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Il fondo patrimoniale non ha valore contro l’Agenzia Entrate

12 luglio 2017


Il fondo patrimoniale non ha valore contro l’Agenzia Entrate

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 luglio 2017



Legittima l’ipoteca sulla casa, benché inserita nel fondo patrimoniale, se il debito è dovuto a cartelle esattoriali non pagate.

Il fondo patrimoniale tutela poco, anzi niente, nei confronti del fisco. L’Agenzia delle Entrate Riscossione (Aer) è infatti legittimata a iscrivere ipoteca ed, eventualmente, a pignorare la casa se il contribuente non ha pagato le cartelle esattoriali. Questo perché l’orientamento sposato dai giudici della Cassazione è di ritenere aggredibile l’immobile di famiglia, benché protetto dal fondo patrimoniale, sia per i debiti contratti per esigenze familiari (ad esempio le imposte sulla casa) che per quelli derivanti dall’attività lavorativa, come quella professionale o d’impresa. A ricordarlo è una sentenza di ieri della Cassazione [1]. La Corte ha ribadito un principio ormai stabile in giurisprudenza: quello secondo cui il fondo patrimoniale non ha valore contro l’Agenzia Entrate Riscossione (leggi Abolito di fatto il fondo patrimoniale). Per comprendere questo principio facciamo un passo indietro.

A che serve il fondo patrimoniale?

Il fondo patrimoniale serve per non rendere pignorabili i beni in esso inseriti. In questo modo, case, terreni, auto, moto, obbligazioni e titoli di investimento possono essere messi al riparo dai creditori. In due casi, però, il fondo patrimoniale non opera:

  • nei primi 5 anni dalla sua costituzione nei confronti di qualsiasi creditore: il creditore può esercitare la cosiddetta azione revocatoria, rendendo inefficace il fondo, se risulta che lo stesso è stato costituito in malafede, ossia per sottrarsi al pignoramento, Il che è dimostrato dal fatto che il debitore non ha altri beni pignorabili. Se invece esistono altri immobili di pari valore, il fondo non è revocabile;
  • sempre, e quindi anche dopo 5 anni dalla sua costituzione, nei confronti dei soli creditori sorti per debiti inerenti alle esigenze familiari: in altri termini, non hanno bisogno di esercitare l’azione revocatoria e possono direttamente passare al pignoramento tutti quei soggetti con cui il debitore si è obbligato per acquistare beni o servizi utili alla propria famiglia (la casa, l’istruzione dei figli, le spese mediche, ecc.).

Il fisco può ipotecare il fondo patrimoniale?

È proprio con riferimento a questa seconda ipotesi che è sempre possibile il pignoramento del fondo patrimoniale da parte del fisco, o meglio da parte dell’Esattore (Aer). Difatti, anche se le cartelle esattoriali sono state emesse a fronte di debiti di natura imprenditoriale o comunque collegati all’attività lavorativa (si pensi alle imposte sui redditi, all’Irap, all’Iva), quest’ultima è pur sempre esercitata negli interessi della famiglia (“per portare il pane a casa” si dice comunemente). Risultato: il fondo patrimoniale non ha valore contro l’Agenzia Entrate Riscossione per il mancato pagamento delle imposte.

Il fondo patrimoniale resta allora uno strumento utile solo per difendersi dai creditori per obbligazioni di natura speculativa o voluttuaria, spese quest’ultime che tuttavia oggi nessuno può più permettersi.

In definitiva, la casa costituita in fondo patrimoniale da marito e moglie può essere ipotecata da Agenzia Entrate Riscossione se il debito con l’erario è stato contratto per scopi inerenti ai bisogni familiari, il che riguarda anche le attività di natura imprenditoriale. Nei bisogni della famiglia – si legge nella sentenza in commento – vanno ricompresi i debiti relativi all’impresa commerciale gestiti dal marito in quanto finalizzati al soddisfacimento delle future e più ampie esigenze della famiglia utili all’intero nucleo familiare. Il debito tributario, relativo ad esempio alle imposte sui redditi o all’Iva, non è estraneo ai bisogni della famiglia essendo correlato alla produzione di reddito familiare.

Sul fondo patrimoniale è sempre possibile l’ipoteca

In verità la Cassazione ha, in passato, chiarito che il creditore può sempre iscrivere l’ipoteca sul fondo patrimoniale, poiché il codice civile vieta solo il pignoramento (e sempre alle condizioni predette). L’ipoteca infatti non è un atto preliminare all’esecuzione forzata, ma solo una misura cautelare che nulla ha a che fare con il procedimento di espropriazione vero e proprio. Leggi a riguardo l’approfondimento Equitalia può pignorare la casa nel fondo patrimoniale.

Ricordiamo comunque che la possibilità di iscrivere ipoteca sulla casa del contribuente è limitata solo ai debiti superiori a 20mila euro. Mentre il pignoramento, che mai può avvenire sull’unico immobile di proprietà del contribuente (cosiddetta «prima casa») richiede un debito non inferiore a 120mila euro.

note

[1] Cass. ord. n. 17076/17 dell’11.07.2017.

Autore immagine: 123rf com


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