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Lo sai che? Come sospendere le ferie

Lo sai che? Pubblicato il 17 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 luglio 2017

È diritto del lavoratore interrompere le ferie se sopravviene una malattia o la necessità di assistere un familiare invalido con la 104.

Che puoi fare se, durante le ferie, cadi malato oppure ti telefona un fratello per chiederti di stare qualche giorno con tua madre, anziana e ormai disabile, perché lui deve partire per un impegno improvviso? Immagina inoltre che, proprio all’interno del periodo di ferie che hai concordato con l’azienda, cadano alcuni giorni di festività, di cui avresti comunque goduto qualora fossi restato al lavoro. Quali sono i tuoi diritti? È possibile interrompere le ferie oppure sei costretto a rinunciare ai giorni di vacanza a causa di tali imprevisti? Un lavoratore autonomo ha qualche settimana di tempo per assentarsi dallo studio e, se proprio in quel periodo si ammala, deve rinunciare al riposo sperato. Cosa succede invece al lavoratore dipendente? Come sospendere le ferie? Scopo delle ferie è, da un lato, garantire al lavoratore il recupero delle energie psico-fisiche impiegate nello svolgimento dell’attività lavorativa, dall’altro consentirgli anche il giusto e meritato divertimento. Per cui, se un evento impedisce tale funzione delle ferie, è giusto che il decorso di queste ultime venga sospeso. Di tanto parleremo in un questa breve guida.

Come interrompere le ferie per malattia

Malattia del lavoratore

Il primo caso in cui è possibile interrompere le ferie è quando sopraggiunge una malattia. Come saprà bene chi ha già letto il nostro articolo Malattia del lavoratore durante le ferie, tanto la Corte Costituzionale quanto la Cassazione hanno ritenuto inderogabile il diritto alle ferie del dipendente garantito dalla Costituzione. Pertanto, nel caso in cui questi si ammali durante le vacanze è possibile sospendere le ferie. Il metodo per sospendere le ferie per malattia è identico al caso in cui la malattia sopraggiunga durante l’anno “lavorato”. Difatti, il dipendente deve sottoporsi alla visita medica, accertarsi che il certificato venga inviato telematicamente all’Inps, comunicare al più presto l’evento all’azienda e rendersi disponibile per la visita fiscale agli orari di reperibilità. Per interrompere le ferie, la malattia non deve avere una durata minima: un’eventuale previsione di tal tipo, inserita nel contratto collettivo nazionale, sarebbe illegittima.

Dobbiamo distinguere due ipotesi, a seconda che la malattia sia insorta prima o durante le ferie:

  • malattia insorta prima dell’inizio delle ferie e protrattasi durante le ferie stesse per come in precedenza programmate (si pensi al dipendente che concordi le proprie ferie a partire dal 1° agosto, ma il 29 luglio cade e si ingessa una gamba, dovendo stare 20 giorni a riposo). In tal caso la malattia decorre regolarmente senza incidere sulle ferie (che saranno godute in un momento successivo). Pertanto: a) in caso di ferie già programmate il lavoratore è considerato in malattia fino a completa guarigione e mantiene il diritto a fruire delle ferie successivamente; b) il lavoratore che guarisce durante le ferie collettive, cessata la malattia gode delle ferie restanti e recupera successivamente quelle non utilizzate;
  • malattia insorta durante le ferie: in tal caso, inviando il certificato medico in azienda è possibile ottenere la sospensione delle ferie. Ma ciò a condizione che: 1) la malattia sia stata tempestivamente comunicata; 2) siano state adempiute le condizioni cui la contrattazione collettiva subordina l’effetto sospensivo .

Malattia del figlio del lavoratore

Una seconda ipotesi in cui è possibile sospendere le ferie è in caso di malattia del figlio del lavoratore ma solo alle seguenti condizioni:

  • si deve trattare di figlio con non più di 8 anni;
  • la malattia deve comportare il ricovero ospedaliero.

Come interrompere le ferie per festività

Un terzo modo per interrompere le ferie è per ricorrenza dei giorni festivi previsti dalla legge o dalle consuetudini. Tali giorni non possono essere calcolati nel periodo di ferie. Per cui, se una festività cade nel periodo feriale è possibile prolungare le ferie o corrispondere il relativo trattamento economico senza prolungamento. Generalmente la scelta è rimessa al datore di lavoro [1], salvo che i contratti collettivi prescrivano necessariamente il pagamento (ad esempio, se una festività cade durante un periodo di 10 giorni di ferie, questi si riducono a 9, essendo il decimo giorno di per sé non lavorativo in quanto festività).

Come interrompere le ferie per assistere un familiare con la 104

Di recente, in risposta a un interpello [2], il Ministero del Lavoro ha detto che spetta la sospensione delle ferie nel caso in cui si debba garantire l’assistenza a un familiare disabile con la 104. Come abbiamo già spiegato in I permessi 104 sospendono le ferie, durante il periodo di ferie programmate, il datore di lavoro non può negare la fruizione dei permessi per assistenza a disabili. Può solo verificare l’effettiva indifferibilità dell’assistenza.

La famosa legge n. 104/1992 riconosce fino a 3 giorni di permessi retribuiti al mese a chi assiste familiari con handicap, nonché ai lavoratori disabili, al fine di tutelare i diritti fondamentali del soggetto diversamente abile, garantendogli una adeguata assistenza morale e materiale. Il datore di lavoro non può negare l’utilizzo di tali permessi nel periodo di ferie programmate, anche nel caso di chiusura di stabilimento (cosiddetto «fermo produttivo»). Per cui, qualora la necessità di assistenza al disabile si verifichi durante il periodo di ferie programmate o del fermo produttivo, la fruizione del relativo permesso sospende il godimento delle ferie.


Direzione generale per l’Attività Ispettiva Prot. 37/0010256

Roma, 20 maggio 2016

Alla CGIL

INTERPELLO N. 20/2016

Oggetto: art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – coincidenza delle ferie programmate con permessi per assistenza al congiunto disabile.

La CGIL ha avanzato istanza di interpello al fine di conoscere il parere di questa Direzione generale in merito alla corretta interpretazione dell’art. 33, comma 3, L. n. 104/1992, concernente il diritto a fruire dei tre giorni di permesso mensile retribuito per assistere il familiare con disabilità.

In particolare si chiede se, ai sensi della disposizione citata, il datore di lavoro possa negare l’utilizzo dei suddetti permessi nel periodo di ferie programmate anche nel caso di chiusura di stabilimento (c.d. fermo produttivo), nel rispetto delle disposizioni contrattuali in materia.

Al riguardo, acquisito il parere della Direzione generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro e delle Relazioni Industriali e dell’Ufficio legislativo, si rappresenta quanto segue.

In via preliminare, occorre muovere dalla ratio della L. n. 104/1992, recante disposizioni per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità, nello specifico dall’art. 33, comma 3, che disciplina il diritto del lavoratore al permesso retribuito di tre giorni al mese per assistere una persona in situazione di handicap grave.

La norma in argomento riconosce tali permessi ai familiari che assistono persone con handicap nonché agli stessi lavoratori con disabilità, proprio al fine di tutelare i diritti fondamentali del soggetto diversamente abile, garantendogli dunque una adeguata assistenza morale e materiale.

Per quanto concerne, invece, l’istituto delle ferie, diritto costituzionalmente garantito (art. 36, ult. comma, Cost.), la ratio risiede nella possibilità concessa al lavoratore di recuperare le energie psico-fisiche impiegate nello svolgimento dell’attività lavorativa corrispondendo altresì ad esigenze, anche di carattere ricreativo, personali e familiari.

In proposito, si fa presente come il datore di lavoro, ai sensi dell’art. 2109 c.c., possa stabilire il periodo di godimento delle ferie annuali nel rispetto della durata fissata dalla legge e dalla contrattazione collettiva. In particolare il datore di lavoro, in ragione delle esigenze produttive, potrà prevedere sia una programmazione della fruizione delle ferie dei lavoratori in forza, sia la chiusura dello stabilimento durante un periodo predeterminato in ragione della sospensione totale o parziale dell’attività produttiva.

Tenuto conto delle diverse finalità cui sono preordinati i due istituti, qualora la necessità di assistenza al disabile si verifichi durante il periodo di ferie programmate o del fermo produttivo, la fruizione del relativo permesso sospende tuttavia il godimento delle ferie.

Ciò comporterà, in virtù del principio di effettività delle ferie ed in analogia all’ipotesi di sopravvenuta malattia del lavoratore, la necessità di collocare le ferie non godute in un diverso periodo, previo accordo con il datore di lavoro (cfr. per l’ipotesi della malattia Corte UE 21 giugno 2012, C-78/11).

Ciò premesso, in risposta al quesito avanzato, si ritiene che debba trovare applicazione il principio della prevalenza delle improcrastinabili esigenze di assistenza e di tutela del diritto del disabile sulle esigenze aziendali e che pertanto il datore di lavoro non possa negare la fruizione dei permessi di cui all’art. 33, L. n. 104/1992 durante il periodo di ferie già programmate, ferma restando la possibilità di verificare l’effettiva indifferibilità della assistenza (v. anche art. 33, comma 7 bis, L. n. 104/1992).

Va infine richiamato quanto già precisato da questo Ministero nella risposta ad interpello n. 31/2010 nella parte in cui si ritiene possibile “da parte del datore di lavoro, richiedere una programmazione dei permessi, verosimilmente a cadenza settimanale o mensile, laddove il lavoratore che assiste il disabile sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza, purché tale programmazione non comprometta il diritto del disabile ad una effettiva assistenza e segua criteri quanto più possibile condivisi con i lavoratori o con le loro rappresentanze”.

IL DIRETTORE GENERALE (f.to Danilo Papa)

note

[1] Trib. Milano sent. del 14.03.1990.

[2] Min. Lav. risp. interpello n. 20/2016.

Autore immagine: Pixabay.com 


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