No al velo islamico in pubblico

12 luglio 2017


No al velo islamico in pubblico

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 luglio 2017



Secondo la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non lede la libertà degli uomini il divieto imposto dallo Stato di indossare il velo islamico nei luoghi pubblici.

La sicurezza prima delle tradizioni. Così si può riassumere la sentenza di ieri della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo cha ha sancito il divieto del velo islamico nei luoghi pubblici.

Non è passato molto tempo da quando la Corte di Giustizia dell’UE ha sancito la facoltà, per il datore di lavoro, di inibire l’uso del burqa alle dipendenti assunte dall’azienda. Ora, allo stesso modo, viene riconosciuta allo Stato la possibilità di vietare il velo islamico nei luoghi pubblici. La possibilità di impedire il volto coperto anche a chi lo fa solo per ragioni religiose trova ragione non in questioni di discriminazione culturale, bensì di sicurezza pubblica che è uno degli obiettivi principali dello Stato, cui deve adempiere anche a dispetto delle libertà individuali. Ben venga quindi il divieto del volto coperto per le donne (che del resto discriminerebbe gli uomini) in quanto non può considerarsi contrario alla Convenzione dei Diritti dell’Uomo. Interviene con queste parole la Cedu, nell’annoso dibattito apertosi nell’opinione pubblica e all’interno delle aule di tribunale.

A detta della Corte di Strasburgo, il divieto di indossare il velo islamico in luoghi pubblici può servire a garantire la convivenza in una società e ad assicurare il rispetto di alcuni valori come quello di uguaglianza uomo-donna.

Il divieto di indossare simboli religiosi che coprano il volto in luoghi pubblici è, secondo Strasburgo, una questione di rispetto della collettività, che viene prima del singolo e della sua stessa religione. Non ci vuole molto a comprendere che la sentenza è influenzata dai recenti sviluppi che ha subìto il terrorismo internazionale. Peraltro, in materia di libertà di religione, gli Stati godono di un ampio margine di apprezzamento. E sebbene il divieto del burqa o di qualsiasi altro velo sul viso possa limitare il pluralismo, creando ostacoli alle donne nell’espressione della propria personalità, dall’altro lato è anche necessario garantire, in una società multietnica, le relazioni tra individui e la convivenza.


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