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Lo sai che? Il documento di valutazione dei rischi sul lavoro

Lo sai che? Pubblicato il 22 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 luglio 2017

La responsabilità del medico sui luoghi di lavoro: la responsabilità della mancata predisposizione del D.V.R. da parte del datore di lavoro non può ricadere sul medico competente.

Le modalità semplificate di valutazione dei rischi previste dall’art. 29, co. 5, D.Lgs. 81/2008, se da un lato legittimano il datore di lavoro a non redigere un formale documento di valutazione dei rischi (D.V.R.), emettendo una semplice autocertificazione, dall’altro lato non lo esonerano dall’obbligo di procedere comunque alla valutazione dei rischi, alla quale il medico competente deve dunque prestare la sua collaborazione. Si è affermato che, poiché l’obbligo di redigere il D.V.R. ricade esclusivamente sul datore di lavoro, che non può delegarlo ad altri per l’esplicito divieto contenuto nell’art. 17, e poiché il medico competente non potrebbe surrogarsi nell’adempimento di un obbligo di facere proprio dell’imprenditore, la responsabilità della mancata predisposizione del D.V.R. da parte del datore di lavoro non potrebbe in nessun caso essere fatta ricadere sul medico competente.

Questa tesi, però, si risolve in una interpretatio abrogans dell’art. 58, lett. c), D.Lgs. 81/2008.

In realtà, ciò che si chiede al medico competente non è l’adempimento di un obbligo altrui (la redazione del D.V.R.) ma lo svolgimento del proprio obbligo di collaborazione, vale a dire l’esauriente sottoposizione al datore di lavoro dei rilievi e delle proposte in materia di valutazione dei rischi che coinvolgono le sue competenze professionali in materia sanitaria.

Una volta che il medico competente abbia assicurato quanto sopra, egli ha esaurito il perimetro della sua condotta doverosa, e l’eventuale inerzia del datore di lavoro comporterebbe l’esclusiva responsabilità penale di quest’ultimo ai sensi dell’art. 55, co. 1, lett. a) D.Lgs. 81/2008, che sanziona la mancata effettuazione della valutazione dei rischi da parte dell’imprenditore.

Ciò che conta, insomma, non è la mancata elaborazione del D.V.R. da parte del medico, ma la mancata evidenziazione dei rischi che il medico competente deve segnalare al datore di lavoro in una con le contromisure sanitarie necessarie.


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