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Lo sai che? È valida la cartella dell’Agenzia Entrate consegnata al portiere?

Lo sai che? Pubblicato il 13 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 luglio 2017

La cartella di pagamento notificata da Agenzia Entrate Riscossione può essere consegnata al portiere dello stabile in cui risiede il contribuente, ma a condizione che si dia atto che il destinatario non era a casa.

Il postino o il messo notificatore potrebbe consegnare una cartella di pagamento, inviata da Agenzia Entrate Riscossione, al portiere dell’edificio dove vive il contribuente? È valida una notifica di questo tipo o viola la privacy? Che succede se il postino si dimentica di consegnare la busta al destinatario o se questi non è stato assunto correttamente? Alcune di queste domande trovano soluzione in una ordinanza odierna della Cassazione [1] che risponde al quesito: è valida la cartella dell’Agenzia Entrate consegnata al portiere? Cerchiamo di chiarirlo in questa breve scheda.

Come può avvenire la notifica della cartella di pagamento?

La notifica della cartella di pagamento può avvenire tramite raccomandata a.r. portata all’ufficio postale direttamente dall’agente della riscossione. Sul punto ci sono stati diversi giudici che, in passato, hanno sollevato più di un dubbio sulla legittimità di tale forma, dovendo la notifica passare sempre per un ufficiale giudiziario o un messo notificatore. La Cassazione però ha ribadito sempre che la notifica tramite raccomandata spedita direttamente dall’esattore è valida.

La seconda forma con cui può avvenire la notifica della cartella di pagamento è quella della consegna a mano tramite un messo notificatore.

A chi va consegnata la cartella di pagamento

La cartella va consegnata preferibilmente al destinatario. Ma se questi non c’è (perché momentaneamente assente) il postino o il messo notificatore può affidarla a un altro soggetto di quelli qui di seguito indicati e seguendo quest’ordine di preferenza:

  • a persona di famiglia che conviva, anche temporaneamente, con il destinatario purché abbia più di 14 anni e non sia incapace;
  • a persona addetta alla casa, ossia la colf, la badante, ecc.;
  • a persona al servizio del destinatario;
  • se mancanti i precedenti, al portiere dello stabile o a persona che, vincolata da rapporto di lavoro continuativo, è comunque tenuta alla distribuzione della posta al destinatario.

L’inosservanza dell’ordine delle persone cui è possibile consegnare il piego in assenza del destinatario, è causa di nullità della notifica. Questo significa che se a casa c’era un familiare e il postino ha consegnato la busta al portiere la notifica è nulla. Tale nullità però viene sanata con il ricorso; pertanto è necessario attendere il successivo atto dell’Agente della riscossione e ricorrere contro quest’ultimo per la nullità della notifica della cartella.

Inoltre, se la cartella viene consegnata al portiere, ma il notificatore non dà atto, nella relazione di notifica, di aver prima tentato la notifica agli altri soggetti la notifica è nulla.

A chi non può mai essere consegnata la cartella di pagamento?

La cartella non può essere consegnata a un vicino di casa, anche se dichiari di essere in ottimi rapporti con il destinatario e che quest’ultimo l’ha esplicitamente delegato al ritiro degli atti.

Allo stesso modo la cartella non può essere consegnata a un convivente che non sia il coniuge o altro familiare. Quindi, la notifica nelle mani del partner è nulla (anche in questo caso, però, la nullità viene sanata con il ricorso).

In ultimo la notifica non è valida se consegnata al portiere “di fatto”, ossia al soggetto che un tempo svolgeva tali funzioni ma che poi è stato licenziato o è andato in pensione e, ciò nonostante, continua – a titolo di pura cortesia – a svolgere le mansioni che svolgeva in precedenza.

L’agente postale deve fare sottoscrivere al consegnatario l’avviso di ricevimento della raccomandata (che costituisce prova dell’avvenuta notifica) con indicazione della sua qualità con l’aggiunta, se trattasi di familiare, dell’indicazione di convivente, anche se temporaneo. Inoltre, deve dare comunicazione dell’avvenuta consegna al destinatario tramite lettera raccomandata (cosiddetta Cad, comunicazione di avvenuta notifica).

La notifica della cartella al portiere

Con la sentenza pubblicata poche ore fa la Cassazione ha ricordato ancora una volta che la consegna della cartella di pagamento nelle mani del portiere è valida. Ciò perché, si legge nel provvedimento, gli uffici finanziari possono procedere alla notificazione a mezzo posta e in modo diretto degli avvisi e degli atti che per legge vanno notificati al contribuente. Ne consegue che, quando il predetto ufficio si sia avvalso di tale facoltà di notificazione semplificata, alla spedizione dell’atto si applicano le norme concernenti il servizio postale ordinario [2].

In caso di consegna al portiere la cartella si considera notificata nella data indicata nell’avviso di ricevimento da quest’ultimo sottoscritto.

note

[1] Cass. ord. n. 17445/17 del 13.07.17.

[2] Tale conclusione trova conforto nel chiaro tenore testuale della L. n. 890 del 1982, art. 14, come modificato dalla L. n. 146 del 1998, art. 20, dal quale risulta che la notifica degli avvisi e degli atti che per legge devono essere notificati al contribuente può eseguirsi a mezzo della posta direttamente dagli uffici finanziari.

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, ordinanza 4 maggio – 14 luglio, n. 17445
Presidente Cirillo – Relatore Solaini

Fatto e diritto

Con un primo ricorso in Cassazione cd. “principale”, nei cui confronti la società contribuente ha resistito con controricorso e l’Agenzia delle Entrate ha proposto controricorso sostanzialmente adesivo al ricorso principale, Equitalia Sud SpA (oggi Equitalia Servizi di riscossione SpA) impugnava la sentenza della CTR del Lazio, relativa ad alcune cartelle di pagamento per crediti tributari, lamentando la violazione dell’art. 26 primo comma del DPR n. 602/73, dell’art. 145 c.p.c., e dell’art. 60 del DPR n. 600/73 lett. b-bis, in relazione all’art. 360 primo comma n. 4 c.p.c., in quanto, erroneamente i giudici d’appello avrebbero ritenuto illegittima la notifica di sei delle 9 cartelle del presente giudizio, perché consegnate al portiere senza aver inviato successivamente la seconda raccomandata informativa, dopo il 4.7.2006, quando il D.L. n. 223 del 2006 aveva introdotto la lettera b-bis nell’art. 60 del DPR n. 600/1973, il quale avrebbe stabilito la necessità di tale adempimento.
Con un secondo ricorso in Cassazione cd. “incidentale tempestivo” (avverso la medesima sentenza impugnata) affidato a un unico motivo, illustrato da memoria, nei cui confronti sia il concessionario della riscossione – che ha prodotto memoria – che l’ente impositore hanno resistito con controricorso, la società contribuente impugnava la sentenza della CTR del Lazio, relativa all’impugnativa di altre cartelle di pagamento per crediti tributari (oggetto della medesima sentenza impugnata), lamentando la violazione dell’art. 60 del DPR n. 600/73, della legge n. 31/2008 e dall’art. 2697 c.c. in relazione all’art. 360 primo comma n. 3 c.p.c., in quanto, in riferimento alla notifica delle cartelle di pagamento oggetto d’impugnazione in cassazione, erroneamente i giudici d’appello hanno ritenuto che in caso di notifica al portiere (ma anche dell’addetto alla ricezione) non fosse necessario l’invio della seconda raccomandata informativa.
Si precisa che i due distinti ricorsi sono stati inoltrati per la notifica e spediti lo stesso giorno, pertanto, l’anteriorità è determinata dall’iscrizione a ruolo che per Equitalia Servizi di riscossione SpA è avvenuta il 17 giugno 2016, mentre la società contribuente ha iscritto a ruolo il 20 giugno 2016.
In via preliminare, va disposta la riunione di tutte le impugnazioni proposte separatamente contro la stessa sentenza, ai sensi dell’art. 335 c.p.c..
Il Collegio ha deliberato di adottare la presente decisione in forma semplificata.
È fondato il ricorso di Equitalia Servizi di riscossione SpA che va accolto, mentre è infondato il ricorso della società contribuente che va, quindi, rigettato.
Infatti, per quanto riguarda la necessità dell’invio della seconda raccomandata informativa, per le cartelle notificate a mezzo posta ordinaria, ex art. 26 del DPR n. 602/73, “Questa Corte è ferma nel ritenere che gli uffici finanziari possono procedere alla notificazione a mezzo posta ed in modo diretto degli avvisi e degli atti che per legge vanno notificati al contribuente. Ne consegue che, quando il predetto ufficio si sia avvalso di tale facoltà di notificazione semplificata, alla spedizione dell’atto si applicano le norme concernenti il servizio postale ordinario e non quelle della L. n. 890 del 1982 – cfr. Cass. n. 17598/2010; Cass. n. 911/2012; Cass. n. 14146/2014; Cass. n. 19771/2013; Cass. n. 16949/2014 con specifico riferimento a cartella notifica a mezzo portiere dal concessionario. Tale conclusione trova conforto nel chiaro tenore testuale della L. n. 890 del 1982, art. 14, come modificato dalla L. n. 146 del 1998, art. 20, dal quale risulta che la notifica degli avvisi e degli atti che per legge devono essere notificati al contribuente può eseguirsi a mezzo della posta direttamente dagli uffici finanziari. La circostanza che tale disposizione faccia salve le modalità di notifica di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60 e delle singole leggi d’imposta non elide la possibilità riconosciuta agli uffici finanziari – e per quel che qui interessa alla società concessionaria – di utilizzare le forme semplificate a mezzo del servizio postale – con specifico riferimento all’inoltro di raccomandata consegnata al portiere v. D.M. 9 aprile 2001, art. 39 (cfr. Cass. n. 27319/2014) – senza il rispetto della disciplina in tema di notifiche a mezzo posta da parte dell’ufficiale giudiziario. In questa direzione, del resto, depone anche del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, comma 1 che consente anche agli ufficiali della riscossione di provvedere alla notifica della cartella mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento, precisando che in caso di notifica al portiere la stessa si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento da quest’ultimo sottoscritto, prevedendo lo stesso art. 26 il rinvio al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, unicamente per quanto non regolato nello stesso articolo” (Cass. ord. n. 3254/16, 12083/16, 23341/15, 6959/15, 16949/14, 9111/12, 17598/10, secondo Cass. n. 6377/14, in caso di notifica diretta a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, la disciplina applicabile è dettata dalle disposizioni concernenti il servizio postale ordinario, per la consegna dei plichi raccomandati, in quanto le disposizioni di cui alla legge n. 890/82 attengono esclusivamente alla notifica eseguita dall’ufficiale giudiziario, ex art. 140 c.p.c., pertanto, non è necessario l’invio della raccomandata informativa – Cass. n. 12181/13 -). Sulla specialità della notifica ex art. 26 del DPR n. 602/73, ex rispetto all’art. 60 del DPR n. 600/72, v. Cass. nn. 3254/16, 23341/15).
Tanto è sufficiente per superare gli articolati rilievi difensivi esposti, sul punto, dalla parte contribuente, sia in riferimento alle notifiche ricevute dal portiere che a quelle ricevute da un addetto alla ricezione degli atti (Cass. n. 28864/14, 27479/16), mentre, va accolto il ricorso di Equitalia Sud SpA, cassata l’impugnata sentenza in parte qua e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di merito, ex art. 384 c.p.c., rigettato l’originario ricorso introduttivo.
Infine, con riferimento alla questione di legittimità costituzionale, proposta dalla società contribuente, ad avviso del Collegio tale questione risulta manifestamente infondata, in quanto rientra nella discrezionalità del Legislatore regolamentare le modalità di notifica degli atti giudiziari e amministrativi in generale, e in via di specialità quelli tributari, secondo una ratio semplificatoria dei meccanismi notificatori.
Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo.
Va dato atto della sussistenza dei presupposti, per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

P.Q.M.

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE:
Dispone la riunione dei ricorsi, ex art. 335 c.p.c..
Rigetta il ricorso della società contribuente ed accoglie il ricorso di Equitalia Servizi di riscossione SpA, cassa l’impugnata sentenza in parte qua e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo della contribuente.
Condanna la società contribuente a pagare le spese di lite del presente giudizio che liquida nell’importo di Euro 8.000,00 sia in favore dell’Agenzia delle Entrate, oltre spese prenotate a debito che in favore di Equitalia Servizi di riscossione SpA, oltre Euro 200,00 per esborsi, oltre il 15% per spese generali, oltre accessori di legge.
Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del D.P.R. n. 115 del 2002, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente incidentale dell’ulteriore importo pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1 – bis dello stesso articolo 13.


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1 Commento

  1. IL postino doveva consegnarmi una raccomandata dalla agenzia delle entrate a suo dire non ha trovato nessuno in casa e ha messo un avviso nella posta che il sottoscritto non ha trovato ,quindi questa raccomandata non e’n stata mai ritirata. a distanza di un anno mi e ‘ pervenuta una cartella dalle agenzia delle entrate che oltre alla sanzione di 780 euro vuole altre 232 euro per omesso ritardo . versamento. tutto cio’ e’ corretto.

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