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Cronotachigrafo: può essere controllato dalla Polizia?

19 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 luglio 2017



Gli autisti di camion o autobus hanno il dovere di mostrare il disco che registra ore di guida e velocità. Ma si può contestare la multa?

C’è una specie di disco all’interno dei mezzi pesanti (camion o autobus) che registra il tempo dedicato dal conducente alla guida del veicolo. Si chiama cronotachigrafo. Una parola composta da termini greci che significano, in parole povere, «misura e scrittura del tempo».

Il cronotachigrafo, infatti, misura le ore (quindi il tempo) che l’autista di un mezzo pesante trascorre al volante sulla strada. C’è una normativa che impone non solo il limite giornaliero di ore di guida ma anche la velocità a cui viaggia questo mezzo pesante. Insomma, una sorta di «scatola nera» del camion o del pullman. Questo cronotachigrafo può essere controllato dalla polizia? Vediamo, intanto, di cosa stiamo parlando.

Come funziona il cronotachigrafo

Il cronotachigrafo viene installato sui veicoli commerciali ed industriali che circolano all’interno della comunità europea. E’, a tutti gli effetti, uno strumento di bordo obbligatorio per i veicoli con un peso complessivo pari a 3,5 tonnellate oppure adibiti al trasporto dei passeggeri con un numero di passeggeri superiore a nove (compreso il conducente).

Questo dispositivo consente di tracciare le ore di guida, di riposo, di lavoro e di disponibilità dei conducenti. Al suo interno, infatti, c’è un orologio che riceve degli impulsi dal sensore «kitas», il quale rileva la distanza percorsa dal veicolo in un certo arco di tempo.

In altre parole, è una sorta di «tutor» incorporato al veicolo: tanti chilometri percorsi in questo tempo a questa velocità, tante ore alla guida.

Il cronotachigrafo, però, rileva anche i guasti del veicolo, in modo da giustificare una sosta prolungata

Il cronotachigrafo digitale immagazzina in una memoria interna tutti i dati per almeno un anno.

Il dispositivo può essere controllato dalla Polizia?

Sì. La Polizia Stradale (ma anche i vigili urbani) può fare dei controlli a campione sui cronotachigrafi digitali per verificare il loro corretto funzionamento e le effettive ore di guida del conducente del mezzo. Se viene rilevata una contravvenzione, in alcuni casi viene chiamato in causa direttamente il conducente, in altri casi l’impresa.

Quando è responsabile il conducente e che cosa rischia

Se il cronotachigrafo digitale viene controllato dalla Polizia e si riscontra un’anomalia, il conducente viene direttamente chiamato in causa quando:

  • non mostra alla Polizia i dischi del cronotachigrafo: sanzione da 45 a 88 euro;
  • supera il periodo massimo giornaliero o settimanale di guida: sanzione da 143 a 570 euro;
  • ommette le pause prescritte durante il viaggio: sanzione da 143 a 570 euro;
  • non effettua il riposo obbligatorio giornaliero o settimanale: sanzione da 143 a 570 euro;
  • non porta a bordo il cronotachigrafo o ne porta uno non omologato: sanzione da 742 a 2.970 euro;
  • porta a bordo un cronotachigrafo non funzionante: sanzione da 742 a 2.970 euro;
  • non inserisce il foglio di registrazione e/o la carta del conducente: sanzione da 742 a 2.970 euro;
  • circola con un cronotachigrafo manomesso e/o con sigilli truccati o mancanti: sanzione da 1.484 a 5.940 euro;
  • non segna le ore di guida e di riposo con cronotachigrafo non funzionante: sanzione da 45 a 88 euro;
  • omette o riporta in modo irregolare dei dati sul foglio di registrazione: sanzione da 45 a 88 euro;
  • commette altre violazioni sul tachigrafo digitale: sanzione da 45 a 88 euro.

Quando è responsabile l’impresa e che cosa rischia

Non è solo il conducente a dover rispondere del cronotachigrafo controllato dalla Polizia ma non in regola. L’impresa di trasporti viene chiamata in causa quando:

  • mette in circolazione un veicolo sprovvisto di cronotachigrafo, oppure con un dispositivo non omologato, difettoso, manomesso o con un numero insufficiente di fogli di registrazione o di dati: sanzione da 713 a 2.853 euro;
  • mette in circolazione un veicolo senza che il cronotachigrafo sia stato riparato nei 15 giorni previsti da quando è stato accertato il mancato funzionamento: sanzione da 88 a 178 euro.

Quando contestare una multa per il cronotachigrafo

Appurato che il cronotachigrafo può essere controllato dalla Polizia, c’è da scoprire se ogni contestazione va pagata oppure no.

In questo ci dà una mano la Corte di Cassazione che, con una recente sentenza [1], ha messo alcuni paletti in proposito.

La Suprema Corte ci ricorda, innanzitutto, quello che viene riportato dalla legge in materia [2]. E cioè: che il verbale di contestazione «deve contenere l’indicazione del giorno, dell’ora e della località nei quali la violazione è avvenuta, delle generalità e della residenza del trasgressore e, ove del caso, l’indicazione del proprietario del veicolo, o del soggetto solidale, degli estremi della patente di guida, del tipo del veicolo e della targa di riconoscimento, la sommaria esposizione del fatto, nonché la citazione della norma violata e le eventuali dichiarazioni delle quali il trasgressore chiede l’inserzione». Se, quindi, il verbale non contenesse una di queste informazioni, lo stesso non sarebbe valido e, quindi, la multa non andrebbe pagata.

Tuttavia, nella sentenza in commento, la Cassazione conferma che il cronotachigrafo può essere controllato dalla Polizia, anche da quella municipale, poiché «risulta superata l’ulteriore censura relativa alla competenza della Polizia Municipale ad emanare i provvedimenti sanzionatori».

note

[1] Cass. sent. n. 1730/2017.

[2] Art. 383 DPR n. 495/1992.

Autore immagine: 123rf.com


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