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Impugnare una cartella di pagamento se il destinatario non c’è

19 luglio 2017


Impugnare una cartella di pagamento se il destinatario non c’è

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 luglio 2017



Come contestare la cartella di pagamento emessa da Agenzia Entrate Riscossione per vizi di forma e di sostanza relativi alla notifica.

Hai ricevuto un sollecito di pagamento parte di Agenzia Entrate Riscossione oppure preavviso di fermo auto o di ipoteca ma non ricordi di aver mai firmato alcunché al postino prima di tale momento? Hai subito, dall’oggi al domani, un pignoramento del conto corrente, dello stipendio o della pensione senza che ti sia mai stata notificata una cartella di pagamento? Le ipotesi sono due: o la cartella è stata consegnata a un familiare convivente che si è dimenticato di dartela oppure il postino, non trovando nessuno in casa, l’ha depositata in Comune. Avendo perso la possibilità di contestare la richiesta di pagamento, ti chiederai probabilmente se è possibile impugnare una cartella di pagamento se il destinatario non c’è. La risposta è affermativa, ma a determinate condizioni di cui ci occuperemo nel corso del presente articolo.

Per ricevere la cartella il convivente deve essere un familiare

La notifica a un familiare convivente

Se il destinatario della cartella di pagamento non è a casa al momento dell’arrivo del postino o del messo notificatore, quest’ultimo può consegnare il plico a un familiare convivente. Non bisogna identificare il nome e cognome del suddetto soggetto ma basta l’indicazione del rapporto di parentela (ad es. «padre del destinatario», «zia del destinatario», ecc.).

La notifica al familiare convivente è illegittima se questi ha meno di 14 anni o non è in condizioni di intendere e volere. In tali casi la cartella non si considera mai pervenuto al destinatario il quale potrà così impugnare il successivo fermo, ipoteca, pignoramento o sollecito di pagamento.

Affinché la notifica sia valida devono ricorrere il soggetto che riceve la cartella deve essere contemporaneamente:

  • un familiare;
  • un convivente.

Pertanto, la notifica della cartella di Agenzia Entrate Riscossione è illegittima se:

  • consegnata a un convivente che non sia legato da rapporti di familiarità: si pensi a un partner o a una persona con cui si dividono le spese dell’affitto;
  • consegnata a un familiare che non convive in modo stabile con il destinatario ma si trova solo occasionalmente nel suo domicilio;
  • consegnata a un familiare in un luogo diverso da quello in cui vive il destinatario effettivo: si pensi al caso dei genitori del contribuente che vivono nell’appartamento accanto o in quello di sotto e, in assenza del figlio, firmino le raccomandate per conto di questi. A tale conclusione è giunta più volte la Cassazione [1] (leggi Notifica nulla se l’atto lo prende un familiare che non convive con il destinatario). Secondo il pensiero della Corte, in caso di notifica effettuata a mani di un familiare del destinatario, non si può presumere che tra i due vi sia un rapporto di convivenza stabile se gli stessi vivono in luoghi diversi e la notifica sia stata eseguita nella residenza del familiare, diversa da quella del destinatario dell’atto. Insomma, in questi casi manca il presupposto della “frequentazione quotidiana” per potersi considerare valida la notifica.

Il contribuente deve sempre poter risalire a chi ha ricevuto la cartella di pagamento per conto suo tramite un accesso agli atti amministrativi. Pertanto, secondo la Cassazione [2], la notifica effettuata tramite consegna del plico a persona convivente con il destinatario è nulla se questa è difficilmente identificabile perché per esempio la sua firma è illeggibile o perché manca l’indicazione del rapporto di parentela (leggi Notifica a persona convivente: quando è nulla).

Attenzione: a differenza di quanto avviene con le raccomandate ordinarie, in caso di atti giudiziari e cartelle di pagamento notificate al familiare convivente il postino non è tenuto a inviare all’effettivo destinatario la seconda raccomandata informativa (la cosiddetta Can, «comunicazione di avvenuta notifica»). Per cui se il familiare che ha ritirato l’atto non lo consegna al contribuente e quest’ultimo non ne viene mai a conoscenza non può fare opposizione. Si tratta certamente di una stortura legislativa che, sebbene alcuni giudici hanno tentato di superare (leggi Notifica nulla al convivente senza informazione al destinatario), ad oggi non è stata superata dal legislatore o dalla Corte Costituzionale. Il che è certamente una lacuna nella tutela del contribuente. Di tanto abbiamo già parlato nell’articolo Cartella di pagamento: è valida se data al convivente?

La notifica al Comune

Se né tu, né i tuoi familiari ricordano di aver mai firmato nulla al postino, ciò non significa per forza che nessuno abbia mai provato a notificarti la cartella di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione. La legge, infatti, consente di ritenere ugualmente consegnato l’atto che invece, di fatto, non lo è stato per «irreperibilità» del destinatario o sua «momentanea assenza». L’irreperibilità si verifica quando, dall’anagrafe, risulta che la residenza del destinatario sia fissata presso un determinato luogo ma, una volta giunto sul posto, il postino si accorge che questi non vive più là. Al contrario l’assenza momentanea si ha quando dal citofono e dal campanello il contribuente risulta effettivamente residente in quel luogo, ma non è al momento a casa (magari è al lavoro, con gli amici o in vacanza).

Ebbene, che succede se vivi da solo e sei stato fuori casa per qualche mese o non hai potuto ritirare la posta perché ricoverato in ospedale per una settimana? Il postino, in questi casi, esegue la notifica rispettando i seguenti passaggi:

  • immette nella cassetta delle lettere del destinatario un avviso in cui gli comunica il tentativo di consegna della cartella di pagamento;
  • deposita la cartella presso la Casa Comunale dove rimane in giacenza per 30 giorni;
  • gli spedisce una seconda raccomandata con cui lo avvisa della possibilità di ritirare la cartella presso il Comune (cosiddeta Cad, «comunicazione di avvenuto deposito»).

Se queste formalità non vengono rispettate, la notificazione della cartella di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione è nulla.

Che fare se hai il sospetto che non ti sia stata notificata la cartella?

Potrebbe succedere che, dopo aver letto l’estratto di ruolo di Agenzia Entrate Riscossione, ti accorgi dell’esistenza di un debito di cui non ricordi di aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. A questo punto i passi da fare per difendersi sono:

  • controllare che nessun familiare abbia mai ricevuto per conto tua una cartella di pagamento e si sia dimenticato di dirtelo;
  • verificare che nella cassetta della posta non sia mai stato depositato qualche avviso di raccomandata da te non ritirata;
  • presentare una richiesta di «accesso agli atti amministrativi», presso gli uffici di Agenzia Entrate Riscossione e verificare che tutta la procedura di notifica sia stata svolta correttamente. In pratica, bisogna accertarsi che il postino abbia tentato di consegnarti la cartella di pagamento e che, in difetto, l’abbia depositata presso la Casa Comunale, spedendoti una seconda raccomandata la quale deve essere stata firmata da te o da familiare convivente.

Se non è stata rispettata una delle predette forme la notifica della cartella di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione si considera nulla e, insieme ad essa, tutti gli atti conseguenti come fermi auto, pignoramenti e ipoteche.

note

[1] Cass. ord. n. 26189 de 21.11.2013.

[2] Cass. sent. n. 14119/2013.

[2] Cass. sent. n. 24527/2008.

[3] Art. 156 cod. proc. civ.

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