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Lo sai che? L’indennità commerciale al grossista/inquilino non è dovuta

Lo sai che? Pubblicato il 28 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 luglio 2017

L’indennità di avviamento commerciale: che cos’è e quando non è dovuta. Il grossista non ne ha diritto, perché non ha contatto con l’utente finale, 

Quando si apre un negozio e si esercita una certa attività commerciale, ci si crea la cosiddetta clientela. Se il commerciante deve lasciare i locali in cui effettuava il proprio lavoro, perché il proprietario ha deciso di non rinnovargli il contratto di locazione, il commerciante/inquilino ha diritto ad un’indennità di avviamento. Tale indennità, però, non è sempre dovuta.

 

Che cos’è l’indennità di avviamento per le locazioni commerciali?

Secondo la legge [1], in presenza di una locazione commerciale è dovuta dal locatore al conduttore un’indennità di avviamento, pari a 18 mensilità e in alcuni casi a 21, se la locazione non cessa per volontà dell’inquilino (disdetta o recesso) o per inadempimento del medesimo (risoluzione del contratto a seguito del mancato pagamento dei canoni dovuti ad opera del conduttore).

Se quindi, il contratto viene meno, ad esempio, alla scadenza naturale e non viene rinnovato ulteriormente a seguito di disdetta/diniego di rinnovo esercitato dal locatore /proprietario, è dovuta da quest’ultimo la predetta indennità.

Inoltre, se, successivamente alla cessazione del contratto, l’immobile precedentemente locato, è adibito, entro un anno, all’esercizio della stessa attività commerciale espletata dal precedente conduttore o ad altra affine, l’indennità dovuta si raddoppia [2].

La descritta indennità non è invece prevista a carico del proprietario, in presenza di determinate circostanze: ad esempio, se l’attività commerciale esercitata nel proprio immobile non prevede contatti con il pubblico oppure se si tratta di locali destinati alle attività professionali [3].

Infine, l’inquilino dell’immobile adibito ad uso commerciale ha diritto di non rilasciare i locali, sino a quando l’indennità prevista a suo favore  non sarà regolarmente versata dal locatore/proprietario [4].

Se il commerciante recede dal contratto, ha diritto all’indennità?

Come specificato in precedenza, se il commerciante decide di risolvere anticipatamente il contratto, non ha diritto all’indennità di avviamento commerciale.

Ovviamente, ciò non toglie che il conduttore possa recedere anticipatamente dal contratto, in presenza di gravi motivi, con un preavviso di almeno sei mesi [5].

Detto questo, la comunicazione di recesso ha effetto nel momento in cui perviene al destinatario locatore/proprietario. Accaduto ciò, secondo la Suprema Corte di Cassazione [6], la vera e propria cessazione del contratto avviene, però, soltanto decorsi i sei mesi previsti dalla legge, a titolo di preavviso. Se il conduttore continuerà ad occupare l’immobile oltre tale termine, sarà ugualmente tenuto a pagare il canone sino all’effettivo rilascio e/o riconsegna dei locali. Se invece, dovesse andare via prima dei sei mesi di preavviso, sarà, comunque tenuto a versare i canoni previsti per il medesimo periodo di preavviso.

Se sono un “grossista” ho diritto all’avviamento commerciale?

Abbiamo visto che se l’attività svolta nel negozio in affitto non prevede contatti con il pubblico, l’indennità di avviamento non è dovuta. A tal proposito la Cassazione ha precisato che se non c’è contatto diretto con gli utenti e i consumatori finali, così come avviene negli immobili adibiti alla vendita all’ingrosso, non può essere dovuta la detta indennità [7].

L’indennità, infatti, è diretta a compensare il commerciante dalla perdita della clientela (cosiddetti utenti finali) che, nel tempo, si è stabilizzata verso il conduttore, in funzione della localizzazione del negozio. Tali caratteristiche non sono rinvenibili nel grossisti, poiché non hanno contatto con i consumatori (così come vuole la legge), ma con altri imprenditori che “rivenderanno” la merce acquistata all’utente finale. Per queste ragione il grossista non ha diritto all’avviamento commerciale [8].

note

[1] Art. 34, comma 1, L 392/1978.

[2] Art. 34, comma 2, L 392/1978.

[3] Art. 35 L 392/1978.

[4] Art. 34, comma 3, L 392/1978.

[5] Art. 27, ultimo comma, L 392/1978.

[6] Cass. civ. sent. n. 19429/2016.

[7] Cass. civ. sent. n. 1796/1991 – 10885/1993.

[8] Trib. di Bari sent. n. 1368/2008.


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