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La tredicesima è pignorabile?

16 luglio 2017


La tredicesima è pignorabile?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 luglio 2017



Sono un dipendente a tempo indeterminato e ho a carico una procedura di esdebitamento tramite liquidazione del patrimonio. Devo versare anche la tredicesima?

Al fine di rispondere al quesito è bene richiamare la disciplina del sovraindebitamento.

Il debitore, al fine di porre riparo alla propria posizione debitoria, con l’assistenza di un organismo di composizione della crisi, può proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti sulla base di un piano che preveda scadenze e modalità di pagamento [1], fatti salvi gli emolumenti impignorabili [2]. Il codice di procedura civile pone un limite alla pignorabilità dello stipendio garantendo al lavoratore l’intangibilità del cosiddetto minimo vitale. Più nel dettaglio, il legislatore prevede che, le somme dovute a titolo di stipendio, salario o altre indennità sempre relative al rapporto di impiego nel caso di accredito sul conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale, quando l’accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento; quando l’accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, le predette somme possono essere pignorate nei limiti di un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà. Il legislatore, dunque, si preoccupa di stabilire il limite di valore al di sotto del quale non si può scendere al fine di garantire al cittadino la conservazione dei mezzi di sopravvivenza.

Tra gli emolumenti percepiti dal lavoratore, rientra anche la tredicesima mensilità. Importante, ai nostri fini, è chiarire quale sia la natura giuridica della tredicesima: infatti, un orientamento ritiene che la tredicesima sia una “gratifica natalizia” e, come tale, non può essere considerata una retribuzione pignorabile. L’orientamento prevalente, al contrario, sostiene che la tredicesima (benché corrisposta al lavoratore in vista del periodo natalizio) sia una retribuzione differita: infatti, essa viene calcolata sulla base della retribuzione mensile e, più in particolare, essa comprende la somme maturate ogni mese dal lavoratore e liquidate in un’unica mensilità aggiuntiva nel mese di dicembre. Per questa ragione alla tredicesima mensilità si applica la medesima disciplina vigente in tema di pignorabilità dello stipendio nonché le altre leggi speciali.

Tanto premesso quanto alla natura giuridica della tredicesima mensilità ed alla relativa disciplina, poiché la tredicesima deve essere considerata al pari della retribuzione mensile, anche se versata in un momento differito, essa sarà soggetta alla disciplina ed alle modalità di pagamento stabilite in sede di procedura di sovraindebitamento. Di conseguenza, la somma che il lettore dovrà versare è data dal residuo rimanente dopo aver sottratto il minimo vitale.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Giovanna Pangallo

note

[1] Art. 7 l. n. 3 del 27.01.2012.

[2] Ai sensi dell’art. 545 cod. proc. civ.

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