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Come l’Agenzia delle Entrate prova la notifica della cartella

12 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 luglio 2017



Quando è valida la prova della notifica delle cartelle contestate.

Se il contribuente impugna un atto della riscossione (per esempio intimazione di pagamento, preavviso di fermo, pignoramento ecc.), sollevando l’eccezione di mancata/irregolare notifica degli atti presupposti (per esempio mancata notifica della cartella), ricade sull’Agente della riscossione l’onere di allegare le relate o gli avvisi di ricevimento, non essendo sufficiente la produzione dell’estratto di ruolo ai fini della prova della notifica.

Più precisamente l’Agenzia delle Entrate Riscossione, deve produrre in giudizio:

  • la relata di notifica se la cartella è stata notificata a mani del destinatario tramite ufficiale giudiziario o messo notificatore;
  • l’avviso di ricevimento se la cartella è stata notificata a mezzo del servizio postale (tramite raccomandata a/r).

La prova della avvenuta notificazione della cartella di pagamento effettuata a mezzo posta è costituita dall’avviso di ricevimento della raccomandata sottoscritto dal destinatario che, in tal modo, conferma di avere ricevuto il plico postale. Il fatto che il plico contenesse effettivamente la cartella di pagamento, è provato dal numero seriale della cartella trascritto nell’avviso di ricevimento.

Secondo la giurisprudenza più recente [1] la prova della avvenuta notificazione è compiutamente assolta mediante la produzione dell’avviso di ricevimento, non essendo necessario, al fine di vincere la eccezione di omessa notificazione formulata dal destinatario dell’atto, che l’agente della riscossione produca anche la copia della cartella di pagamento. Quest’ultima, una volta pervenuta all’indirizzo del destinatario, deve ritenersi ritualmente consegnata a quest’ultimo, stante la presunzione di conoscenza, superabile solo se il medesimo provi di essersi trovato senza sua colpa nell’impossibilità di prenderne cognizione.

Se il destinatario è irreperibile

Qualora non sia possibile eseguire la notificazione poiché il destinatario è irreperibile e non sono persone idonee a ricevere la notifica, deve essere seguito un procedimento particolare:

  • affissione dell’avviso di deposito in busta chiusa e sigillata sulla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario;
  • deposito di copia dell’atto presso la casa del Comune dove la notificazione deve eseguirsi;
  • spedizione al destinatario di una raccomandata con avviso di ricevimento per avvisarlo dell’avvenuto deposito.

Se il contribuente contesta la regolarità della notifica, l’Agenzia delle Entrate Riscossione deve produrre in giudizio l’avviso di ricevimento della raccomandata (sottoscritto dal destinatario) con la quale l’ufficiale giudiziario ha dato notizia dell’avvenuto compimento delle suddette fasi procedurali.

note

[1] Cass. sent. n. 16808 del 7.07.2017.


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1 Commento

  1. Aldo Moro aveva previsto bene oltre 40 anni or sono :
    ” LA STAGIONE DEI DIRITTI E DELLE LIBERTA’ SI RIVELERA’ EFFIMERA SE NON NASCERA’ UN NUOVO SENSO DEL DOVERE ” .
    Aspetta cavallo che l’erba cresca e, dopo, mangerai se non sarai, nelle more vegetali, già morto.
    Peppinodituri

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