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Se la moglie ritira la denuncia non c’è condanna

29 Luglio 2017 | Autore:
Se la moglie ritira la denuncia non c’è condanna

Alcuni reati “scattano” con la querela della vittima. Questa può ritirare in qualsiasi momento la denuncia. Il ritiro della querela davanti al giudice.

Sono purtroppo sempre più frequenti i rapporti matrimoniali o di convivenza di natura burrascosa. Quando viene meno l’amore o il sentimento di condivisione, spesso si va oltre il consentito, assumendo comportamenti illeciti e di rilevanza penale. Ad esempio, durante un litigio, strattonare la propria moglie (o la convivente) è reato, così come minacciarla ed intimorirla con frasi idonee allo scopo. Ebbene, se ciò accade, la ex cara, amata, consorte o compagna ha tutto il diritto di andare a denunciare il marito. Tecnicamente, quello che va a depositare è una querela, a seguito della quale scattano le indagini ed il conseguente procedimento penale a carico del coniuge responsabile: ma procediamo con ordine.

Se mio marito mi minaccia, è reato?

Assolutamente si, ed è la legge a stabilirlo affermando che chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 1.032 euro [1]. Si tratta, pertanto di una condotta perseguibile penalmente, ma soltanto su impulso della vittima minacciata (ovviamente non è importante che la persona offesa sia la moglie o una semplice convivente). In tal caso, quindi, la vittima deve necessariamente denunciare/querelare il marito responsabile del fatto. Tale querela dovrà essere depositata presso le autorità competenti (ad esempio, presso l’ufficio dei carabinieri di zona) entro tre mesi dall’accaduto, altrimenti non sarà possibile procedere. Tecnicamente, infatti, la querela è definita come una condizione di procedibilità del reato: in assenza della stessa, quindi, non è possibile perseguire il marito minaccioso.

Tenete presente che se la minaccia è stata commessa con l’uso di un’arma, anche un semplice coltello, si tratta di un’ipotesi considerata aggravata, in presenza della quale è prevista la reclusione e si procede d’ufficio, cioè indipendentemente dalla querela della vittima di turno [2].

Posso ritirare la querela?

Se la minaccia è stata aggravata non è possibile, altrimenti si. In tal caso, la vittima querelante può, in qualsiasi momento ritirare la querela: venendo meno la cosiddetta condizione di procedibilità del reato, questo non può in alcun modo essere contestato al marito/convivente. Essa lo può fare recandosi personalmente o conferendo procura speciale ad un avvocato, presso un ufficio di polizia giudiziaria (ad esempio, lo stesso ufficio dove è stata presentata la querela). In quella sede, dopo essere stata previamente identificata, la moglie querelante dichiarerà di volere ritirare (tecnicamente si dice rimettere) la querela.

Nelle descritte circostanze  è il caso che sia presente anche il querelato marito, in modo che possa accettare la predetta rimessione. L’accettazione del denunciato è infatti essenziale per estinguere il tutto: il marito accusato, infatti, potrebbe avere interesse a proseguire nel procedimento allo scopo di dimostrare la propria innocenza (in genere, ciò non avviene spesso).

Posso ritirare la querela davanti al giudice?

Nella pratica, può accadere che gli episodi incriminati avvengano quando ormai la coppia (di coniugi o conviventi) si sta per separare o è separata da poco. La donna va quindi a denunciare i fatti (minacce, percosse, ecc) e, successivamente alla separazione, magari anche trascorsi un paio d’anni, arriva l’atto di citazione a giudizio dell’ex marito o dell’ex convivente davanti al giudice di pace territorialmente competente. Nel frattempo, però, l’ex coppia si è tranquillizzata: entrambi si sono “stabilizzati” economicamente, i rapporti nell’interesse dei figli sono buoni, magari è stato anche trovato un nuovo partner. Insomma, in buona sostanza, non c’è più la volontà di perseguire l’ex compagno, anche per non esasperare nuovamente gli animi.

Ebbene, sappiate che la querela può essere ritirata anche davanti al giudice ed in genere ciò avviene alla prima udienza. Durante quest’ultima, il giudice di pace, accerterà la presenza dell’ex marito imputato, della donna querelante, della volontà della stessa di voler ritirare/rimettere la querela, della volontà dell’uomo di accettare la remissione, previa identificazione delle parti e verbalizzazione della loro volontà. A questo punto il marito querelato non potrà essere più condannato per i fatti in contestazione.


note

[1] Art. 612 cod. pen.

[2] Art. 612, co. 2 cod. pen


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10 Commenti

  1. Buongiorno si può ritirare un denuncia/querela per Atti Persucutori? Con una serie di chiamate, minacce scritte, e violenza fisica non grave senza averlo mai dichiarato ai servizi ospedalieri?

    1. Gentile lettrice, il ritiro della querela comporta che per il reato in questione non sarà più possibile procedere nei riguardi dell’imputato.
      Non si tratta quindi di credibilità, ma semplicemente di procedibilità che verrebbe inevitabilmente meno.
      D’altra parte, soprattutto per i reati cosiddetti minori, per i quali è competente il giudice di pace, la cosiddetta conciliazione tra la persona offesa/querelante e l’imputato/querelato è assai frequente

    2. E’ possibile ritirare la querela precedentemente proposta, tranne nel caso di violenza sessuale o atti sessuali con minorenni. La revoca della querela prende il nome di remissione. Affinché la querela sia archiviata, è necessario che la remissione sia accettata dal querelato che, se innocente, potrebbe avere invece interesse a dimostrare attraverso il processo la sua completa estraneità al reato. Inoltre, la remissione non produce effetto se il querelato l’ha espressamente o tacitamente ricusata. Vi è ricusa tacita, quando il querelato ha compiuto fatti incompatibili con la volontà di accettare la remissione. La remissione fatta a favore anche di uno soltanto fra coloro che hanno commesso il reato si estende a tutti, ma non produce effetto per chi l’abbia ricusata. Se il querelato è un minore o un infermo di mente, e nessuno ne ha la rappresentanza, o chi la esercita si trova con esso in conflitto di interessi, la facoltà di accettare la remissione è esercitata da un curatore speciale. Nei delitti punibili a querela della persona offesa, la remissione estingue il reato. Tuttavia, se la querela è stata proposta da più persone, il reato non si estingue se non interviene la remissione di tutti i querelanti. Se tra più persone offese da un reato, una soltanto ha proposto querela, la remissione, che questa ha fatto, non pregiudica il diritto di querela delle altre. La remissione può essere processuale o extraprocessuale. La remissione extraprocessuale è espressa o tacita. Vi è remissione tacita, quando il querelante ha compiuto fatti incompatibili con la volontà di persistere nella querela. La remissione può intervenire solo prima della condanna, salvi i casi per i quali la legge disponga altrimenti. La remissione non può essere sottoposta a termini o a condizioni. Nell’atto di remissione può essere fatta rinuncia al diritto alle restituzioni e al risarcimento del danno.

  2. Salve o dennuncia to Al mio marito per maltrattamenti fisici e psicologice. Un anno fa nell fra tempo cisiamo separati ognni uno a casa sua con il loro figlie de ogni uno perche insieme non le abbiamo. Con il tempo Ci sonno calmati le cose pero lui mi a chiesto perdono e quelo Che Mia detto, e que sonno blocatti in questura lacarta de soggiorno de lui anche dei figlie uno maggiore be e il altro minorene. E quelo Che mi a datto tristeza. E poi o pensato benne e li o detto a lui OK si la unica forma de ayutare ai figlie e retirando la dennuncia lo faro. Anche si non sonno convinta Che lui la meriti.E per questo dubio non sonno andata a retirare pero lo faro. Espero lui non mi face piu male mai ni chesia un problema per me per retirare. E Che un giorno Che posso avere bisogno de denunciare non si me chiuda la porta. Grazie. E la. Osa piu importante e Che lui si renda Conto Che non si po permettere de maltrattare a. Nessuno y capisca Che debe respetarme. Io ringrazio a la dennuncia Che o fatto. Perche da li Che a smesso.

    1. Il reato di maltrattamenti in famiglia ricorre anche quando le condotte violente ed umilianti sono intervallate da una normale vita familiare durante la quale il marito cambia umore. La violenza fra le mura di casa è una delle forme di prepotenza più odiose: approfittando dei rapporti personali, il reo abusa della propria forza, sicuro che la vicinanza con la vittima lo metta al riparo da una denuncia. La vittima di violenza domestica potrà senz’altro sporgere denuncia/querela. Per sapere come denunciare una violenza domestica leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/191708_come-denunciare-violenza-domestica
      Puoi trovare ulteriori informazioni nei nostri articoli:
      -In quali ipotesi è possibile parlare di maltrattamenti in famiglia, chi può rendersene responsabile e nei confronti di quali soggetti possono essere posti in essere? https://www.laleggepertutti.it/272946_il-reato-di-maltrattamenti-in-famiglia https://www.laleggepertutti.it/272946_il-reato-di-maltrattamenti-in-famiglia
      -Maltrattamenti anche se ci sono momenti di pace https://www.laleggepertutti.it/256840_maltrattamenti-anche-se-ci-sono-momenti-di-pace
      -Violenza domestica del marito sulla moglie https://www.laleggepertutti.it/249253_violenza-domestica-del-marito-sulla-moglie
      -Violenza morale: cos’è? https://www.laleggepertutti.it/250352_violenza-morale-cose
      -Violenza domestica: quando c’è allontanamento? https://www.laleggepertutti.it/264336_violenza-domestica-quando-ce-allontanamento

  3. Posso ritirare una quarela di maltrattamenti in famiglia? La aggressione è successa una volta sola. Se ritiro, posso perdere la credibilità sulla mia capacità genitoriale di mamma?

  4. Buongiorno,

    a seguito di una banale lite sfociata in “degenero” mi è stato attivato il codice rosa in PS.
    Sul foglio di rilascio c’era scritto che avrei preso domicilio dai miei genitori in quanto volevo stare tranquilla qualche giorno ( da loro tradotto in “serve protezione”).
    sul foglio ‘è anche scritto che volevo fare querela ( cosa non vera).
    Mio marito non è violento ne cattivo….è stato un episodio per quanto deprecabile sporadico.
    Sta andando dalla psicoterapeuta e vogliamo fare terapia di coppia.
    ma..alla luce del foglio rilasciato dalla psicologa del PS , io non posso stando alle parole di mio papà fare rientro a casa.
    Sia io che mia figlia (15enne) stiamo malissimo perchè vogliamo tornare da lui….

    posso rientrare a casa ? posso rininciare alla tutela del codice rosa ?

    Grazie….

  5. Buongiorno.
    Vorrei sapere come si può ritirare una querela senza andare in caserma visto che sono molto occupati e non prendano neanche appuntamenti. Si può tramite il avvocato?
    Grazie.

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