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Si può attaccare la casa nel fondo?

13 luglio 2017


Si può attaccare la casa nel fondo?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 luglio 2017



Il fondo patrimoniale può essere revocato entro cinque anni dalla sua costituzione; inoltre non ha effetti contro i pignoramenti per debiti contratti per far fronte ai bisogni della famiglia.

Il tema del «fondo patrimoniale» è sempre caldo, specie quando i debiti superano gli stipendi. Ma, a differenza del passato, non è così facile mettere al sicuro la casa dai creditori. La giurisprudenza ha via via demolito la tutela che un tempo garantiva il fondo patrimoniale sino a farne uno strumento residuale, di certo meno conveniente della vendita o della donazione dell’immobile (leggi Abolito di fatto il fondo patrimoniale). A testimonianza del fatto però che ancora in molti si chiedono se si può attaccare la casa nel fondo sono le numerose sentenze sul tema, da ultimo quella del Tribunale di Taranto [1]. La pronuncia serve a fare una “ripetizione” di quelli che sono i principi fondamentali stabiliti dal codice e dalla giurisprudenza in tema di tutela del patrimonio di famiglia e di come sfuggire ai debiti.

Prima però di spiegare se si può attaccare la casa nel fondo, ricordiamo cos’è il fondo patrimoniale. Si tratta di una misura che serve a proteggere tutti i beni in esso “inseriti” dai creditori e dai relativi pignoramenti per destinarli, invece, ai bisogni della famiglia (la crescita e l’istruzione dei figli, la pensione per i coniugi, eventuali necessità mediche, ecc.). In particolare, si possono aggredire i beni inseriti nel fondo patrimoniale in un solo ed eccezionale caso: per debiti contratti per far fronte a esigenze familiari. Così, ad esempio, le spese di condominio, che sono inerenti alla casa – come tale, bene destinato alla famiglia – sono insensibili all’esistenza del fondo; pertanto, l’avvocato nominato dall’amministratore potrà mettere all’asta l’appartamento di chi non paga le spese condominiali, anche se inserita nel fondo.

Invece, tutti gli altri creditori – quelli sorti per esigenze voluttuarie o speculative – non possono mai pignorare il fondo patrimoniale.

Da chi può essere costituito il fondo patrimoniale? È necessaria una coppia di coniugi. Ed in esso si possono inserire immobili (casa, terreni), titoli di credito, auto e moto.

Cerchiamo ora di rispondere alla domanda di apertura: si può attaccare la casa nel fondo? Oltre al caso poc’anzi accennato, ossia quando il debito è stato contratto per far fronte alle esigenze di famiglia, il fondo è revocabile quando costituito in malafede per frodare i creditori. In tal caso, la revoca può essere esercitata entro massimo 5 anni dalla sua annotazione nell’atto di matrimonio. In più, nel primo anno, la casa è pignorabile anche senza revocatoria. Ma procediamo con ordine e vediamo tutti i casi in cui la casa nel fondo è attaccabile.

NASCITA DEL DEBITO
PIGNORABILITÀ DEL FONDO
A QUALI CONDIZIONI
Debiti anteriori o successivi alla costituzione del fondo
Sempre, senza bisogno di azione revocatoria Se si tratta di debiti sorti per esigenze connesse ai bisogni della famiglia
Solo debiti anteriori al fondo
Sì, entro massimo 5 anni. In tal caso si deve prima procedere all’azione revocatoria. Se il creditore riesce a dimostrare che il fondo patrimoniale è stato costituito con uno scopo fraudolento, ossia per sottrarre la casa al pignoramento. Il creditore può essere chiunque, anche quelli sorti per esigenze estranee alla famiglia
Debiti anteriori o successivi al fondo
Si, entro massimo 1 anno. Non c’è bisogno di azione revocatoria, ma si può procedere direttamente al pignoramento Solo se il pignoramento è stato trascritto nei registri immobiliari entro 1 anno dalla costituzione del fondo. Il creditore può essere chiunque, anche quelli sorti per esigenze estranee alla famiglia
Debiti successivi al fondo
No Se nascono per esigenze non connesse ai bisogni della famiglia
Debiti anteriori al fondo
No Se l’azione revocatoria viene intrapresa dopo 5 anni

Come si evince dallo schema, il fondo patrimoniale può essere aggredito dai creditori:

  • entro 1 anno dalla sua costituzione se, in tale frangente, viene iscritto un pignoramento nei registri immobiliari; in tal caso non c’è bisogno di procedere alla previa azione revocatoria e si può pignorare direttamente la casa. Il creditore può essere chiunque, anche per esigenze estranee alla famiglia;
  • entro 5 anni dalla sua costituzione se il debitore non ha altri immobili pignorabili o altri beni che consentano al creditore di soddisfarsi. Il che dimostra la malafede del debitore stesso che ha agito, costituendo il fondo, con il preciso proposito di frodare il creditore;
  • sempre, anche dopo numerosi anni dalla sua costituzione, anche per debiti nati dopo l’annotazione del fondo, quando il debito predetto nasce per far fronte a esigenze di famiglia come la casa, lo studio, il mantenimento dei figli, l’attività lavorativa, ecc.

Con un esempio possiamo chiarire ancora meglio la questione. Immaginiamo che una persona faccia un incidente stradale per non aver rispettato uno stop. Il danno procurato all’altro automobilista è così grave da superare il massimale dell’assicurativo. Temendo che il danneggiato gli faccia causa, dopo qualche giorno il responsabile va dal notaio e costituisce un fondo patrimoniale in cui mette tutti i suoi beni di valore maggiore.

Dopo un anno, l’altro automobilista, uscito dall’ospedale, ottiene dall’assicurazione il risarcimento entro i limiti del massimale e, per la parte eccedente, si rivolge al responsabile. Il quale però sostiene di non aver soldi per corrispondere cifre così alte. Cosa può fare il danneggiato? Può pignorare la casa nel fondo patrimoniale? Assolutamente sì: questo perché la costituzione di tale “garanzia” è avvenuta dopo il fatto, ossia la nascita dell’obbligazione (coincidente con la data dell’incidente stradale). Inoltre, lo scopo fraudolento è reso evidente dal fatto che gli unici immobili del debitore sono stati inseriti nel fondo.

note

[1] Trib. Taranto sent. n. 995/2017.

Autore immagine: 123rf com


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