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Come chiedere gli alimenti?

12 luglio 2017


Come chiedere gli alimenti?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 luglio 2017



Può ottenere gli alimenti nei confronti del coniuge, dei figli, dei nipoti o dei genitori chi si trova in grave difficoltà economica o fisica, tanto da non poter provvedere a sé stesso.

Quando una persona si trova in condizioni economiche precarie ed anche l’assegno sociale dello Stato non è sufficiente a soddisfare i suoi bisogni primari, può sempre chiedere (anzi, esigere) gli alimenti dai familiari più stretti. La legge infatti concede, a chi si trova in uno stato di bisogno incombente, di ottenere un «assegno alimentare» proporzionato alle proprie esigenze. Tenuti a pagarlo sono il coniuge o, se questi non più in vita o anch’egli impossibilitato economicamente, i figli. In assenza anche dei figli devono provvedervi i nipoti. Ma come chiedere gli alimenti? Cosa bisogna fare per ottenere queste somme? E chi può chiedere gli alimenti? Cercheremo di comprenderlo in questa guida.

Cosa sono gli alimenti?

Prima di spiegare come chiedere gli alimenti è bene prima spiegare cosa sono gli alimenti. Si tratta di un contributo economico necessario per la vita di chi lo richiede, rapportato alla sua posizione sociale e alle possibilità economiche di chi è tenuto a versarlo. Si differenzia quindi dal «mantenimento» (ad esempio quello che versa l’ex coniuge dopo la separazione) che mira a soddisfare tutte le esigenze di vita del mantenuto, anche quelle non strettamente necessarie alla sopravvivenza. Dunque, gli alimenti sono una somma nettamente inferiore al mantenimento.

A chi spettano gli alimenti?

Ha diritto a ottenere gli alimenti chi:

  • si trovi in un reale stato di bisogno fisico o economico. Ciò avviene quando non si è in grado di far fronte alle esigenze fondamentali della propria vita per mancanza di adeguate sostanze patrimoniali e involontaria mancanza di un reddito di lavoro. Si pensi a una persona che sia divenuta invalida e non possa più lavorare né procurarsi altri redditi;
  • non sia in grado di provvedere in tutto o in parte al proprio sostentamento.

Anche chi fa una donazione, nel momento in cui si trova in stato di bisogno, ha diritto agli alimenti nei confronti del beneficiario della donazione. Quindi, ad esempio, se un lontano zio regala una casa al nipote, quest’ultimo è obbligato a prestare gli alimenti al primo qualora si dovesse trovare in difficoltà.

Chi è obbligato a pagare gli alimenti?

A versare gli alimenti è innanzitutto il coniuge del soggetto in stato di bisogno. In sua assenza (perché deceduto o perché il richiedente non è sposato) o in caso di sua impossibilità (perché anch’egli invalido o nullatenente) sono tenuti a versare gli alimenti i figli, ciascuno in proporzione alle proprie capacità economiche. In mancanza dei figli, l’obbligo ricade sui nipoti e, in ultima analisi, i genitori.

Come si ottengono gli alimenti

Per ottenere gli alimenti il soggetto che versa in stato di bisogno deve fare una causa in tribunale contro il soggetto a cui può chiedere gli alimenti. Nel giudizio dovrà dimostrare la propria incapacità economica e lo stato di bisogno.

L’azione può essere esercitata solo dal titolare del diritto; ad esempio il genitore non può esercitare l’azione per gli alimenti spettanti al figlio maggiorenne, anche se questo convive con il genitore stesso.

La domanda si propone nei confronti degli obbligati, nell’ordine seguente:

  • al coniuge;
  • in sua assenza ai figli
  • in loro assenza ai nipoti
  • in loro assenza ai genitori

Chi chiede gli alimenti a un obbligato in ordine successivo (ad esempio ai figli) deve dimostrare che gli obbligati di grado anteriore (ad esempio il coniuge) non hanno la possibilità economica di adempiere, in tutto o in parte, alla loro obbligazione.

Se il giudice accoglie la domanda di alimenti la decisione non ha effetto per il passato e, pertanto, l’avente diritto non può chiedere la liquidazione degli alimenti per i mesi precedenti alla causa anche se in tali mesi versava in stato di bisogno.

Come ci si difende dalla richiesta di alimenti?

Se un familiare propone domanda di alimenti, ci si può difendere provando che le proprie condizioni economiche non sono idonee a sopportare il carico degli alimenti.

A quanto ammontano gli alimenti?

La legge non dice a quanto ammontano gli alimenti. Si stabilisce solo che gli alimenti debbano essere assegnati in proporzione al bisogno di chi li richiede ed alle condizioni economiche di chi deve somministrarli.

La giurisprudenza ha ammesso anche la rivalutazione dell’assegno alimentare a seguito dell’intervenuta svalutazione monetaria.

Condotta di alimentato e alimentando: in caso di condotta disordinata o riprovevole dell’alimentato il tribunale può disporre una riduzione degli alimenti.

note

Autore immagine: 123rf com

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