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Tassa rifiuti: esenzioni

19 luglio 2017


Tassa rifiuti: esenzioni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 luglio 2017



Tassa rifiuti: come non pagare per una casa non abitata o quando il cassonetto della spazzatura è lontano.

Arriva una volta all’anno come le vacanze ma non è altrettanto gradita: la tassa sui rifiuti è una delle più alte che pesano sul bilancio finale di una casa e, proprio per questo, è più difficile da digerire quando il cassonetto della spazzatura è lontano da casa o l’appartamento non è abitato per gran parte dell’anno (si pensi a una casa vacanze). Senza contare i casi in cui, per via del cattivo o intermittente funzionamento del servizio di raccolta dei bidoni, si assiste al degradante spettacolo di un massiccio accumulo di sacchetti dell’immondizia ai bordi della strada, con conseguenti cattivi odori e arrivo di animali di tutti i tipi. La legge consente però di ottenere delle esenzioni sul pagamento della tassa rifiuti collegate a varie ragioni come la mancata utilizzazione dell’immobile.

Prima però di parlare delle esenzioni sulla tassa rifiuti, ricordiamo che la Tari (questo è il nome della tassa in commento) deve essere pagata da chi occupa oppure detiene gli immobili a qualsiasi titolo (sia esso proprietario o locatario). Solo per gli utilizzi di breve durata (quelli, cioè, che non superano i sei mesi, come nel caso di appartamento per le vacanze estive) il pagamento spetta solo al proprietario dell’immobile. In caso di comproprietà dell’immobile (come nel caso di coniugi in comunione), la responsabilità è di entrambi (cosiddetta solidale).

La disciplina della Tari dipende dai regolamenti comunali adottati da ciascuna amministrazione per cui, per ottenere una riduzione sul pagamento dell’imposta sulla spazzatura è sempre bene informarsi presso l’ente locale ove è situato l’immobile.

Della possibilità di ottenere sconti ed esenzioni sulla Tari abbiamo già parlato abbondantemente in queste pagine e, più nel dettaglio, all’interno delle seguenti guide: Tassa rifiuti, come pagare meno e Tari, come ottenere esenzioni e riduzioni.

Quali sconti sulla Tari?

Prima di addentrarci nei singoli casi in cui è possibile l’esenzione o la riduzione dell’imposta sui rifiuti elenchiamo qui di seguito tutti i principali sconti previsti dalla normativa:

  • sconto per compostaggio: alcuni Comuni prevedono una riduzione dell’imposta rifiuti del 10% per chi ricicla gli scarti organici, facendo uso dei contenitori per la creazione del compost;
  • tessera a punti: diversi Comuni rilasciano una tessera magnetica per la raccolta punti. Al raggiungimento di un determinato punteggio si può ottenere uno sconto sulla Tari. L’accredito dei punti avviene sulla base del comportamento virtuoso dell’utente nel momento in cui porta i propri rifiuti nei luoghi di riciclo comunali: i rifiuti vengono visionati e, a seconda del peso e del materiale conferito, viene assegnato un punteggio, caricato sulla tessera;
  • mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti: se il Comune non cura, per un determinato periodo, il servizio di ritiro dei rifiuti, l’utente ha diritto a uno sconto fino all’80% della tariffa Tari;
  • esecuzione del servizio di gestione dei rifiuti in grave violazione della disciplina di riferimento: anche qualora siano commesse rilevanti violazioni nell’effettuazione del servizio, sia della normativa generale, che di quella comunale, il contribuente ha diritto a una riduzione fino all’80% dell’imposta;
  • interruzione del servizio per motivi sindacali, o per imprevedibili impedimenti organizzativi, che abbia causato una situazione dannosa o pericolosa per l’ambiente e le persone, riconosciuta dall’autorità sanitaria: anche in quest’ipotesi, non si potrà imporre al contribuente una tariffa più elevata del 20% di quella intera (lo sconto è, quindi, anche in questo caso, dell’80%);
  • punto di raccolta lontano dalla zona servita: laddove il cassonetto della spazzatura sia collocato in una posizione non agevole rispetto all’abitazione, il contribuente avrà diritto a una tariffa ridotta, pari ad un massimo del 40% rispetto a quella integrale.

I Comuni possono poi prevedere ulteriori riduzioni ed agevolazioni come nei seguenti casi:

  • abitazioni occupate da una sola persona;
  • casa vacanza: abitazioni cioè soggette ad un utilizzo discontinuo, limitato o stagionale e che, per gran parte dell’anno, restano inutilizzate e prive di occupanti. In tale ipotesi la ragione dell’esenzione dal pagamento dell’imposta sulla spazzatura si giustifica sulla base della minore produzione di rifiuti che l’immobile determina;
  • immobili occupati da soggetti che risiedono o dimorano all’estero, per oltre sei mesi all’anno;
  • fabbricati rurali ad uso abitativo;
  • immobili detenuti da Onlus ed enti assimilabili;
  • locali di culto;
  • locali commerciali la cui attività esercitata ha subito una forte riduzione a causa dell’apertura di cantieri pubblici;
  • nuclei familiari in condizioni disagiate;
  • situazioni di grave disagio per l’utenza;
  • contribuenti che smaltiscono una parte dei rifiuti in proprio, conformemente alla normativa, oppure che abbiano realizzato interventi tecnico-organizzativi comportanti una minore produzione di rifiuti.

Esenzione Tari per immobile non utilizzato

Uno dei più tipici casi di esenzione dalla tassa rifiuti riguarda quello dell’immobile non utilizzato nel corso dell’anno. In proposito, però, la Cassazione ha di recente precisato [1] che, per non pagare la Tari non è sufficiente dimostrare la semplice situazione «di fatto», ossia lo stato di non occupazione dell’immobile. È necessario al contrario che la non utilizzazione della casa sia indicata dal contribuente nella denuncia originaria o di variazione.

In base all’attuale normativa [2], la Tari è dovuta per il solo fatto della detenzione immobiliare, sicché le deroghe ammesse non operano per la mera situazione di fatto, ma soltanto ove questa sia indicata dal contribuente nella denuncia originaria o di variazione [3]. Del resto, la legge parla chiaro [4]: la tassa sui rifiuti non è dovuta per le abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo a condizione che tale destinazione sia specificata nella denuncia originaria o di variazione indicando l’abitazione di residenza e l’abitazione principale e dichiarando espressamente di non voler cedere l’alloggio in locazione o in comodato.

Risultato: la Tari è dovuta per il semplice fatto che la casa sia occupata o semplicemente posseduta a prescindere da quella che in realtà sia la situazione di fatto per il diverso uso che se ne possa fare. Tutte le volte in cui il contribuente vuole ottenere l’esenzione dalla tassa rifiuti ne dovrà informare il Comune con una variazione adeguata che gli possa consentire l’esonero in presenza di unità immobiliari che non producono spazzatura.

Esenzione Tari per cassonetto della spazzatura lontano da casa

Tutte le volte che il centro di raccolta dei rifiuti è distante dall’immobile al quale si riferisce la Tari o lo stesso non è facilmente raggiungibile (si pensi a un cassonetto situato in un luogo distante solo pochi metri, ma diviso da una strada ad alta velocità, che richiede quindi di fare un giro più lungo), è possibile ottenere una riduzione sulla tassa rifiuti. Lo sconto, che può arrivare fino al 40%, viene determinato dal Comune che potrà indicare anche la distanza minima oltre la quale scatta lo sconto. Sul punto la Commissione Tributaria Regionale di Perugia [4] ha già fornito un valido precedente, stabilendo il diritto del contribuente a un taglio dell’imposta per il cassonetto distante di oltre 300 metri a partire dall’imbocco della strada privata. Maggiori approfondimenti in: Riduzione tassa rifiuti se il cassonetto è lontano da casa.

Esenzione Tari se la spazzatura non viene ritirata

Tutte le volte in cui vi sono gravi disservizi nel servizio di raccolta della spazzatura è possibile ottenere uno sconto dell’80% dal pagamento dell’imposta rifiuti. Di recente la questione è stata affrontata dalla Ctp di Vibo Valentia [5] che ha riconosciuto il diritto del contribuente all’esenzione proprio per via della situazione di degrado che si era venuta a creare a seguito dell’accumulo dei sacchetti dell’immondizia ai margini della strada. Per ottenere lo sconto sulla tassa sui rifiuti, bisogna documentare l’effettivo blocco della gestione del servizio rifiuti: si può fare producendo una serie di fotografie e/o un’attestazione dell’Asl sul degrado igienico sanitario dell’area. Maggiori informazioni su Tassa rifiuti: si può avere uno sconto?

note

[1] Cass. ord. n. 15044/2017 del 16.06.2017.

[2] Art. 62, co. 2, dlgs n.507/1993.

[3] Cass. sent. n. 3772/2013.

[4] CTR Perugia sent. n. 235/14.

[5] Ctp Vibo Valentia sent. n. 931/2/2016.


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1 Commento

  1. Sono un artigiano del legno,nel 2004 ho comprato un bruciatore a norma di legge per lo smaltimento dei rifiuti dell’azienda è ho presentato domanda al comune per lo sgravio della tarus.In base alla documentazione il comune mi ha scritto il ruolo solo per l’ufficio.Di recente il comune ha dato mandato a una ditta esterna, la quale non vuole accettare nè la mia documentazione nè quella del comune e pretende l’intero pagamento della tarus dal 2012. Cosa posso fare?

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