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Diritti e doveri di chi si separa

12 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 luglio 2017



Differenze tra separazione di fatto, consensuale e giudiziale. Il diritto all’assegno di mantenimento. Cosa cambia dopo la convivenza e prima del divorzio.

Separazione e divorzio non sono la stessa cosa. Almeno da un punto di vista legale, anche se è facile pensare che, da un punto di vista del rapporto sentimentale tra due persone, i due concetti possano essere equivalenti.

La separazione, regolamentata dal codice civile [1], dal codice di procedura civile e da alcune norme speciali, non mette la parola «fine» al matrimonio. Ne consegue che marito e moglie restano legalmente sposati, con tutto ciò che comporta.

Che cosa cambia per i coniugi separati e non divorziati rispetto a prima?

Ad esempio, in alcuni tipi di separazione non c’è più l’obbligo di coabitazione. Quindi, ciascuno di loro può stare per conto suo, di giorno e di notte, senza essere accusato di abbandono del tetto (e del letto) coniugale.

Chi si separa non avrà più la comunione dei beni con il coniuge, quella comunione siglata automaticamente al momento del matrimonio se non è stata fatta preventivamente la scelta della separazione dei beni.

Inoltre, i coniugi separati non hanno più l’obbligo di reciproca fedeltà. Se tu, moglie separata, arrivi a casa mia e ti trovi Fifì ben accomodata sul divano, non sono più cavoli tuoi. Lo stesso succederà a me, marito separato, se vengo a casa tua e mi trovo Conan il barbaro che esce dalla doccia.

Che cosa non cambia rispetto a prima per chi si separa?

Resta il dovere di contribuire al bene della famiglia da parte di entrambi. Ma anche quello di mantenere il coniuge più debole e la prole (la quale va istruita ed educata da tutti e due i genitori).

Diritti e doveri nella separazione

La separazione di fatto

Ci sono dei coniugi che, per motivi economici o sociali, preferiscono restare sotto lo stesso tetto pur conducendo ciascuno di loro la propria vita. Oppure ognuno va per conto suo ma, sempre per gli stessi motivi, si evita di ricorrere al giudice e si decide che «quel che è stato, è stato» e «se ti ho mai visto non me ne ricordo». E’ quella che si chiama separazione di fatto. Ma non è così semplice, da un punto di vista legale, voltare pagina facendo finta di non essersi mai incontrati.

Non a caso, la separazione di fatto non ha alcun valore giuridico su diritti e doveri di chi si separa, anzi: c’è ancora il teorico obbligo di coabitazione e di fedeltà. L’abbandono del tetto coniugale e l’avvio di una nuova relazione sentimentale potrebbero essere portati dall’altro coniuge in tribunale in caso di causa per separazione giudiziale.

La separazione di fatto non fa decorrere alcun termine a effetti di un futuro ipotetico divorzio

La separazione consensuale

In questo caso, i coniugi si impegnano in un accordo che definisce le questioni economiche e patrimoniali, oltre a quelle relative ai rapporti con i figli.

Quali sono diritti e doveri di chi si separa consensualmente? I più importanti sono:

  • stabilire a chi attribuire la proprietà dell’auto;
  • stabilire il godimento in differenti periodi della casa in multiproprietà in capo ad entrambi i coniugi;
  • mantenere la locazione di un immobile per le vacanze, stabilendo come dividere le spese;
  • accordarsi per la vendita di determinati beni comuni e le regole per dividersi il ricavato;
  • decidere a chi resta l’animale domestico e in quale misura ciascuno dei due lo mantiene, nel caso conviva a periodi con l’uno e con l’altro;
  • determinare l’importo dell’eventuale assegno di mantenimento;
  • raggiungere un accordo (vagliato da un giudice) sul mantenimento e l’educazione dei figli.

Gli effetti della separazione consensuale per i coniugi sono:

  • l’attenuazione del vincolo matrimoniale in attesa di un ripensamento o di un ulteriore passo avanti verso il divorzio;
  • il regime di separazione dei beni;
  • l’acquisizione dello status di coniuge separato (anche se la moglie può continuare ad usare il cognome del marito);
  • il divieto di risposarsi prima del divorzio;
  • il diritto all’eredità di un coniuge dall’altro;
  • il divieto di porre un addebito all’altro coniuge per quanto riguarda la separazione. Si chiama, proprio per questo, separazione consensuale. Se uno vuole addebitare all’altro un’infedeltà (per fare il caso più comune) dovrà optare per la separazione giudiziale.

La separazione giudiziale

La separazione legale o giudiziale può arrivare per cause molto diverse: questioni impreviste e imprevedibili ai tempi del matrimonio (il lavoro che tiene sempre più lontani i coniugi ad esempio). Oppure l’incapacità di rendere i due caratteri compatibili («due caratteri diversi prendon fuoco facilmente», cantava Celentano). O, ancora, perché subentrano delle situazioni che, secondo il codice civile, «rendono intollerabile la prosecuzione della convivenza o recano grave pregiudizio all’educazione della prole» [2].

In questo caso, quali sono diritti e doveri di chi si separa?

E’ molto probabile che uno dei due coniugi si veda addebitata la responsabilità della separazione: non c’è mai a casa, mi ha tradito/a, non vuole più avere rapporti intimi con me, è diventato isterico/a, e l’elenco sarebbe infinito a seconda della suscettibilità dell’altro (vedi il classico tubetto del dentifricio lasciato sempre aperto, per dire).

Al coniuge che si trova in carico l’addebito non spettano né i diritti successori, né quello al mantenimento, eccezion fatta per il diritto a ricevere periodicamente quanto basta per il sufficiente sostentamento (gli alimenti, per intenderci. E occhio a dove si fa la spesa e a quanto si mangia). In quest’ultimo caso, il coniuge «addebitato e alimentato» a che cosa ha diritto se l’ex viene a mancare? Può ricevere un vitalizio equivalente al valore dei beni ereditari, al numero degli eredi legittimari e non superiore alla prestazione goduta quando il coniuge obbligato era in vita.

La separazione giudiziale, inoltre, dà diritto allo scioglimento del vincolo matrimoniale. Il che non vuol dire avere gli stessi diritti dei coniugi divorziati: per questo occorrerà attendere 6 mesi dalla separazione consensuale e 1 anno dalla separazione giudiziale.

Il che (ancora) vuol dire che, in caso di decesso di uno dei due, al coniuge che resta in vita spetta il diritto all’eredità.

Se il coniuge separato ha un nuovo partner e muore, l’eredità va all’ex coniuge e ai figli

Certo, chi si separa può fare un testamento o una donazione alla persona con cui ha deciso di rifarsi una vita. Purché, però, rispetti la legittima che spetta all’ex moglie o ex marito e ai figli. Nel caso in cui il defunto separato non rispettasse questa regola, l’ex coniuge ed i figli (cioè i legittimi eredi) hanno 20 anni di tempo per pretendere dalla nuova fiamma ciò che non hanno avuto di diritto. Si può interrompere questo tempo di prescrizione presentando un atto stragiudiziale di opposizione alla donazione.

Tra i doveri di chi si separa c’è anche quello di riconoscere una parte dell’eredità ai figli nati da una successiva relazione. Il fatto che il ragazzo sia nato dentro o fuori dal matrimonio non fa alcuna differenza da un punto di vista legale.

note

[1] Artt. 150 e ss. cod. civ.

[2] Art. 151, co. 1 cod. civ

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1 Commento

  1. Salve. Ho appena scoperto che mio ex marito si è rìsposato. Allora noi ci siamo sposati e divorziati in Ecuador però qui
    in Italia risultiamo ancora sposati,perche non ho ancora legalizzato il divorzio in Italia. Secondo lui, i suoi documenti sono stati sempre Como celibe. E possibile? Io dovevo fare la richiesta di alimenti per miei figli, perché non mi ha mai dato niente,pero adesso ho bisogno per l’università. Cosa posso fare? Se il suo nuovo matrimonio fosse valido, io non potrei chiedere niente? Aiutatemi

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