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Autovelox: come arrivano le multe?

13 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 luglio 2017



Modalità e termine ultimo per la consegna di una multa per eccesso di velocità. Quando pagarle e quando contestarle. Quanto costa e quanti punti si perdono.

Tre mesi, ovvero 90 giorni. E’ il tempo che Vigili, Polizia o Carabinieri hanno a disposizione per spedire una multa per eccesso di velocità registrata da un autovelox. Oltre quel termine, la contravvenzione è nulla e può essere impugnata entro 30 giorni dal Giudice di Pace o entro 60 giorni con un ricorso al Prefetto..

Alla domanda «come arrivano le multe?» la risposta è molto semplice: via raccomandata, consegnate dal postino e firmata per ricevuta dal destinatario. La questione è: quando e dove devono arrivare quelle multe affinché sia veramente obbligatorio pagarle. Ed è quello che stiamo per vedere.

Quando va spedita a casa la multa per l’autovelox

Nel momento in cui un automobilista si dimostra indisciplinato, cioè viola un qualsiasi articolo del Codice della strada, c’è una regola da rispettare: la multa va consegnata a mano all’automobilista, cioè la violazione va contestata immediatamente dal vigile, dal poliziotto o dal carabiniere che ha elevato la contravvenzione.

Come in tanti altri casi, anche questa regola ha le sue eccezioni. Ed è proprio quella che interessa la multa per eccesso di velocità rilevata da un autovelox. Per ovvi motivi. Il primo, perché accanto alla maggior parte di questi dispositivi non c’è mai un poliziotto. Il secondo, perché fermare un’auto che sfreccia a 140 l’ora oltre ad essere quasi impossibile può essere pure pericoloso.

Non a caso, tra le eccezioni a quella regola citata prima, ci sono:

  • l’impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocità;
  • l’ accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento che consentono la determinazione dell’illecito in tempo successivo.

Non potendo, quindi, consegnare la contravvenzione in mano all’automobilista «beccato» dall’autovelox, come arrivano le multe? Arrivano a casa. E’ la cosiddetta notifica differita della multa.

La notifica della multa deve arrivare entro 90 giorni dalla data della violazione al Codice

Il verbale deve indicare le ragioni per cui l’autorità non è riuscita ad effettuare la contestazione immediata della multa, quindi una delle due eccezioni già viste.

Il giorno della violazione non si conta, mentre invece si considera l’ultimo giorno. I giorni festivi che ricadono nell’arco dei 90 giorni si contano. Se però il termine cade in proprio in un giorno festivo, si considera il giorno successivo feriale.

Sono obbligato a comunicare il cambio di indirizzo?

Se l’automobilista trovato dall’autovelox a velocità eccesiva ha cambiato indirizzo come arrivano le multe? E, soprattutto, dove? Ogni cittadino è tenuto a comunicare un cambio di residenza al Comune in cui va ad abitare. Ma non al Pra o alla Motorizzazione civile. E’, infatti, l’amministrazione a dover verificare, dai registri anagrafici del Comune di residenza, l’indirizzo aggiornato dell’automobilista destinatario di una contravvenzione.

Se il cambio di residenza è stato notificato al Comune, la multa inviata al vecchio indirizzo non si deve considerare regolarmente consegnata

Se, invece, la comunicazione all’anagrafe non è stata fatta, la multa si ritiene consegnata, anche se sul citofono o sulla cassetta delle lettere non c’è il nome del destinatario. Ma allora, come arrivano le multe? In questo caso, il postino fa una notifica con deposito alla casa comunale.

Posso rifiutare la consegna di una multa per l’autovelox?

Tra le cose belle della vita c’è il fatto che ognuno è libero di fare quello che gli pare. Purché se ne prenda le conseguenze. Così, l’automobilista «pizzicato» dall’autovelox può rifiutare la consegna della multa da parte del postino. Il problema (per l’automobilista) è che la multa viene considerata comunque notificata.

E se non c’è nessuno in casa quando il postino suona al citofono? In questo caso, viene lasciato sulla cassetta della posta un avviso di giacenza e la multa finisce in Posta, dove rimane per un mese. Si considera ritirata il giorno in cui il destinatario la preleva all’ufficio postale, ma se ciò avviene a partire dall’11° giorno dal tentativo di notifica, la raccomandata si considera comunque consegnata il 10° giorno.

Quando è valida la multa per l’autovelox

Non solo gli automobilisti ma anche l’autovelox deve rispettare delle regole. Affinché una multa per eccesso di velocità rilevato da uno di questi dispositivi sia valida, ci devono essere queste condizioni:

  • l’autovelox deve essere preceduto da un cartello che ne annuncia la presenza posto ad almeno un chilometro di distanza e ad ogni incrocio principale;
  • l’apparecchio deve essere stato omologato dal Ministero delle Infrastrutture e del Trasporti;
  • l’autovelox deve essere perfettamente funzionante e deve essere stato tarato periodicamente, nel rispetto del livello di tollerabilità del misuratore.

Attenzione al primo punto, però. Come già annunciato nel nostro articolo Addio a segnalazioni dell’autovelox su strade e navigatori? è al vaglio del Governo un decreto mirato ad eliminare la segnalazione degli apparecchi anche tramite cartelli stradali.

Quanto costa una multa per l’autovelox

Ed ecco il capitolo più doloroso. Quando costa una multa per l’autovelox? Dipende da quanto a fondo sia stato premuto l’acceleratore:

  • se la velocità massima è stata superata fino a 10 km/h: 39 euro;
  • se la velocità massima è stata superata di oltre i 60 km/h: da 770 a 3.119 euro.

A ciò bisogna aggiungere la perdita di punti sulla patente o addirittura il ritiro del permesso di guida, sempre a seconda della gravità della violazione. Nel casi peggiori (quello del superamento del limite di oltre 60 km/h) c’è una decurtazione di 10 punti ed una sanzione accessoria che consiste nella sospensione della patente da 6 a 12 mesi. La patente viene revocata se c’è la recidiva nel biennio successivo.

note

Autore immagine: 123rf.com


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