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Lo sai che? Biglietti aerei e navi: vietate le sorprese

Lo sai che? Pubblicato il 14 luglio 2017





> Lo sai che? Pubblicato il 14 luglio 2017

Per i viaggi in aereo o nave, il costo del biglietto va indicato in modo chiaro e deve corrispondere esattamente a quanto richiesto, al momento del pagamento

I consumatori che si apprestano ad acquistare autonomamente dei biglietti per un viaggio in aereo o in nave, non presso un’agenzia viaggi, ma sul sito di una qualsiasi compagnia aerea o di navigazione, hanno il diritto di essere informati, da subito, del costo esatto che dovranno pagare.

Questo principio, più volte ribadito dall’Antitrust, si ricollega al comportamento adottato da alcune compagnie aeree o di navigazione, che indicano un determinato prezzo sulla pagina iniziale del proprio sito, per poi applicarne uno maggiore, al momento dell’acquisto effettivo dei biglietti. 

L’acquisto dei biglietti sui siti delle compagnie

Il fenomeno considerato riguarda la differenza di prezzo che spesso si riscontra fra quanto indicato nei messaggi promozionali, presenti sulle home page dei siti di alcune compagnie aeree o marittime, rispetto a quanto effettivamente richiesto al momento del pagamento.

Questo fenomeno trova la sua spiegazione nell’abitudine, assunta da alcune compagnie, di scorporare alcune voci di costo, come ad esempio i <<diritti di prenotazione>>, dal prezzo indicato nei messaggi promozionali, per poi riaddebitarle al consumatore, quando egli acquista il biglietto.

La comunicazione trasparente e veritiera

Secondo l’Antitrust, questo è un comportamento assolutamente scorretto, dal momento che le compagnie forniscono ai consumatori informazioni parziali ed incomplete, circa le condizioni economiche effettivamente praticate, per l’acquisto dei biglietti e perciò è piuttosto probabile che buona parte dei consumatori non abbiano precisamente contezza di quanto effettivamente dovranno pagare.

Va detto che, in tema di correttezza e completezza delle informazioni, gli obblighi che generalmente incombono sulle imprese e sui professionisti sono particolarmente rigorosi.

Quanto detto, ovviamente, vale anche per le compagnie aeree e marittime, cui si richiede un comportamento improntato all’assoluta diligenza e lealtà, nei confronti dei consumatori, che dovranno essere messi in condizione di comprendere, sin dall’inizio della procedura di acquisto on line ed in modo assolutamente chiaro, quale sarà esattamente il costo finale.

Non sono ammessi stratagemmi

Secondo l’Antitrust è assolutamente inammissibile che vengano fornite indicazioni lacunose agli utenti, confidando nella loro avvedutezza: l’obbligo della trasparenza e della completezza delle informazioni, fornite dalle imprese ai consumatori, non presta il fianco a  nessuna scappatoia.

Per tale ragione l’Antitrust ha anche chiarito che l’utilizzo, da parte delle compagnie aeree e di navigazioni, di espressioni come <<a partire da>>, non basta da solo a far comprendere al consumatore che il prezzo indicato nei messaggi promozionali, in realtà, potrebbe essere diverso da quello finale, ma anzi può aumentare il pericolo di confusione.

In questi casi, pertanto, esse potrebbero incorrere in sanzioni, per aver tenuto un comportamento scorretto.

Al contrario, l’utilizzo dell’espressione <<tasse ed oneri inclusi>> crea nel consumatore il convincimento del fatto che il prezzo indicato inizialmente coinciderà con quello finale, senza alcuna maggiorazione.

Pertanto, chiunque utilizzi questa espressione, dovrà evitare assolutamente di apporre qualsiasi sovrapprezzo, pena l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge.

I costi aggiuntivi sempre vietati

L’Antitrust, infine, ha voluto anche chiarire che vi sono alcuni costi aggiuntivi che sono comunque ritenuti inammissibili, anche se indicati in modo chiaro e sin dal principio e che pertanto non potranno mai essere imposti agli utenti.

Consideriamo, ad esempio, nel caso in cui sia previsto il mancato rimborso dell’intero costo del biglietto, se il consumatore annulla il viaggio il giorno stesso della partenza o non si presenta all’imbarco: in queste ipotesi i costi che le compagnie sopportano, per il mancato imbarco dei passeggeri, sono ampiamente coperti dal mancato rimborso del biglietto, che opera già come penale.

Qualsiasi importo aggiuntivo, secondo l’Antitrust, non può trovare alcuna spiegazione, se non quella di voler aggravare il consumatore di un costi supplementari.

Vietato imporre un sovrapprezzo per alcune modalità di pagamento

Allo stesso modo è assolutamente vietato alle compagnie di imporre al consumatore un sovrapprezzo, qualora egli scelga di pagare con determinate modalità, piuttosto che con altre.

Tale divieto è espressamente previsto dal Codice del Consumo e tutela la libertà dei consumatori, di scegliere il tipo di pagamento che preferiscono.

L’acquisto nelle agenzie viaggi

Va comunque chiarito che quanto fin qui detto vale solo per l’acquisto on line di biglietti aerei o navali e non riguarda, invece, gli acquisti effettuati nelle agenzie viaggi ed i prezzi da queste praticati, che rappresentano un canale di vendita  completamente diverso.

In questo caso, infatti, le agenzie operano come intermediari per l’acquisto dei biglietti e pertanto, possono praticare prezzi differenti, destinati a retribuire l’attività svolta, proprio in qualità di intermediari.

Consideriamo alcuni esempi pratici.

Quando nelle condizioni generali sia previsto il mancato rimborso del prezzo del biglietto, per i casi di annullamento a ridosso della partenza o di mancato imbarco, le compagnie, al momento dell’acquisto del biglietto, non possono mai chiedere di corrispondere importi aggiuntivi, denominandoli ad esempio <<diritti di prenotazione>> o <<spese amministrative>>, proprio perché questi costi rappresenterebbero una duplicazione, essendo destinati a coprire un rischio che risulta già coperto.

Quando si giunge al passaggio relativo alla selezione della modalità di pagamento, è opportuno assicurarsi che non venga applicato alcun sovrapprezzo, a seconda del fatto che si scelga una tipologia, piuttosto che un’altra (ad esempio carta di credito o prepagata) oppure un determinato circuito, piuttosto che altri (ad esempio Visa o Mastercard).

In tutti questi casi il consumatore deve sapere che potrebbe aver diritto ad ottenere il rimborso del sovrapprezzo che gli è stato illecitamente imposto.

note

Autore immagine: Pixabay


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