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News Pensione: niente Ape social per chi non ha la disoccupazione

News Pubblicato il 17 luglio 2017

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> News Pubblicato il 17 luglio 2017

L’Ape sociale non può essere erogata a chi non ha percepito l’indennità di disoccupazione o sussidi analoghi.

Niente Ape sociale per chi non ha percepito la Naspi, o un’indennità di disoccupazione analoga, nonostante ne avesse i requisiti: è quanto specificato dall’Inps, con un recente messaggio [1] che precisa nel dettaglio le condizioni per accedere all’Ape a carico dello Stato.

Nel dettaglio, mentre la sospensione dell’indennità di disoccupazione non preclude il diritto all’Ape sociale, la mancata richiesta dell’indennità impedisce sia l’accesso all’Ape sociale che alla pensione anticipata con 41 anni di contributi (per i lavoratori precoci aventi diritto), anche nel caso in cui si possiedano tutti i requisiti per la Naspi o per la differente indennità.

Ma procediamo per ordine e vediamo in che cosa consiste l’Ape sociale e quali condizioni devono rispettare i disoccupati per accedervi.

Ape social: che cos’è e come funziona

L’Ape social, o anticipo pensionistico sociale, non è una pensione anticipata, ma un assegno a carico dello Stato, riconosciuto a chi possiede almeno 63 anni di età e 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza.

La prestazione, in particolare, è pari alla futura pensione (sino a un massimo di 1500 euro mensili), spetta fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia ed è riservata ad alcune categorie di lavoratori tutelati: disoccupati, invalidi, caregivers (persone che assistono un familiare di 1° grado  o il coniuge portatore di handicap grave) e addetti a lavori faticosi e rischiosi.

L’Ape social, come la cosiddetta Ape volontaria, è un anticipo pensionistico, cioè una prestazione che “accompagna” l’interessato dalla data di uscita dal lavoro (o, comunque, dalla data in cui si presenta la domanda per ottenere il trattamento), sino alla data di maturazione dei requisiti per la pensione. A differenza dell’Ape volontaria, o di mercato, però, il trattamento non è ottenuto grazie a un prestito bancario: l’Ape sociale, difatti, è erogata direttamente dallo Stato e non deve essere restituita.

Ape social: chi ne ha diritto

Possono ottenere l’Ape sociale i lavoratori che, al momento della domanda, abbiano già compiuto, come anticipato, 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla Gestione separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta.

Per quanto riguarda il requisito contributivo, i beneficiari dell’Ape sociale devono possedere almeno 30 anni di contributi se appartenenti a una delle seguenti categorie:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape sociale, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione;
  • lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104;
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%.

Sono invece necessari 36 anni di contributi per un’ulteriore categoria beneficiaria dell’Ape sociale, gli addetti ai lavori faticosi e pesanti: si tratta di coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa.

Ape social per i disoccupati

Per quanto riguarda la categoria dei disoccupati, come appena visto per l’accesso all’Ape social è indispensabile aver terminato da almeno 3 mesi la percezione dell’assegno di disoccupazione, o di un’indennità analoga come la mobilità.

Chi non ha percepito l’indennità di disoccupazione, però, non può ottenere l’Ape social, nonostante il possesso dei requisiti per la Naspi o per il diverso sussidio.

L’Inps, difatti, ha chiarito che non possono accedere alla prestazione di Ape sociale, né alla pensione anticipata per i lavoratori precoci coloro i quali, pur trovandosi in stato di disoccupazione, non hanno goduto della prestazione per la disoccupazione:

  • per carenza dei requisiti richiesti;
  • per non aver presentato la domanda entro i termini previsti (68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro).

Se, invece, la prestazione di disoccupazione è sospesa, l’accesso ai benefici non è precluso; in ogni caso, al momento della domanda di Ape sociale (o di pensione anticipata precoci), il richiedente deve aver fruito integralmente dell’indennità di disoccupazione spettante.

Per quanto riguarda il requisito dei 3 mesi di inoccupazione successivi alla conclusione della fruizione dell’indennità, questo si deve perfezionare entro la fine dell’anno di presentazione della domanda di Ape sociale (o di pensione anticipata precoci). I 3 mesi, però, non possono essere interrotti o sospesi da una nuova attività lavorativa, anche della durata di un solo un giorno, pena la perdita della possibilità di accedere all’Ape social.

note

[1] Inps Mess. 2884/2017.


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