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Lo sai che? I diritti dell’invalido

Lo sai che? Pubblicato il 16 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 luglio 2017

Pensione e assegno di invalidità, ticket sanitario, quote di riserva per l’assunzione sul lavoro, barriere architettoniche: tutte le garanzie e le agevolazioni che la legge riconosce agli invalidi.

Il nostro è uno stato sociale, difende cioè i diritti dei più deboli in modo da eliminare quelle discriminazioni che la natura crea. Ecco perché la legge riconosce una serie di tutele che – sebbene disseminate qua e là, in modo disomogeneo e senza alcun testo unico che le racchiuda – garantiscono i diritti dell’invalido. Le agevolazioni per i portatori di handicap consistono in una serie di garanzie di carattere assistenziale, lavorativo ed economico. Ne parleremo in questo articolo cercando di essere anche sintetici, poiché ciascuno di questi argomenti richiederebbe un’autonoma trattazione.

A prevedere i diritti degli invalidi è la nostra stessa costituzione e, in particolare l’articolo 38 ove si stabilisce che «ogni cittadino inabile al lavoro è sprovvisto dei mezzi necessari per vivere al diritto al mantenimento è all’assistenza sociale».

Chi è l’invalido per la nostra legge?

A contenere la definizione di invalido – o meglio, di portatore di handicap – è la famosa legge 104 del 1992, una sorta di “magna carta” per chi si trova in condizioni di minorazione fisica o mentale. In essa si stabilisce che [1]:

«È persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.

La persona handicappata ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e alla efficacia delle terapie riabilitative.

Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici».

L’handicap viene considerato grave quando la persona necessita di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione.

Come si presenta la domanda di invalidità?

Il portatore di handicap che ha necessità di interventi assistenziali deve presentare domanda di invalidità all’Inps solo in via telematica (il Cittadino può farlo autonomamente, dopo aver acquisito il pin oppure attraverso gli enti abilitati come patronati sindacali, Caaf e altre organizzazioni).

La domanda va presentata ai sensi della legge 104 del 1992 e può essere inviata, oltre che dall’interessato, anche dal genitore, dal tutore o dal curatore. La condizione di invalidità viene poi valutata dalla commissione sanitaria provinciale che si trova presso l’Asl.

Alla domanda deve essere allegato un certificato medico che attesti il tipo di minorazione accusato dalla persona handicappata.

Il certificato ha validità 90 giorni (messaggio INPS 28110/2010): se non si presenta in tempo la domanda, il certificato scade e bisogna richiederlo nuovamente al medico.

La predetta commissione verifica se sussiste il lamentato handicap e determina con precisione il grado di invalidità. Contro la decisione della commissione sanitaria provinciale interessato può presentare ricorso entro 30 giorni alla commissione sanitaria regionale.

Se anche quest’ultimo organo rigetta la domanda si può presentare ricorso al tribunale ordinario sezione lavoro.

 

Aiuti economici

Come fare domanda

Le domande fatte per ottenere pensioni, assegni e indennità connesse allo stato di invalidità vanno presentate alle commissioni mediche periferiche istituite presso ogni capoluogo di provincia.

Contro le decisioni della commissione si può presentare entro 60 giorni un ricorso amministrativo diretto al ministero dell’interno. Poi ci si dovrà rivolgere a un avvocato per instaurare una causa innanzi al giudice del lavoro.

Gli aiuti economici possono essere:

  • pensione di inabilità, riconosciuta a chi sia totalmente inabile al lavoro;
  • assegno di inabilità, riconosciuto a chi abbia un’inabilità al lavoro in misura superiore a 2/3;
  • indennità di accompagnamento, riconosciuta a chi non è in grado di deambulare da solo e ha bisogno di essere seguito costantemente in ogni suo atto quotidiano.

L’assegno di invalidità

Per ottenere l’assegno di invalidità si considera invalido l’assicurato la cui capacità di lavoro in occupazioni confacenti alle proprie attitudini è ridotta a meno di un terzo, in modo permanente, a causa di infermità o difetto fisico o mentale.

L’integrazione non spetta ai soggetti che conseguono redditi propri assoggettabili all’Irpef per un importo superiore a due volte l’ammontare annuo dell’assegno sociale.

Per i soggetti coniugati e non separati legalmente, l’integrazione non spetta se il reddito, cumulato con quello del coniuge, è superiore a tre volte l’importo dell’assegno sociale.

Per l’anno 2017, pertanto, i limiti di reddito sono i seguenti:

  • pensionato solo, € 11.649,82;
  • pensionato coniugato, € 17.474,73.

L’assegno di invalidità non è reversibile ai superstiti ed è compatibile con l’attività lavorativa.

L’assegno di invalidità è riconosciuto per un periodo di tre anni, confermabile per altri tre su domanda dell’interessato, purché la capacità di lavoro continui a rimanere al di sotto di un terzo.

Pensione di invalidità

Il diritto alla pensione di invalidità matura, a qualsiasi età, alle seguenti condizioni:

  • l’assicurato sia riconosciuto totalmente e permanentemente inabile all’esercizio dell’attività professionale giornalistica;
  • risultino versate almeno 5 annualità di contribuzione, delle quali almeno 3 nel quinquennio precedente la domanda di pensione;
  • l’attività lavorativa giornalistica sia effettivamente cessata.

Per accertare la permanenza della condizione di invalidità il pensionato deve sottoporsi alle visite mediche predisposte dall’Istituto, pena la sospensione della pensione.

Assistenza sanitaria per gli invalidi

L’invalido può rivolgersi all’Asl di appartenenza per ottenere l’esenzione totale dei ticket e la fornitura gratuita di protesi, carrozzine e altri ausili sanitari.

Agevolazioni fiscali

Detrazioni Irpef per figli portatori di handicap

Per ogni figlio portatore di handicap fiscalmente a carico spettano le seguenti detrazioni Irpef:

  • 620 euro, se il figlio ha un’età inferiore a tre anni;
  • 350 euro, per il figlio di età pari o superiore a tre anni.

Con più di tre figli a carico la detrazione aumenta di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo.

Le detrazioni sono concesse in funzione del reddito complessivo posseduto nel periodo d’imposta e il loro importo diminuisce con l’aumentare del reddito, fino ad annullarsi quando il reddito complessivo arriva a 95.000 euro.

Acquisto auto per disabili

La legge riconosce delle agevolazioni fiscali nell’acquisto dell’auto per chi ha disabilità. In particolare spetta:

  • detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per l’acquisto;
  • Iva agevolata al 4% sull’acquisto;
  • esenzione dal bollo auto
  • esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

Detrazioni fiscali per spese sanitarie e acquisto di mezzi di ausilio

La legge riconosce:

  • detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per i sussidi tecnici e informatici;
  • Iva agevolata al 4% per l’acquisto dei sussidi tecnici e informatici;
  • detrazioni delle spese di acquisto e di mantenimento del cane guida per i non vedenti;
  • detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute per i servizi di interpretariato dei sordi.

Sono interamente deducibili dal reddito complessivo del disabile:

  • le spese mediche generiche (per esempio, le prestazioni rese da un medico generico, l’acquisto di medicinali);
  • le spese di “assistenza specifica” (ad es. assistenza infermieristica).

Detrazioni per badanti

Sono detraibili dall’Irpef, nella misura del 19%, le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di “non autosufficienza” del disabile nel compimento degli atti della vita quotidiana.

La detrazione deve essere calcolata su un ammontare di spesa non superiore a 2.100 euro e spetta solo quando il reddito complessivo del contribuente non è superiore a 40.000 euro. Nella determinazione del reddito complessivo va compreso anche il reddito dei fabbricati locati assoggettato al regime della cedolare secca.

La detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche

Per gli interventi di ristrutturazione edilizia sugli immobili è possibile fruire di una

detrazione Irpef pari al:

  • 50%, da calcolare su un importo massimo di 96.000 euro, se la spesa è sostenuta nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2017;
  • 36%, da calcolare su un importo massimo di 48.000 euro, per le spese effettuate dal 1° gennaio 2018.

Rientrano nella categoria degli interventi agevolati:

  • quelli effettuati per l’eliminazione delle barriere architettoniche (per esempio, ascensori e montacarichi);
  • i lavori eseguiti per la realizzazione di strumenti che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo tecnologico, siano idonei a favorire la mobilità interna ed esterna delle persone portatrici di handicap grave, ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992.

La detrazione non è fruibile contemporaneamente alla detrazione del 19% prevista per le spese sanitarie riguardanti i mezzi necessari al sollevamento del disabile.

La detrazione è prevista solo per interventi sugli immobili effettuati per favorire la mobilità interna ed esterna del disabile.

Non si applica, invece, per il semplice acquisto di strumenti o beni mobili, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità del disabile. Per esempio, non rientrano nell’agevolazione l’acquisto di telefoni a viva voce, schermi a tocco, computer o tastiere espanse.

Per questi beni, comunque, è già prevista la detrazione Irpef del 19%, in quanto rientranti nella categoria dei sussidi tecnici e informatici. Tra gli interventi che danno diritto alla detrazione rientrano:

  • la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione;
  • la sostituzione di gradini con rampe, sia negli edifici che nelle singole unità immobiliari, se conforme alle prescrizioni tecniche previste dalla legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche.

La maggior detrazione Irpef per le polizze assicurative

In generale, sono detraibili dall’Irpef, nella misura del 19%, le spese sostenute per le polizze assicurative che prevedono il rischio di morte o di invalidità permanente non inferiore al 5%, da qualsiasi causa derivante, o di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, se l’impresa di assicurazione non ha la possibilità di recedere dal contratto.

L’importo complessivamente detraibile è pari a:

  • 530 euro per le assicurazioni che prevedono il rischio di morte o di invalidità permanente
  • 291,14 euro (al netto dei premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente) per quelle che coprono il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.

Dal 2016 è stato elevato da 530 a 750 euro l’importo detraibile per i premi versati per le polizze assicurative, a tutela delle persone con disabilità grave, che coprono il rischio di morte.

L’agevolazione sull’imposta di successione e donazione

Le persone che ricevono in eredità o in donazione beni immobili e diritti reali immobiliari devono versare l’imposta di successione e donazione.

Per il calcolo dell’imposta sono previste aliquote differenti, a seconda del grado di parentela intercorrente tra la persona deceduta e l’erede (o il donante e il donatario).

La normativa tributaria riconosce un trattamento agevolato quando a beneficiare del trasferimento è una persona portatrice di handicap grave, riconosciuto tale ai sensi della legge n. 104 del 1992.

In questi casi, infatti, è previsto che l’imposta dovuta dall’erede, o dal beneficiario della donazione, si applichi solo sulla parte della quota ereditata (o donata) che supera l’importo di 1.500.000 euro.

Inoltre, al verificarsi di determinate condizioni, la legge n. 112 del 22 giugno 2016 ha previsto l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni per i beni e i diritti conferiti in un trust o gravati da un vincolo di destinazione e per quelli destinati a fondi speciali istituiti in favore delle persone con disabilità grave.

Tra le principali condizioni richieste per l’esenzione, quella che il trust, il fondo speciale e il vincolo di destinazione devono perseguire come finalità esclusiva l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza delle persone con disabilità grave, in favore delle quali sono istituiti. Tale scopo deve essere espressamente indicato nell’atto istitutivo del trust, nel regolamento dei fondi speciali o nell’atto istitutivo del vincolo di destinazione.

Diritti sul lavoro dell’invalido

Assunzioni obbligatorie

I datori di lavoro sono tenuti ad assumere obbligatoriamente in ragione delle loro dimensioni un certo numero di dipendenti appartenenti a determinate categorie protette: invalidi (tanto fisicamente quanto psicologicamente), ciechi, sordomuti, ex tubercolotici.

I datori di lavoro sono obbligati ad assumere persone disabili nelle seguenti misure:

  • da 15 a 35 dipendenti: 1 lavoratore;
  • da 36 a 50 dipendenti: 2 lavoratori;
  • da 51 dipendenti: 7% dei lavoratori occupati.

Rientrano nelle quote di riserva:

  • persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e portatori di handicap intellettivo che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%;
  • invalidi del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%;
  • invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria;
  • invalidi la cui capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle proprie attitudini, sia ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di 1/3; si tratta di coloro che beneficiano dell’assegno di invalidità, per i quali la disabilità è già accertata dall’Inps;
  • lavoratori divenuti inabili allo svolgimento delle proprie mansioni per: infortunio o malattia (con riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 60%), infortunio sul lavoro o malattia professionale (con riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 33%);
  • lavoratori già invalidi prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se assunti al di fuori delle procedure che regolano il collocamento obbligatorio (con invalidità civile non inferiore al 60% o invalidità derivante da infortunio sul lavoro o malattia professionale superiore al 33%).

Per procedere a tali assunzioni i datori di lavoro devono fare richiesta numerica all’ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione, che indicherà loro per l’assunzione di lavoratori presenti nelle apposite liste.

In tali liste può chiedere di essere iscritto l’invalido disoccupato che non abbia compiuto 50 anni di età. La domanda va presentata alla commissione provinciale per il collocamento obbligatorio che si trova presso gli uffici provinciali del lavoro.

Invalido avviato obbligatoriamente deve presentarsi al suo datore di lavoro con copia dell’atto di avviamento.

Il datore di lavoro deve adibire l’invalido a mansioni incompatibili con il suo handicap.

Ad esempio, voce con un’altra difficoltà a svolgere mansioni di telefonista; una persona che ha difficoltà a camminare può svolgere un lavoro sedentario. Prima dell’assunzione, il datore di lavoro può far visitare l’invalido al fine di accertare che il lavoro di quest’ultimo possa arrecare pericolo per i colleghi di lavoro o per la sicurezza degli impianti. In caso di immotivato rifiuto di assunzione invalido può rivolgersi al giudice del lavoro.

Diritto alla conservazione del posto di lavoro

Il dipendente che sia divenuto invalido nel corso del rapporto di lavoro e che non può più svolgere le precedenti mansioni non può essere licenziato se prima il datore di lavoro non verifica la possibilità di adibirlo ad altre mansioni compatibili con le sue condizioni fisiche. Il licenziamento è possibile solo se non ci sono altre mansioni o se queste sono tutte occupate.

Barriere architettoniche

La legge prevede che devono essere eliminate le barriere architettoniche che impediscono l’accesso degli invalidi: ristorante, bar, servizi igienici, linee telefoniche, mezzi pubblici di trasporto, stazioni ferroviarie, metropolitane, aeroporti, uffici pubblici.

L’eliminazione delle barriere elettroniche può essere attuata con scivoli, ascensori di altri dispositivi idonei a far transitare l’invalido, anche se non deambulante e munito di carrozzina.

L’invalido che vive in condominio può chiedere che le parti comuni vengano modificate per eliminare le barriere architettoniche. L’assemblea può approvare i lavori a maggioranza dei partecipanti alla riunione che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio. Se l’assemblea non aderisce alla richiesta, l’invalido può comunque procedere ad apportare a proprie spese delle innovazioni necessarie. In ogni caso sono previsti aiuti economici del Comune e del ministero dei Lavori Pubblici [2]. Di tanto abbiamo parlato sopra nel capitolo dedicato alle agevolazioni fiscali.

Attenzione però: l’invalido ha diritto a ottenere innovazioni che incidono sulle parti comuni, non sulle eventuali proprietà esclusive gli altri condomini o vicini.

Alimenti dai familiari pr gli invalidi senza reddito

Il lavoratore che perde il posto per via di una sopravvenuta incapacità, rimanendo senza reddito e in condizioni economiche tanto disperate da non potersi più mantenere, ha diritto agli alimenti dai familiari più stretti ossia, in ordine, dal coniuge, dai figli e, in ultimo, dai genitori.

note

[1] Art. 3 L. 104/1992.

[2] L. n. 13/1989.


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