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Licenziamento statali: ancora un giro di vite

28 Gennaio 2017


Licenziamento statali: ancora un giro di vite

> Business Pubblicato il 28 Gennaio 2017



Inasprimento del processo sanzionatorio per i lavoratori pubblici che incorrono in illecito, estesa la procedura breve anche alla valutazione negativa.

Si stringono le maglie della giustizia per coloro i quali siano trovati in flagranza nel timbrare cartellini di altri, ma non solo per loro. Nella nuova bozza di decreto del pubblico impiego, il licenziamento lampo vale anche per i casi di:

  • falsi documentali;
  • condotte aggressive;
  • violazioni gravi e reiterate dei codici di comportamento;
  • ripetuta valutazione negativa;
  • per i dirigenti: mancato esercizio con dolo o colpa grave, dell’azione disciplinare.

Tutti i sopra citati casi rientreranno nella procedura che prevede una sospensione nel giro di 48 ore e il licenziamento nel giro di 30 giorni.

Ma i tempi si accorciano anche per i procedimenti disciplinari ordinari. In questo caso i tempi per la prosecuzione scendono da 120 a 90 giorni.

Per conoscere i casi oggi previsti dalla procedura contro i « furbetti del cartellino  » controlla il nostro articolo Furbetti del cartellino: da oggi in poi licenziati per direttissima.

Azione disciplinare: non si ferma per vizi formali né per la sentenza

Il nuovo decreto prevede anche altre modifiche di rilievo nella procedura del licenziamento lampo, in particolare:

  • I “vizi formali” non determineranno più la decadenza dell’azione disciplinare, anche se ovviamente il diritto del lavoratore alla difesa resta tutelato;
  • in presenza di “prove schiaccianti” nel giudizio penale (come nel caso di prove che portino alla custodia cautelare in carcere) non sarà più necessario per la PA attendere la definizione della controversia per proseguire il giudizio disciplinare nei confronti dell’impiegato infedele, che potrà dunque essere allontanato da subito dall’ufficio;
  • nel caso in cui il giudice annulli la sanzione disciplinare per violazione del principio di proporzionalità (cioè sebbene il fatto sia stato commesso la sanzione irrogata è eccessiva), l’amministrazione avrà 60 giorni di tempo per riattivare correttamente il procedimento disciplinare nei confronti dell’interessato (mentre ad oggi o la sentenza converte la sanzione direttamente, oppure  scatta in automatico il reintegro in servizio).

Articolo 18 nel pubblico impiego: sarà ancora valido?

Come è noto per il contratto pubblico impiego vale ancora l’articolo 18 dello Statuto del Lavoratore. Anche la nuova riforma permetterà con tutta probabilità il reintegro sul posto di lavoro nel caso in cui si verifichi l’annullamento del licenziamento.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi del decreto che arriverà in consiglio dei ministri nei prossimi giorni.


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