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Cartella esattoriale notificata da poste private: posso impugnarla?

16 luglio 2017


Cartella esattoriale notificata da poste private: posso impugnarla?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 luglio 2017



Vorrei eccepire l’inesistenza della cartella per difetto di notifica essendo stata notificata per raccomandata da poste private. Come devo fare?

La cartella esattoriale è stata notificata alla lettrice tramite un servizio di poste private. La giurisprudenza assolutamente prevalente prevede che, nel caso di notifica della cartella esattoriale mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, il soggetto legittimato in via elettiva è Poste Italiane S.p.A. L’attuale normativa non esclude del tutto che il servizio di notifica delle cartelle esattoriali possa essere eseguito anche da soggetti diversi dalle Poste Italiane S.p.A. ma, affinché la notifica sia valida, è necessario che l’impresa privata abbia ricevuto un atto di nomina dei propri dipendenti facendo assumere loro la qualità di messi notificatori. Qualora così non dovesse essere, la notifica della cartella esattoriale non sarà semplicemente nulla ma addirittura inesistente. Nel caso di impugnazione della cartella per difetto di notifica, il ricorrente potrà limitarsi a contestare l’inesistenza della notifica e dovrà essere l’ente che si occupa del servizio di riscossione, in ossequio al principio cosiddetto di vicinanza della prova, a dovere dimostrare di aver conferito l’incarico mediante atto di nomina al soggetto che ha proceduto a svolgere l’attività di notifica. A tal fine l’ente di riscossione dovrà produrre in giudizio la raccomandata inviata al contribuente con la relativa ricevuta di ritorno: la documentazione dovrà essere depositata in originale (e non in semplice copia) per dimostrare la legittimità dell’attività eseguita. Ai fini dell’impugnazione della cartella per contestare l’inesistenza della notifica, è bene ricordare che nel nostro ordinamento vige il principio del raggiungimento dello scopo perseguito dall’atto: in altre parole, qualora si impugni una cartella contestando l’inesistenza o la nullità della notifica, implicitamente si ammette di aver ricevuto l’atto. In tal caso l’impugnazione, secondo un orientamento giurisprudenziale, sana la notifica poiché il ricorrente è venuto in ogni caso a conoscenza dell’atto ed è stato posto nella condizione di difendersi.

Per poter contestare l’inesistenza della notifica senza incorrere nel rischio di una sanatoria vi sono due possibilità. Una prima possibilità è quella prevista da una recente sentenza della Corte di Cassazione che espressamente riconosce che il contribuente, il quale sia venuto a conoscenza di una somma iscritta a ruolo a suo carico per il tramite dell’estratto di ruolo, potrà impugnare la relativa cartella entro il termine di 60 giorni da quando ha ricevuto l’estratto di ruolo. In altre parole, il contribuente beneficia in tale ipotesi di una deroga alla regola generale: il termine di 60 giorni per impugnare la cartella non decorrerebbe dal giorno della notifica della cartella (giorno indicato nell’estratto di ruolo), bensì dal giorno in cui il contribuente è venuto a conoscenza dell’esistenza della cartella avendo richiesto ed ottenuto l’estratto di ruolo. Altra possibilità è quella di attendere il successivo atto della procedura esecutiva che l’ente di riscossione avvierà ed impugnare quest’ultimo contestandone la nullità per inesistenza della notifica dell’atto presupposto.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Giovanna Pangallo

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