Diritto e Fisco | Articoli

Sono in malattia e mi scade il contratto

17 Luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Luglio 2017



Contratto a termine e malattia: fino a quando è indennizzato il lavoratore?

 

Ho un contratto a tempo determinato in scadenza e sono malato: ho diritto alla proroga sino al termine della malattia?

Il contratto a termine, per quanto riguarda la tutela del dipendente in malattia, ha delle differenze rispetto al contratto a tempo indeterminato: in particolare, l’indennità di malattia è proporzionata ai periodi lavorati e non è più dovuta una volta scaduto il termine. In pratica, la scadenza non può essere spostata alla fine della malattia (salvo, ovviamente, un diverso accordo delle parti) e una volta scaduto il contratto l’indennità non è più dovuta, né dall’Inps né dal datore di lavoro.

Ma procediamo per ordine e vediamo com’è disciplinata la malattia nel contratto a tempo determinato, com’è tutelato il lavoratore e quali sono gli adempimenti da effettuare.

Malattia del lavoratore a termine: periodo di comporto

Il periodo di comporto, cioè il periodo durante il quale il dipendente ha diritto alla conservazione del posto di lavoro, per il lavoratore a termine non può:

  • andare oltre la durata del contratto (come anticipato, finito il rapporto di lavoro, termina la corresponsione dell’indennità di malattia);
  • superare il comporto stabilito per i dipendenti a tempo indeterminato (come previsto dal contratto collettivo applicato).

Malattia del lavoratore a termine: ammontare dell’indennità

I lavoratori a termine, così come i lavoratori a tempo indeterminato, hanno diritto all’indennità di malattia a carico dell’Inps. Il trattamento spettante ai lavoratori a termine deve essere calcolato con le stesse modalità previste per la generalità dei dipendenti, secondo quanto stabilito dal contratto collettivo applicato.

Semplificando i passaggi, si deve:

  • moltiplicare la retribuzione media giornaliera (calcolata in modo differente per operai e impiegati);
  • per la percentuale pagata dall’Inps (diversa a seconda del settore lavorativo e del periodo indennizzato: nella maggioranza dei casi, 0% per i primi 3 giorni, 50% dal al 21° giorno, ed il 66,66% dal 21° giorno sino al termine del periodo indennizzabile o della malattia);
  • per il numero di giornate

I contratti collettivi prevedono, nella quasi totalità dei casi, un’integrazione a carico del datore, sino a raggiungere il 100% della paga; inoltre, per i primi tre giorni di malattia, la retribuzione è normalmente a carico del datore di lavoro (si tratta del cosiddetto periodo di carenza).

Malattia del lavoratore a termine: per quanto spetta l’indennità

Per i lavoratori a termine, l’indennità di malattia può essere corrisposta:

  • per un periodo non superiore alla durata dell’attività lavorativa prestata nei 12 mesi precedenti alla malattia, comunque sino ad un massimo di 180 giorni nell’anno solare;
  • per un periodo non inferiore a 30 giorni, se il lavoratore, nei 12 mesi precedenti alla malattia, ha lavorato per meno di un mese;
  • in entrambi i casi, per un periodo non superiore alla durata residua del contratto.

Per i lavoratori a termine dell’agricoltura, l’indennità di malattia spetta:

  • per tutti i giorni di durata della malattia, purché il lavoratore possa far valere almeno 51 giornate di lavoro in agricoltura nell’anno precedente (anche se a tempo indeterminato);
  • per tutti i giorni di durata della malattia, purché il lavoratore possa far valere almeno 51 giornate di lavoro in agricoltura nell’anno in corso e prima dell’inizio della malattia;
  • in entrambi i casi, il periodo indennizzabile non può essere superiore:
    • al numero di giorni di iscrizione negli elenchi dei lavoratori agricoli;
    • ad un massimo di 180 giorni nell’anno solare.

Malattia del lavoratore a termine: adempimenti

Per avere diritto al trattamento di malattia, il lavoratore deve:

  • innanzitutto, preavvertire il datore di lavoro dell’assenza;
  • entro il giorno successivo dal verificarsi della malattia, recarsi dal medico curante o presso un medico convenzionato col Servizio Sanitario Nazionale;
  • far inviare dal medico il certificato telematico all’Inps;
  • farsi rilasciare dal medico il protocollo telematico del certificato;
  • trasmettere il numero di protocollo al datore di lavoro, su richiesta, o se gli accordi collettivi lo prevedono;
  • mettersi a disposizione del medico fiscale nelle fasce orarie di reperibilità.

scarica gratis il tuo contratto su misura

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

  1. Sono un autista di autobus con contratto autoferrotranviere, o un contratto ciclico a 10 mesi, quindici giorni prima della sospensione sono andato in malattia, l’azienda mi a retribuito solo i giorni in cui risultavo in esercizio, i giorni che ero in senbay non li a riconosciuti, e regolare anche se il mio contratto è un partaim verticale indeterminato. Grazie.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA