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Lo sai che? Che succede se l’Agenzia Entrate non trova beni da pignorare?

Lo sai che? Pubblicato il 12 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 luglio 2017

Chi riceve la notifica delle cartelle di pagamento da parte dell’Agenzia Entrate Riscossione ed è nullatenente, non ha casa o auto intestate e il conto corrente è in rosso, rischia poco.

Cosa è possibile attendersi con il passaggio di consegne da Equitalia ad Agenzia delle Entrate Riscossione in tema di strategie sulla riscossione esattoriale? Una cosa è certa: chi aveva poco da perdere prima, riuscirà a farla franca anche adesso. Con una sola – e importante – differenza: il passaggio della riscossione da una società privata a un ente pubblico ha decretato un incremento dei poteri nella ricerca dei beni da pignorare. Come dire che chi è stato abile nel nascondere i propri redditi o li ha di recente trasferiti ad altri soggetti non potrà dormire su sette cuscini. Diversamente, chi non ha casa, conti e auto non rischierà nulla. Ma procediamo con ordine e vediamo che succede se l’Agenzia Entrate Riscossione non trova beni da pignorare.

Come abbiamo già detto più volte in queste stesse pagine, l’Agenzia Entrate Riscossione gode di particolar poter quando si tratta di pignoramenti nei confronti dei contribuenti. Alcuni di questi sono stati introdotti di recente; altri invece sussistevano già in capo ad Equitalia. Vediamo di cosa si tratta:

  • Agenzia Entrate Riscossione può pignorare gli stipendi e il conto corrente semplicemente con la notifica di una “lettera” di pignoramento alla banca o al datore di lavoro. Non c’è quindi bisogno del passaggio in tribunale come invece è richiesto per i pignoramenti fatti da soggetti privati (come le banche). Solo nel caso in cui l’esattore intende pignorare la pensione è obbligatoria l’udienza davanti al giudice, il quale è chiamato a detrarre dalla mensilità il cosiddetto «minimo impignorabile» prima di poter accordare il pignoramento del quinto;
  • Agenzia delle Entrate Riscossione può mettere all’asta la casa e gli altri immobili posseduti dal debitore facendo ricorso a una speciale procedura di vendita, senza ricorrere, neanche in questo caso, al tribunale. Non c’è una udienza di comparizione delle parti, manca la valutazione del bene da parte di un perito; la procedura inizia con la notifica di un avviso di vendita al debitore che dà il via all’esecuzione forzata. L’Agente per la riscossione procede direttamente alla vendita dell’immobile pignorato esclusivamente per pubblico incanto, senza necessità di autorizzazione alla vendita da parte del giudice. L’incanto è tenuto e verbalizzato dall’ufficiale della riscossione. Viene meno, dunque, l’intervento del giudice, che non è più chiamato a presiedere l’incanto nell’aula delle pubbliche udienze. Agenzia Entrate Riscossione deve effettuare il primo incanto entro 200 giorni dal pignoramento (in questo caso dalla trascrizione) e quelli successivi con un intervallo minimo di 20 giorni;
  • Agenzia Entrate Riscossione può accedere alle banche dati di cui dispone l’Agenzia delle Entrate e le altre pubbliche amministrazioni per poter verificare la titolarità di redditi da pignorare. Si tratta, ad esempio, dei database ove sono indicati eventuali redditi di lavoro dipendente o autonomo, le partecipazioni in società, i titoli di investimento, il nominativo dei clienti del professionista (presso cui pignorare il credito per il pagamento delle parcelle), le automobili, le case o gli altri immobili di proprietà, i canoni di affitto percepiti da inquilini, la banca ove è depositato il conto corrente (e a quanto ammonta il relativo deposito), l’istituto di previdenza che eroga la pensione, ecc. Rispetto al passato, quindi, il difensore dell’esattore non deve più farsi autorizzare dal Presidente del Tribunale per accedere ai suddetti archivi telematici (così come possono fare tutti i creditori dopo aver notificato l’atto di precetto), ma può farlo autonomamente, sulla base di convenzioni stipulate con l’Agenzia delle Entrate. Tutto questo archivio di informazioni consente all’Agenzia entrate Riscossione di «pignorare a colpo sicuro» senza la tradizionale caccia al tesoro cui i creditori un tempo erano costretti.

Resta il fatto che l’Agente della riscossione effettua il pignoramento con modalità diverse a seconda del bene da pignorare:

  • nel caso di pignoramento di beni mobili presso l’abitazione debitore, l’ufficiale della riscossione si reca presso la residenza del debitore, individua i beni da pignorare con esclusione di quelli personali o per il lavoro (leggi Le cose che Agenzia Entrate Riscossione non ti pignorerà mai), effettua il pignoramento oralmente, fornendo poi un verbale delle operazioni. I beni non vengono asportati immediatamente e il debitore ne è nominato custode sino a quando non saranno messi in vendita all’asta;
  • nel caso di pignoramento dei crediti vantati verso terzi (come il denaro depositato sul conto corrente bancario o lo stipendio che il datore di lavoro versa mensilmente al dipendente), la procedura si avvia con la notifica di un atto al terzo e al debitore, senza bisogno di passare davanti al tribunale, in una udienza di assegnazione delle somme (così come, invece, succede in tutti i casi in cui il creditore è un privato);
  • nel caso di pignoramento della casa o di altri beni immobili la procedura si compie con la notifica dell’atto di pignoramento al debitore titolare del bene e agli eventuali comproprietari.

Potrebbe però succedere che, almeno in prima battuta, l’Agenzia Entrate Riscossione non trovi beni da pignorare. Che farà in questi casi? Come detto, sulla base di apposite convenzioni stipulate con l’Agenzia delle Entrate, che le consentono di accedere alle banche dati dell’amministrazione, senza previa autorizzazione del Presidente del Tribunale, l’esattore potrà visionare la cosiddetta Anagrafe Tributaria e l’Anagrafe dei conti correnti, nonché gli archivi dell’Inps, del Pra e di qualsiasi altro ente che potrebbe essere in possesso di informazioni utili al pignoramento.

In ogni caso, già Equitalia disponeva di poteri ispettivi e di indagine (anche valendosi della collaborazione con la guardia di finanza) nella fase preliminare al pignoramento. Infatti, in caso di mancato pagamento da parte del contribuente di importi da riscuotere tramite ruolo (cartelle esattoriali) complessivamente superiori a 25.000 euro, i dipendenti dell’Agente della Riscossione possono effettuare accessi, ispezioni e verifiche, se autorizzati dal direttore generale dell’Agente stesso [1]. Agenzia Entrate Riscossione può esercitare però detti poteri nei confronti di soggetti esercenti attività di impresa oppure attività di lavoro autonomo, ed allo scopo di acquisire copia della documentazione utile all’individuazione dell’importo di crediti di cui i debitori morosi sono titolari nei confronti di terzi.

L’esattore può effettuare l’accesso solo dopo il mancato pagamento del contribuente e, dunque, solo dopo che è decorso il relativo termine che decorre dall’avvenuta notifica della cartella di pagamento (60 giorni).

Se, anche all’esito di tali indagini, il contribuente dovesse risultare completamente nullatenente, la procedura si ferma ed, eventualmente, alla sua morte, potrà essere intrapresa contro gli eredi che abbiano accettato l’eredità. Questi ultimi, infatti, saranno tenuti a pagare per conto del parente defunto tutte le cartelle rimaste insolute, salvo lo sgravio delle sanzioni di cui non sono tenuti a rispondere.

note

[1] Artt. 32 e ss. DPR 600/73.

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. Se, anche all’esito di tali indagini, il contribuente dovesse risultare completamente nullatenente, la procedura si ferma ed, eventualmente, alla sua morte, potrà essere intrapresa contro gli eredi che abbiano accettato l’eredità. Questi ultimi, infatti, saranno tenuti a pagare per conto del parente defunto tutte le cartelle rimaste insolute, salvo lo sgravio delle sanzioni di cui non sono tenuti a rispondere.
    Ma se è nullatenente gli eredi quale eridità devono accettare?

  2. allora: il conto corrente equitalia lo poteva pignorare direttamente, senza giudice, sin dal 2005 credo, la prima casa non è mai pignorabile, lo stipendio e la pensione sono pignorabili solo per un quinto oppure in funzione del loro ammontare, perché scrivete tutte queste stronzate?

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