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Utenze domestiche: come richiedere l’allacciamento gas

14 luglio 2017


Utenze domestiche: come richiedere l’allacciamento gas

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 luglio 2017



La richiesta di allaccio e di fornitura del gas: l’azienda deve garantire la fine delle operazioni entro 10 giorni.

Quando si va a vivere in una casa nuova, sia che si tratti di proprietà che di affitto, la prima cosa a cui si pensa è l’attivazione delle utenze e, tra queste, le più importanti sono acqua, luce e gas. Prima di richiedere l’allacciamento del gas bisognerà valutare le varie offerte presenti sul mercato libero e su quello di maggior tutela (la cui imminente eliminazione, tuttavia, pone già notevoli problemi sul piano della tutela del consumatore). In questo articolo ci occuperemo, con riferimento alle utenze domestiche, di come richiedere l’allacciamento gas.

Il contratto del gas

La fornitura di gas a un immobile è subordinata alla stipula del contratto di somministrazione, sottoscritto dal proprietario (o dall’inquilino, in caso di affitto) con un fornitore, comunemente detto «società del gas». Il contratto deve inoltre rispettare gli standard di qualità, imposti dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il servizio idrico (Aeegsi).

Mercato libero o tutelato?

A seguito della liberalizzazione del mercato dell’energia, chi chiede l’allacciamento del gas all’utenza domestica può scegliere a quale impresa rivolgersi. L’alternativa si pone tra le varie aziende presenti nel regime di libero mercato oppure quelle che applicano le regole predisposte dall’Aeegsi per la cosiddetta fornitura di mercato vincolato.

In caso di fornitura già presente all’interno dell’appartamento con un precedente fornitore l’utente può decidere di passare a uno differente.

Allaccio, voltura e subentro: differenze

Prima di spiegare come richiedere l’allaccio del gas per utenze domestiche dobbiamo chiarire tre importanti concetti. Spesso si confonde tra allaccio, voltura e subentro. Ecco le differenze:

  • allaccio: è il materiale collegamento della rete domestica all’impianto locale di distribuzione del gas (tanto per dare un’idea di cosa si tratti: è l’attività con cui i tubi dell’immobile privato vengono collegati a quelli della distribuzione al resto della popolazione);
  • voltura: è la richiesta di intestare a proprio nome un contratto di fornitura già attivo. La richiesta di voltura deve essere presentata contestualmente alla richiesta di cessazione del precedente intestatario; in questo modo, la pratica verrà regolarizzata rapidamente e sarà possibile avere fin da subito la fornitura di energia;
  • subentro: è la richiesta di riaprire il contatore in seguito alla cessazione del precedente contratto di fornitura. Anche il subentro è una procedura rapida, che di norma deve essere garantita entro 5 giorni lavorativi dalla presentazione della richiesta.

Come chiedere l’allacciamento al gas

Per ottenere la fornitura del gas a casa (utenza domestica) è necessario innanzitutto ottenere, se non già esistente, l’allacciamento alla rete di distribuzione e poi, con un successivo passaggio, attivare la fornitura scegliendo una tra le imprese fornitrici. Per chi ha necessità di entrambe le cose, tutta la procedura si può svolgere con un’unica azienda (quella che poi erogherà materialmente il gas nell’appartamento e invierà le bollette).

Tanto l’allacciamento del gas quanto la richiesta di fornitura possono essere presentati da chiunque abbia la disponibilità dell’immobile, quindi sia dal proprietario che dall’inquilino.

Richiesta di allacciamento

L’allacciamento è l’operazione che consente di collegare l’impianto (domestico o non) alla rete locale di distribuzione. A seconda del tipo di lavori da effettuare può essere effettuato con:

  • procedura semplificata: vi si ricorre quando sono necessari lavori semplici (ad esempio l’installazione del contatore o il prolungamento di un cavo/tubo per far arrivare l’energia elettrica nell’abitazione); in tal caso i costi sono forfetizzati;
  • procedura ordinaria, utilizzata quando sono necessari lavori complessi (ad esempio la realizzazione, la modifica o la sostituzione a regola d’arte, su richiesta del cliente, dell’impianto di proprietà del distributore).

Se l’area è raggiunta dalla rete di distribuzione, l’allacciamento di un nuovo cliente può essere rifiutato dal distributore solo se la capacità degli impianti è insufficiente.

Se l’area non è raggiunta dalla rete di distribuzione invece, l’allacciamento può essere rifiutato se le opere necessarie sono tecnicamente o economicamente irrealizzabili.

La richiesta di allacciamento del gas alla rete domestica può essere presentata in diverse forme:

  • richiesta di allacciamento ma non anche di attivazione della fornitura (si pensi alla richiesta presentata dal proprietario di un appartamento che intende poi dare l’immobile in affitto). In tal caso bisogna presentare la richiesta all’impresa locale di distribuzione;
  • richiesta di allacciamento e attivazione della fornitura di gas: in tal caso si può presentare la richiesta direttamente all’impresa fornitrice (ossia alla società del gas con cui si intende firmare il contratto per l’erogazione del gas). Quest’ultima, entro 2 giorni dalla richiesta, si rivolgerà all’impresa distributrice perché effettui l’allacciamento.

A chi richiedere l’allaccio del gas?

Per richiedere l’allacciamento gas, l’utente può recarsi di persona presso gli sportelli eventualmente presenti nel territorio oppure telefonare al servizio clienti, compilare il modulo attraverso Internet, inviare la richiesta medesima per posta, fax o posta elettronica.

In tale sede bisogna fornire i seguenti dati: l’indirizzo della fornitura; i dati identificativi del cliente; l’uso per cui si richiede il gas (per esempio, cottura cibi, produzione acqua calda, soltanto riscaldamento).

Dove chiedere l’allacciamento del gas

L’utente può presentare la richiesta (a seconda dei servizi offerti dall’impresa):

  • recandosi di persona agli sportelli;
  • telefonando al servizio clienti;
  • tramite internet;
  • inviando la richiesta tramite posta, fax o e-mail.

Ricevuta la richiesta di allacciamento, il distributore o il fornitore può eseguire un sopralluogo (concordando un appuntamento con l’utente) e inviare al richiedente, tramite il fornitore o direttamente, un preventivo nel quale specifica se l’allaccio richiede lavori semplici o lavori complessi e, in ogni caso, il costo preventivato.

Il preventivo deve essere inviato entro 15 giorni dalla richiesta nel caso di lavori semplici ed entro 30 giorni nel caso di lavori complessi. Se i termini vengono sforati l’utente ha diritto a un indennizzo.

Una volta accettato il preventivo, il distributore non può più modificarlo per almeno tre mesi.

Entro quanto tempo si procede all’allacciamento?

Dopo l’accettazione del cliente, il distributore deve provvedere all’allacciamento entro:

  • 10 giorni lavorativi, nel caso di lavori semplici;
  • 60 giorni lavorativi, nel caso di lavori complessi.

In caso di ritardo rispetto ai tempi appena indicati è previsto un indennizzo di 35 euro.

Se l’impianto già esiste

Se il richiedente intende riattivare un impianto precedentemente già allacciato alla rete, la fornitura viene attivata dall’impresa di distribuzione locale entro 10 giorni lavorativi dalla data in cui ha ricevuto la richiesta inviata dal venditore per conto del cliente finale.

Contatore

Il distributore provvede anche ad installare il contatore.

Il cliente invece, se richiesto, deve realizzare a proprie spese le opere murarie o i manufatti comunque necessari per l’alloggiamento del terminale di consegna del gas e del contatore.

Attivazione del gas

Una volta effettuato l’allacciamento del gas alla rete domestica si può procedere all’attivazione dell’utenza, operazione che garantisce all’utente di ricevere e utilizzare il gas a casa.

A tale scopo l’utente, dopo l’allacciamento, deve fare una apposita richiesta di attivazione della fornitura alla società con la quale intende stipulare il contratto di vendita di gas. Viene quindi firmato il contratto di fornitura del gas.

L’utente può scegliere tra due tipologie di contratto di fornitura:

  • a condizioni regolate dall’Aeegsi (mercato protetto).
  • di libero mercato (regolato dalle condizioni contrattuali ed economiche predisposte dal fornitore, salvo talune particolari garanzie).
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