Diritto e Fisco | Articoli

Si può diffamare qualcuno con una foto?

25 Agosto 2017 | Autore:
Si può diffamare qualcuno con una foto?

Se la notizia è vera ma viene accompagnata da una foto sbagliata, il giornalista rischia una condanna per diffamazione per non aver effettuato i dovuti controlli.

Si può diffamare una persona anche con una foto. Non sembra possibile? Invece è proprio così: è quello che accade quando un giornale riporta una notizia di cronaca – assolutamente vera – ma la correda con un foto sbagliata, facendo credere al lettore che la persona ritratta sia l’autore del reato di cui l’articolo parla, quando – magari – quella stessa persona non c’entra proprio nulla. Il Tribunale di Napoli [1], nel confermare questa tesi, sottolinea come la diffamazione può essere provocata non solo dal contenuto della notizia in sé quanto, piuttosto, dalla foto che accompagna l’articolo: in parole povere, se la foto è quella di Tizio piuttosto che di Caio si è portati a pensare che l’autore dei fatti di cui il pezzo parla sia proprio Tizio quando, invece, è Caio.

Se la foto trae in inganno il lettore può essere diffamatoria

Diffamazione: cos’è?

Il codice penale [2] ci dice che si ha diffamazione  quando qualcuno, comunicando con più persone, offende la reputazione di una persona assente (se, invece, la persona fosse presente si avrebbe ingiuria). La legge mira a tutelare l’onore di un soggetto, inteso come rispetto e stima di cui gode presso la società in cui vive (quindi, sul lavoro, in parrocchia, tra gli amici, nel partito di cui fa parte). Non a caso, se una persona viene diffamata con il mezzo della stampa – ad esempio, pubblicando una notizia falsa su un giornale – la pena aumenta, fino ad arrivare anche a 6 anni. Se è vero, infatti, che la legge tutela il diritto di cronaca, è  vero anche che questo diritto non basta sempre a salvare il giornalista: i fatti di cui si parla devono essere veri, non inventati né esagerati e devono essere riportati in modo obiettivo, senza mai andare sul personale nè sconfinare nel pettegolezzo.

 

Diffamazione: valgono anche le foto?

Sfogliando i giornali, ci si accorge subito che gli articolo sono, nella maggior parte dei casi, accompagnati da fotografie: l’obiettivo è di catturare l’attenzione del lettore attraverso un’immagine visiva d’effetto, collegata all’articolo in cui è inserita. Fin qui niente di strano. Le cose cambiano, però, se quella stessa foto inganna il lettore nel senso che lo porta ad equivocare la realtà dei fatti: tipico il caso del giornalista che pubblica la foto di Mario nell’ambito di un articolo relativo a un furto commesso da Claudio. La pubblicazione della foto deve essere preceduta da un accurato controllo da parte del giornalista che deve accertarsi su chi la foto effettivamente ritrae: per intenderci, non basta cercare su internet un’immagine dell’autore del reato per vedere che faccia ha. Occorre cercare riscontri e prove effettivi, per essere sicuri non solo di quello che si scrive ma anche delle foto con cui si accompagna l’articolo.

Rettificare a volte non basta, soprattutto se viene fatto in modo sbagliato

Diffamazione: posso salvarmi con una rettifica?

Non sempre agli errori fatti si può riparare, specialmente in casi come questi: una rettifica non basta dato che la diffamazione è un reato istantaneo, che danneggia la persona nel momento stesso in cui la notizia viene diffusa. Inoltre, la rettifica deve essere pubblicata in testa di pagina e nella stessa pagina del giornale che ha riportato la notizia cui la smentita è riferita: ciò è necessario perché possa “vincere” sull’articolo diffamatorio. Se viene riportata in fondo al testo, magari in caratteri piccoli o poco visibili, servirà a ben poco.


note

[1] Trib. Napoli sent. n. 5892 del 19.05.2017.

[2] Art. 595 cod. pen.

Fonte della sentenza: lesentenze.it


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube