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Atto di morte: come si fa

17 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 luglio 2017



Il documento, redatto da un ufficiale di stato civile, riporta i dati relativi ad un decesso. Da non confondere con il certificato di morte. Ecco a cosa serve.

 

L’atto di morte è un documento in cui un ufficiale di stato civile dichiara un decesso. Il documento viene redatto nel Comune in cui è avvenuto il decesso oppure in cui il cadavere è stato trovato, nel caso in cui il luogo della morte non sia stato identificato.

L’ufficiale di stato civile riporta sull’atto di morte:

  • il luogo, la data e l’ora del decesso;
  • le generalità del defunto (nome, cognome, luogo e data di nascita);
  • la residenza e la cittadinanza del defunto;
  • generalità del coniuge del defunto e del dichiarante.

Se il decesso avviene in casa, cioè in un’abitazione privata, l’ufficiale di stato civile dovrà ricevere l’avviso di morte da un parente o convivente del defunto, da una persona da loro delegata o da persone informate del fatto, come gli addetti alle pompe funebri, i quali, spesso, si fanno carico delle pratiche burocratiche in questi casi.

Se, invece, il decesso avviene in ospedale o in una casa di riposo, spetta al direttore o a un suo delegato contattare l’ufficiale di stato civile affinché venga redatto l’atto di morte.

La dichiarazione di morte o l’avviso di morte  vanno fatti all’ufficiale di stato civile entro 24 ore dal decesso. L’ufficiale, a questo punto, compilerà l’atto di morte e lo comunicherà ai Comuni di nascita e di residenza del defunto (nel caso fossero diversi). Questo consentirà di annotare i dati relativi al decesso sull’atto di nascita del defunto. Comunque, se la dichiarazione o l’avviso di morte arrivano all’ufficiale di stato civile 24 ore dopo il decesso, l’atto di morte dovrà essere, comunque redatto, a meno che il tempo trascorso possa far pensare che il decesso sia frutto di un reato.

A che serve l’atto di morte

Dall’atto di morte è possibile ricavare altri documenti, come il certificato di morte e gli estratti per riassunto o per copia integrale. La loro validità è illimitata e sono esenti dal pagamento dell’imposta di bollo.

Il certificato di morte

Il certificato di morte è il documento che attesta un decesso. Contiene:

  • nome, cognome e stato civile del defunto;
  • luogo e data del decesso;
  • numero, parte e serie dell’atto in cui il decesso è stato registrato nell’ufficio anagrafe del Comune grazie all’atto di morte.

Il certificato di morte viene rilasciato dal Comune di residenza del defunto o da quello in cui è avvenuto il decesso (se, ad esempio, una persona che abita a Lodi è morta in un ospedale di Milano, il certificato dovrà essere chiesto al Comune di Milano).

E’ possibile chiedere anche online il certificato di morte, lasciando il nominativo, data e luogo di nascita, codice fiscale, data e luogo del decesso della persona di cui si richiede il certificato di morte. Il documento arriverà via e-mail in formato .pdf, a meno che non si desideri riceverlo a casa in formato cartaceo per posta raccomandata o corriere espresso (in questo caso lo si deve indicare sul sito del Comune al momento della richiesta).

L’estratto di morte per riassunto

L’estratto di morte contiene tutte le informazioni del certificato di morte con l’aggiunta dei dati sul coniuge e su paternità o maternità del defunto o defunta. Serve a dimostrare il luogo e la data di morte, ma è utile anche nel caso in cui sia necessario esercitare diritti o doveri derivanti dallo stato di legittimità o di filiazione (ad esempio per il riconoscimento di figli naturali o legittimi).

La copia integrale dell’atto di morte

Questo documento altro non è che una fotocopia autenticata dell’atto di morte originale, in cui si riporta tutto ciò che riguarda le circostanze del decesso e qualsiasi altra annotazione che risulti sulle pagine del Registro civile.

Si può chiedere una rettifica ad un atto di morte?

E’ possibile chiedere la rettifica di un atto di morte (come di qualsiasi altro atto presente nello stato civile) per correggere un errore oppure per integrare altre informazioni utili e mancanti sul documento.

La rettifica può essere richiesta da un privato cittadino oppure dal Procuratore della Repubblica se la modifica è di interesse pubblico.

La richiesta va presentata al Tribunale competente nella zona dov’è ubicato il Comune in cui è registrato l’atto di morte. La sentenza verrà annotata sull’atto dall’ufficiale di stato civile.

note

Autore immagine: 123rf.com


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