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Pensione dipendenti pubblici invalidi, quando?

14 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 luglio 2017



Inabilità alle mansioni, a proficuo lavoro o a qualsiasi attività, Ape sociale, maggiorazione dei contributi: quando può pensionarsi il lavoratore pubblico invalido.

 

Lavoratore pubblico, invalido al 75% in aggravamento, 66 anni, in aspettativa non retribuita per malattia: quando posso pensionarmi? Posso versare i contributi volontari?

Per quanto riguarda le assenze per malattia nel pubblico impiego, i contratti collettivi, per la generalità dei comparti, prevedono che il dipendente pubblico abbia diritto alla conservazione del posto (periodo di comporto) per un totale di 18 mesi: i 18 mesi sono contati cumulando le assenze degli ultimi 3 anni.

Malattia dipendenti pubblici: aspettativa non retribuita

In casi particolarmente gravi il periodo di comporto si raddoppia, ma senza retribuzione (si veda, ad esempio, il contratto collettivo Enti locali [1] e quanto confermato dagli orientamenti applicativi Aran [2]), previo accertamento da parte della commissione medica competente, finalizzato a stabilire l’esistenza di eventuali cause di assoluta e permanente inidoneità fisica a svolgere qualsiasi proficuo lavoro.

Dipendenti pubblici invalidi: pensioni di inabilità

Terminato il periodo di comporto, o accertata l’inidoneità assoluta all’impiego, l’amministrazione può risolvere il rapporto di lavoro con il dipendente: questo non vuol dire, però, che il dipendente resti sprovvisto di tutela, perché può aver diritto a una pensione non solo in caso di riconoscimento d’inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa, ma anche d’inabilità a una specifica mansione o a proficuo lavoro.

A seguito della presentazione di domanda per il riconoscimento dell’inabilità, difatti, è possibile che sia accertata:

  • un’inabilità assoluta e permanente alla mansione svolta: solo se non è possibile la ricollocazione altrove, con mansioni equivalenti, l’amministrazione può dispensare dal servizio il dipendente; il lavoratore può ottenere la pensione per inabilità alla mansione se possiede almeno 15 anni di servizio (14 anni, 11 mesi e 16 giorni), in qualità di dipendente dello Stato; per i dipendenti di Enti locali o del comparto Sanità occorrono, invece, almeno 20 anni di servizio (19 anni, 11 mesi e 16 giorni);
  • un’inabilità assoluta e permanente a proficuo lavoro (nel caso in cui l’infermità impedisca di svolgere un’attività lavorativa continua e remunerativa, al di là della specifica mansione): il lavoratore dispensato dal servizio dall’amministrazione, può in questo caso ottenere la pensione se possiede almeno 15 anni di servizio (14 anni, 11 mesi e 16 giorni);
  • un’inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa: in questo caso, per il diritto alla pensione basta possedere almeno 5 anni di contributi, dei quali almeno 3 accreditati nel quinquennio precedente alla decorrenza della pensione di inabilità; ovviamente è necessaria la dispensa dal servizio da parte dell’amministrazione.

Bisogna sottolineare che quest’ultima pensione di inabilità è incompatibile con l’attività da lavoro dipendente, con l’iscrizione negli elenchi degli operai agricoli e dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni) e con l’iscrizione agli albi professionali; le altre due tipologie di pensione di inabilità, invece, non presentano incompatibilità con ulteriori attività lavorative.

Nel caso del lettore, quindi, considerato l’aggravamento delle sue condizioni di salute, è molto probabile che, dietro accertamento dell’apposita commissione medica di verifica,  sia riconosciuta immediatamente una di queste tre tipologie di pensione d’inabilità.

Dipendenti pubblici invalidi: Ape sociale

Il lettore potrebbe, se in possesso di almeno 30 anni di contributi, usufruire, in alternativa, dell’Ape sociale, in quanto in possesso di invalidità superiore al 74%: l’Ape sociale è un sostegno al reddito pari alla futura pensione, erogato dall’Inps sino alla data di maturazione della pensione di vecchiaia.

Per la domanda di riconoscimento dei requisiti occorre affrettarsi, in quanto la prima “finestra” si chiude il 15 luglio 2017: la domanda può essere inviata direttamente dal sito dell’Inps, se si possiedono le credenziali (pin dispositivo, carta nazionale dei servizi o identità spid di secondo livello) o tramite patronato.

Dipendenti pubblici invalidi: contributi volontari

Nel caso in cui il lettore non abbia la possibilità di avvalersi delle alternative elencate, potrebbe semplicemente attendere il compimento di 66 anni e 7 mesi di età per percepire la pensione di vecchiaia: per questo trattamento bastano 20 anni di contributi, quindi il versamento dei contributi volontari servirebbe ad aumentare (e di poco, a fronte di un esborso non indifferente, pari al 33% dello stipendio) unicamente la misura della pensione.

Se, però, l’interessato non arriva al requisito minimo di 20 anni previsto per la pensione di vecchiaia, a causa dei periodi non retribuiti, deve sapere che ha la possibilità di richiedere l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari all’Inps: i contributi volontari servono proprio a coprire i periodi durante i quali la contribuzione obbligatoria o figurativa o da riscatto non è accreditata. È possibile, dunque, coprire i periodi di aspettativa non retribuita per malattia, in quanto non danno luogo all’accredito di contributi figurativi.

Per ottenere l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari si devono possedere nella gestione prescelta:

  • almeno 3 anni di contributi (156 settimane) versati nell’ultimo quinquennio;
  • in alternativa, almeno 5 anni di contributi (260 settimane) versati in qualsiasi periodo.

Una volta ottenuta l’autorizzazione, è possibile coprire non solo i periodi successivi alla domanda, ma anche i 6 mesi pregressi.

Dipendenti pubblici invalidi: maggiorazione dei contributi

Bisogna infine sapere, al fine di stabilire a quanto ammontino le settimane di contributi mancanti per la pensione, che, a partire dalla data in cui è riconosciuta l’invalidità in misura superiore al 74%, si ha diritto a due mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro.

note

[1] Art.21 CCNL Enti Locali.

[2] Orientamenti Applicativi Aran, RAL 8 e RAL 531.

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1 Commento

  1. se hai il 67% di invalidita e 40 anni di contributi non si puo ancora andare in pensione anticipatamente?

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