Diritto e Fisco | Articoli

Stalking condominiale: cosa fare?

11 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 luglio 2017



La persecuzione sistematica del vicino è reato punibile dal codice penale. Purché non si limite a un solo episodio. Ecco come difendersi.

Di solito si comincia con qualche piccolo bisticcio. Poi i toni si accendono e si arriva alla discussione, quindi alla vera e propria litigata. Finché uno dei due decide di rendere la vita impossibile all’altro. Scene da un matrimonio? No: scene da un condominio. Contrasti tra vicini di casa che, quando si perde la testa, sfociano nel vero e proprio stalking condominiale. «Ti faccio venire voglia di cambiare casa» non è mai una strategia vincente. Perché si rischia il reato punibile penalmente. Il reato, appunto, di stalking condominiale. La vittima cosa può fare? Vediamo.

Che cos’è lo stalking condominiale

Una cosa è la continua lite di condominio e un’altra lo stalking condominiale. Quest’ultimo viene punito dal codice penale [1] quando c’è una serie di atti persecutori che danneggiano la serenità di un individuo. A dirla in parole semplici, si rischia di essere scurrili. Ci provo con la definizione: rompere a lungo, sistematicamente e volutamente, le scatole. Oltre non mi spingo, fate voi.

C’è, inoltre, il decreto sicurezza [2] che contiene il reato di persecuzione previsto per «chi compie atti persecutori che causano ansia, timore o modificano le abitudini di una persona». Cosa si rischia? La reclusione fino a 4 anni.

Se il vicino di casa che ha deciso di farci stalking condominiale comincia a fare rumori molesti (spostare di continuo mobili o sedie, fare andare la lavatrice alle 2 di notte, organizzare oggi sì e domani pure una festa a casa fino a tardi, ecc.), ci si può appellare anche al codice civile [3], nel passaggio in cui sancisce che sancisce che è possibile impedire rumori molesti, fumi ed esalazioni solo se oltrepassano il limite della normale tollerabilità, non sempre identificabile ma rimessa alla valutazione del giudice in base a situazioni, persone e luoghi ben stabiliti.

Ma lo stalking condominiale non si limita ai rumori molesti: si può incorrere in questo reato anche lasciando la spazzatura davanti alla porta del vicino, dare al suo cane dei bocconcini poco raccomandabili, ungere di olio l’uscio della sua porta in modo da farlo scivolare. E chi ha la mente più perversa, più ne metta.

La configurazione di reato di stalking condominiale

In base a quanto detto prima, sono due i presupposti per poter parlare di stalking condominiale e, quindi, per sapere cosa fare in caso di molestie di questo tipo:

  • la persecuzione deve essere reiterata: non è stalking una sola molestia o una discussione isolata;
  • la persecuzione deve provocare nella vittima un senso di ansia, di paura e di disagio, oppure deve costringerla a cambiare le sue abitudini di vita (cambiare il mezzo pubblico che usa per andare al lavoro, uscire di casa quando sa che lo stalker non c’è, ecc.).

Stalking condominiale e rumori molesti: cosa fare

Attenzione: è molto importante, prima di agire in qualsiasi modo, avere delle prove dello stalking condominiale da parte di un vicino di casa. Sarà, infatti, la vittima a doverlo provare.

Detto questo, cosa fare? Si può ipotizzare questo percorso.

  • dire allo stalker che è ora di finirla. Si può, infatti, invitare con le buone il vicino molesto a smetterla con le molestie. Prima verbalmente, poi con una raccomandata a/r in cui si mette in copia conoscenza l’amministratore di condominio;
  • rivolgersi alla Questura. Se lo stalker insiste nel suo atteggiamento, si presenta una richiesta di ammonimento alla Polizia per stalking condominiale. Se il questore ritiene la richiesta valida, provvederà ad un ammonimento verbale nei confronti del vicino rompiscatole;
  • presentare una querela. E’ il terzo ed ultimo passaggio, quello che presuppone venire alle maniere dure quando la situazione diventa insostenibile. Servono, però, testimonianze, registrazioni, prove, lettere minatorie, e-mail inopportune, ecc. Qualsiasi prova sia valida a confermare le molestie.

Che cosa può decidere un giudice di fronte ad un reato di stalking condominiale? Può imporre al vicino molesto di stare alla larga dalla sua vittima, di non avvicinarsi oltre i 500 metri o, addirittura, di cambiare casa.

Stalking condominiale: che cosa dice la giurisprudenza

Purtroppo per chi commette il reato di stalking condominiale, la Corte di Cassazione ha già punito più volte chi addotta il concetto espresso all’inizio di questo articolo («Ti faccio venire voglia di cambiare casa»).

Nel 2011, la Suprema Corte ha confermato la condanna ad un uomo che ce l’aveva con le donne del condominio perché affetto da disturbi maniacali [4].

Due anni più tardi, gli ermellini hanno deciso che lo stalking condominiale esiste anche quando il persecutore agisce in risposta alla provocazione di un altro vicino se la vittima è costretta a farlo per difendersi [5]. Insomma, mi rompi le scatole all’infinito, ti ripago con la stessa moneta e zitto devi stare.

Nel 2016, invece, la Cassazione ha confermato la condanna in carcere di uno stalker condominiale che ha perseguitato il vicino al punto tale da costringerlo a prendere dei tranquillanti ed a lasciare il lavoro [6].

note

[1] Art. 612-bis cod. pen.

[2] Legge 38/2009.

[3] Art. 844 cod. civ.

[4] Cass. sent. n. 20895/2011.

[5] Cass. sent. n. 45648/2013.

[6] Cass. sent. n. 28706/2016.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

  1. Io ho mandato un email all’amministratore perchè facesse qualcosa, ma non ricevuto risposta, il mio vicino di casa continua da diversi mesi a prendersela con la mia macchina a sputtarci sopra e mi sta rovinaundo tutti i vetri

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI