppure si può optare per i “metodi classici”: pedinamenti, appostamenti sotto casa, richiesta insistente di informazioni sulla vittima a parenti e amici e atti vandalici nei suoi confronti: per intenderci, una riga sulla fiancata della macchina, mazzi di fiori inviati continuamente fino alle condotte più conosciute come quella del fidanzato che, non rassegnandosi alla fine della storia, arriva a pronunciare frasi del tipo “Se non torni con me te la farò pagare” o “Se non ci ripensi non finisce male” e simili. Attenzione: non per forza, perché ci sia stalking, deve esserci di mezzo una storia d’amore o di innamoramento. Si pensi al cosiddetto stalking condominiale che consiste in ripetute persecuzioni ai danni di un vicino di casa. Ciò che davvero conta, perché possa configurarsi il reato in questione, è che il comportamento dello stalker sia tale da creare nella vittima un perdurante stato di ansia o di paura tanto da costringerla a modificare le proprie abitudini di vita. Oppure la condotta deve determinare un fondato timore per l’incolumità propria o di un familiare.

Querela, richiesta di ammonimento e centri antiviolenza: così ci si difende dallo stalking

Stalking: come difendersi?

Come difendersi allora? I modi sono diversi:

  • si può presentare ai carabinieri o alla procura della repubblica una querela seguendo la procedura spiegata qui: in questo modo, in sostanza, si decide di intraprendere un processo penale vero e proprio con tutto quello che ne consegue;
  • si può presentare al questore una richiesta di ammonimento, a patto che non sia già stata sporta querela;
  • ci si può rivolgere ad un centro antiviolenza per chiedere aiuto e mettere in sicurezza eventuali figli. È stato istituito anche un numero verde presso il dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per offrire assistenza psicologica e giuridica e per comunicare, nei casi di urgenza, alle forze dell’ordine gli atti persecutori segnalati dalla vittima.

C’è poi la possibilità di rivolgersi al giudice perché emetta gli ordini di protezione: ad esempio, l’allontanamento dalla casa familiare.

Altro strumento è una misura cautelare specifica: il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, con cui il giudice, in poche parole, vieta  allo stalker di avvicinarsi alla vittima e ai luoghi che frequenta di solito (o che frequentano i suoi familiari o il convivente) o gli impone di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o dalla stessa persona offesa. Il giudice può, inoltre, vietare all’imputato di comunicare, attraverso qualsiasi mezzo, con queste persone. Nei casi più gravi, si ricorre agli arresti domiciliari o addirittura la custodia cautelare in carcere: ad esempio quando lo stalker non abbia rispettato la misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima.

Stalking: che significa ammonimento e che succede?

Se la vittima intende tutelarsi senza, tuttavia, ricorrere a una denuncia e, quindi, alla via giudiziaria, in genere chiede che lo stalker venga ammonito. In pratica, riferisce i fatti al questore che, dopo aver assunto informazioni dagli organi investigativi e dalle persone informate sui fatti denunciati, può ammonire oralmente il colpevole: in sostanza lo invita a tenere una condotta conforme alla legge [2].

Tuttavia, il semplice ammonimento può non bastare: a questo punto sarà il pubblico ministero a decidere di perseguire e punire il colpevole, anche se la vittima non dovesse essere d’accordo.

Inoltre, se il reato è commesso nei confronti di minori o di persone disabili  oppure se è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio sarà perseguibile d’ufficio anche lo stalking (e cioè anche se la vittima non presenta nessuna querela).

note

[1] Art. 612 bis cod. pen.

[2] Art. 8 l. n. 38 del 23.04.2009.


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