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Se il padre si disinteressa dei figli perde l’affidamento?

18 luglio 2017


Se il padre si disinteressa dei figli perde l’affidamento?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 luglio 2017



Affido esclusivo alla madre quando il padre si disinteressa dei figli dopo la separazione.

È vero, in caso di disgregazione della coppia (sia essa spostata o meno), la regola generale impone al giudice di disporre l’affidamento condiviso dei figli a entrambi i genitori che mantengono così, su di essi, pari poteri e diritti. Ma questo può essere revocato, in favore dell’affidamento esclusivo ad uno solo dei due, quando il comportamento dell’altro è dannoso per i minori. Qualche esempio? Quando il padre è dedito all’alcol o alle droghe con instabilità umorali e crisi di rabbia che possono pregiudicare una sana crescita dei bambini. Non lo è invece il clima di alta litigiosità con l’ex coniuge o compagno se questo non si riversa sulla prole. Un’altra ipotesi in cui si perde l’affidamento condiviso è quando il padre si disinteressa dei figli. A dirlo è il Tribunale di Roma con una recente sentenza [1].

Cosa significa che «il padre si disinteressa dei figli»? Non è solo un discorso economico, consistente nel mancato versamento dell’assegno di mantenimento, ma anche una questione di carattere emotivo. Il genitore che non si presenta agli incontri settimanali, che non telefona ai figli, che non si cura di mantenere con loro degli stabili legami affettivi, partecipando ai momenti più importanti della loro crescita (gli esami scolastici, il saggio di danza, l’esibizione sportiva, la recita scolastica, la prima comunione, la laurea, ecc.) non è degno di conservare l’affidamento. E pertanto, su richiesta dell’altro genitore, il giudice può disporre l’affidamento esclusivo in favore di quest’ultimo.

I figli verranno quindi affidati alla madre quando il padre, dopo la separazione, non dà loro un sostegno economico e affettivo.

Sul punto i giudici hanno spiegato a chiare lettere che alla regola dell’affidamento condiviso si contrappone l’eccezione dell’affidamento esclusivo: all’affidamento condiviso a entrambi i genitori può, infatti, derogarsi attraverso l’affidamento dei figli ad uno solo dei genitori ove «l’affidamento all’altro sia contrario all’interesse del minore». La legge non ha indicato quali siano i casi che comportano la revoca dell’affidamento condiviso e tutto è rimesso alla valutazione del giudice, eseguita caso per caso con «provvedimento motivato».

In particolare, deve ritenersi che l’interesse del minore possa essere pregiudicato da un affidamento condiviso nel caso in cui un genitore sia indifferente nei confronti del figlio o non contribuisca al suo mantenimento ovvero proponga scelte di vita non rispettose delle esigenze e delle aspirazioni del figlio ovvero si trovi in condizioni di grave impedimento fisico o psichico o di obiettiva lontananza.

 

Cosa comporta l’affidamento esclusivo? Il genitore cui sono affidati i figli in via esclusiva, salva diversa disposizione del giudice, ha l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale su di essi … Salvo che non sia diversamente stabilito, le decisioni di maggiore interesse per i figli sono adottate da entrambi i genitori. In altri termini, l’affidamento monogenitoriale non esclude, in linea di principio ed entro determinati limiti, un esercizio congiunto della responsabilità genitoriale.

D’altro canto, la necessità di garantire l’interesse del minore e l’esigenza logica di differenziare le discipline delle due forme alternative di affidamento genitoriale consentono al giudice della separazione o del divorzio ed ora, più in generale, dei procedimenti di modulare in concreto l’ambito dei poteri-doveri spettanti al genitore non affidatario, con la conseguenza che quest’ultimo può essere escluso in tutto o in parte dall’esercizio della responsabilità genitoriale a seconda che l’affidamento esclusivo sia riconducibile a profili di inidoneità educativa ovvero di oggettivo impedimento di uno dei due genitori. Perché infatti possa estendersi l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale in capo al genitore affidatario anche alle decisioni di maggiore interesse per i figli, con conseguente limitazione dei poteri-doveri spettanti al genitore non affidatario, diventa determinante l’eventuale carenza o inidoneità educativa di quest’ultimo, non potendosi attribuire le decisioni di maggiore interesse per il minore ad entrambi i genitori quando uno dei due non abbia affatto o abbia ridotta idoneità educativa: nella fattispecie, il totale disinteresse dimostrato dal padre nei confronti dei figli consente di attribuire alla madre l’affidamento esclusivo anche con riferimento alle decisioni di maggiore interesse per la prole.

note

[1] Trib. Roma, sent. n. 11735 del 6.06.2017.


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1 Commento

  1. da “Avvenire”
    26 agosto 2015 pagina 2
    GENITORI SEPARATI, I FIGLI POSSONO VEDERE ENTRAMBI
    Gentile direttore,
    il nuovo caso di un padre separato “fuggito” col figlioletto porta in evidenza un grande problema. In una condizione di separazione dei genitori i figli minori si trovano sfortunatamente a maggiore rischio di disgregazione familiare. E hanno ancor piu bisogno di cura, di attenzione e di tempo complessivo da parte di entrambi i genitori. Bisogna fare in modo che i figli minorennis siano aiutati aa poter frequentare l’uno e l’altro proprio genitore in maniera elastica o, almeno, paritaria. Silvio Pammelati Roma

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