HOME Articoli

Lo sai che? Ticket, esenzioni e permessi per chi soffre di cuore

Lo sai che? Pubblicato il 16 luglio 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 16 luglio 2017

Il cardiopatico ha diritto a non pagare visite ed esami e ad usufruire di permessi al lavoro per le cure. E, in certi casi, a non indossare le cinture in auto.

La cardiopatia, cioè una qualsiasi malattia cronica del cuore dà diritto all’esenzione dal ticket sanitario. Significa che chi soffre di cuore non deve pagare visite mediche o esami legati alla sua patologia. Anche se dovrà pagare il minimo previsto per i farmaci, a meno che abiti in una di queste regioni in cui non è prevista la compartecipazione dei cittadini alle spese dei medicinali di fascia A (quelli per le malattie croniche):

  • Toscana;
  • Emilia-Romagna;
  • Umbria;
  • Marche;
  • Sardegna;
  • Valle d’Aosta;
  • Friuli Venezia Giulia;
  • Basilicata;
  • provincia autonoma di Trento.

Le malattie cardiache che danno diritto all’esenzione dal ticket

C’è un lungo elenco di malattie che consentono l’esonero dal ticket sanitario a chi soffre di cuore. Ciascuna di loro ha un codice riportato sull’attestato rilasciato dall’Asl per l’esenzione e che, a sua volta, il medico curante dovrà segnare su ogni ricetta o impegnativa quando il paziente dovrà fare un esame o una visita specialistica.

Questi i codici delle malattie del sistema circolatorio per le quali è prevista l’esenzione (tutti iniziano con lo 002):

  • 394: malattie della valvola mitrale;
  • 395: malattie della valvola aortica;
  • 396: malattie delle valvole mitrale e aortica;
  • 397: malattie di altre strutture endocardiche;
  • 414: altre forme di cardiopatia ischemica cronica;
  • 416: malattia cardiopolmonare cronica;
  • 417: altre malattie del circolo polmonare;
  • 424: altre malattie dell’endocardio;
  • 426: disturbi della conduzione;
  • 427: aritmie cardiache;
  • 429.4: disturbi funzionali conseguenti a chirurgia cardiaca;
  • 433: occlusione e stenosi delle arterie precerebrali;
  • 434: occlusione delle arterie cerebrali;
  • 437: altre e mal definite vasculopatie cerebrali;
  • 440: ateriosclerosi;
  • 441.2: aneurisma toracico senza menzione di rottura;
  • 441.2: aneurisma addominale senza menzione di rottura;
  • 441.7: aneurisma toracoaddominale senza menzione di rottura;
  • 441.9: aneurisma aortico di sede non specificata senza menzione di rottura;
  • 442: altri aneurismi;
  • 444: embolia e trombosi arteriose;
  • 447.0: fistola arterovenosa acquisita;
  • 447.1: stenosi di arteria;
  • 447.6: arterite non specificata;
  • 452: trombosi della vena porta;
  • 453: embolia e trombosi di altre vene;
  • 459.1: sindrome postflebitica;
  • 557.1: insufficienza vascolare cronica dell’intestino;
  • 745: anomalie del bulbo cardiaco e anomalie del setto cardiaco;
  • 746: altre malformazioni del cuore;
  • 747: altre anomalie congenite del sistema circolatorio;
  • V42.2: valvola cardiaca sostituita da trapianto;
  • V43.3: valvola cardiaca sostituita con altri mezzi;
  • V43.4: vaso sanguigno sostituito con altri mezzi;
  • V45.0: dispositivo cardiaco postchirurgico in situ.

Come ottenere l’esenzione dal ticket

Chi soffre di cuore può ottenere l’esenzione dal ticket sanitario presentando un certificato medico rilasciato da un presidio ospedaliero o ambulatoriale pubblico.

E’ possibile anche presentare copia della cartella clinica o del verbale di invalidità in cui sia attestata la patologia cardiaca

L’Asl rilascerà il relativo attestato di esenzione con uno dei codici identificativi elencati sopra e l’elenco delle prestazioni per le quali chi soffre di cuore non deve pagare.

I permessi per chi soffre di cuore

Un dipendente che soffre di cuore può usufruire di certi diritti al lavoro, anche se è tenuto anche a rispettare alcuni doveri.

Ha diritto, ad esempio, a permessi per visite mediche, esami o terapie, come pure ad essere spostato da un ufficio che possa pregiudicare ulteriormente la sua salute. In quest’ultimo caso, ha il dovere di provare l’esistenza del danno.

Permessi per visite, esami e terapie

I contratti di categoria e le aziende predispongono, normalmente, alcuni permessi per visite, esami o terapie, sia generiche o specialistiche. Permessi a cui ha accesso il lavoratore che, ad esempio, soffre di cuore. Queste agevolazioni consistono in:

  • i permessi retribuiti. Il lavoratore dovrà presentare l’attestazione firmata dal medico in cui si certifica l’avvenuta visita e l’orario in cui è stata effettuata;
  • lo scomputo delle assenze per visita medica, su base oraria, dal monte ore dei permessi che spettano al lavoratore (Rol o ex festività).

Alcune aziende retribuiscono anche il tempo impiegato per recarsi dal luogo di lavoro a quello in cui viene effettuata la visita medica

Permessi per chi soffre di cuore ed è invalido

Se a chi soffre di cuore è stata riconosciuta un’invalidità civile con una riduzione della capacità lavorativa di oltre il 50%, il dipendente cardiopatico potrà avere ogni anno un congedo straordinario, anche frazionato, di 30 giorni per le cure relative alla sua patologia (riabilitazione, fisioterapia, ecc.).

In questo caso, il lavoratore dovrà presentare al datore di lavoro una domanda in cui sia riportato il bisogno della terapia, allegando la richiesta di un medico convenzionato con il Sistema sanitario nazionale o appartenente ad una struttura pubblica.

Questo congedo non rientra nel periodo di comporto per malattia

Il lavoratore dovrà documentare di essersi sottoposto alle cure, anche con attestazione cumulativa se sottoposto a trattamenti continuativi.

Permesso per lavorare in un ufficio idoneo alla sua patologia

Il datore di lavoro è tenuto ad assegnare, in quanto possibile, a chi soffre di cuore ed ha ottenuto l’invalidità un altro posto, se quello attuale è incompatibile con il tipo di mansione che svolge [1]. Il medico competente può esprimere i giudizi di idoneità specifica alla mansione accertando, in via preventiva e poi periodicamente, l’assenza di controindicazioni.

Attenzione, però: nel caso una prestazione del lavoratore diventi soltanto «parzialmente» impossibile, il datore di lavoro può recedere il contratto se non ha un interesse apprezzabile all’adempimento parziale di quella mansione.

Se il dipendente ritiene di soffrire di cuore a causa dell’attività lavorativa, avrà l’onere di provare l’esistenza del danno, la nocività dell’ambiente in cui ha lavorato ed il nesso causale fra questi due elementi [2]. Il datore di lavoro, infatti, ha una responsabilità contrattuale e, pertanto, l’onere della prova incombe sul lavoratore. Solo successivamente, sarà l’azienda a tentare di dimostrare di aver adottato tutte le precauzioni necessarie ad impedire il verificarsi del danno.

Esonero dall’obbligo di indossare le cinture di sicurezza

Questo permesso un tanto particolare riservato a chi soffre di cuore: quello di non indossare la cintura di sicurezza, sempreché ci sia un’apposita valutazione da parte del medico.

Il Codice della strada, infatti, prevede l’esonero da questo vincolo per le persone che risultino, sulla base di certificazione rilasciata dall’Asl o dal cardiologo curante, affette da patologie particolari o che presentino condizioni fisiche che costituiscono controindicazione specifica all’uso di questi dispositivi [3].

Non bastano due righe scritte da un dottore: la certificazione che esonera chi soffre di cuore dall’uso delle cinture di sicurezza deve riportare la durata di validità ed il simbolo previsto dalla direttiva Ue in merito [4]. E’ importante tenerla sempre in auto: è necessario esibirla durante un eventuale controllo stradale delle forze dell’ordine.

La certificazione va chiesta dal diretto interessato, a meno che il cardiologo non l’abbia già fatto di sua iniziativa

La valutazione sull’esistenza delle effettive condizioni per l’esonero dall’uso delle cinture spetta esclusivamente al cardiologo in modo insindacabile.

note

[1] Art. 8, Dlgs. n. 277/1991.

[2] Cass. sent. n. 3989/2015.

[3] Art. 172 cod. str.

[4] Art. 5, direttiva 91/671/CEE.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI