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Come sospendere la cartella di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione

19 luglio 2017


Come sospendere la cartella di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 luglio 2017



La sospensione delle cartelle pazze va richiesta entro 60 giorni dalla notifica; in caso di silenzio per oltre 220 giorni l’istanza si considera accolta.

Chi ha letto la nostra guida sulla Sospensione della cartella di pagamento sa certamente che, in caso di cartelle esattoriali illegittime, è possibile ricorrere sia al giudice che direttamente ad Agenzia Entrate Riscossione per chiederne la sospensione. Le stesse regole, difatti, sino ad oggi stabilite per Equitalia sono ancora valide per il nuovo ente pubblico che si cura, dal 1° luglio 2017, della riscossione esattoriale. In particolare, un procedura speciale, meglio nota come «cartelle pazze» – introdotta dalla legge di stabilità del 2013 [1] per come modificata un paio di anni fa [2] – consente al contribuente, destinatario di una pretesa di pagamento prescritta, errata o infondata, di difendersi da solo, senza bisogno di giudici o avvocati. Per come meglio illustreremo in questo articolo dedicato appunto alla sospensione della cartella di pagamento, tutto si realizza attraverso la presentazione un’istanza all’Agente della Riscossione in cui il contribuente richiede di mettere in stand by la cartella in attesa che sulla stessa vengano eseguiti dei controlli più accurati.

La sospensione della cartella di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione mette al sicuro da eventuali pignoramenti, fermi o ipoteche i quali, dal momento di deposito dell’istanza fino al momento della decisione, non possono essere adottati (e, se emessi, sono illegittimi). Inoltre, se alla richiesta non fa seguito entro 220 giorni un risposta (sia in senso positivo che negativo), l’istanza si considera accolta, la carella definitivamente annullata e il contribuente è definitivamente libero dall’obbligo di pagare.

Ma procediamo con ordine e vediamo come sospendere la cartella di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione.

Se non arriva la risposta entro 220 giorni la cartella è automaticamente annullata

Quando è possibile chiedere la sospensione della cartella?

Non è possibile chiedere la sospensione della cartella di pagamento per qualsiasi motivo. La legge indica gli specifici vizi per i quali l’istanza può essere accolta. In particolare essi sono:

  • se il diritto di credito dell’ente titolare è caduto in prescrizione o decadenza. Sia la prescrizione che la decadenza devono essere intervenute prima del momento in cui il ruolo è stato reso esecutivo. In altre parole non è possibile presentare la domanda di sospensione se, dopo la notifica della cartella, l’Agente della Riscossione non si è più mosso facendo prescrivere il proprio credito; è invece possibile presentare l’istanza se la prescrizione era anteriore alla notifica della stessa cartella;
  • se l’ente creditore aveva emesso un provvedimento di sgravio del tributo o della sanzione e, ciò nonostante, la cartella è stata ugualmente notificata;
  • se comunque l’ente creditore aveva già emesso un provvedimento di sospensione della propria richiesta di pagamento prima della notifica della cartella;
  • se a sospendere la richiesta di pagamento era stato il giudice prima della notifica della cartella;
  • se era intervenuta una sentenza ad annullare in tutto o in parte la pretesa di pagamento dell’ente creditore, sempre che nella l’Agente per la riscossione non ha preso parte
  • se, prima dell’emissione della cartella, il contribuente aveva già pagato il debito in favore dell’ente creditore.

Volendo sintetizzare e semplificare i casi in cui chiedere la sospensione della cartella di pagamento eccoli di seguito riformulati:

  • pagamento effettuato prima della formazione del ruolo;
  • provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore;
  • prescrizione o decadenza intervenute prima della data in cui il ruolo è stato reso esecutivo;
  • sospensione amministrativa (dell’ente creditore) o giudiziale;
  • sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emessa in un giudizio al quale l’Agenzia delle entrate-Riscossione (fino al 30 giugno 2017 Equitalia) non ha preso parte.

Entro quanto tempo si può chiedere la sospensione della cartella?

Per chiedere la sospensione della cartella di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione devi attivarti entro e non oltre 60 giorni dalla notifica della cartella medesima. Entro tale termine devi cioè presentare l’istanza nei termini che chiariremo più avanti. Ne consegue che la richiesta di sospensione della cartella di pagamento non può essere fatta tutte le volte in cui il vizio lamentato è quello della mancata notifica della cartella stessa. In tal caso il contribuente dovrà ricorrere al giudice, impugnando l’estratto di ruolo entro 60 giorni dalla consegna dello stesso.

Come chiedere la sospensione della cartella?

Per presentare la domanda di sospensione della cartella di pagamento devi compilare un’apposita richiesta compilando un modulo che fa sotto il nome di «modello SL1»; lo puoi scaricare cliccando qui. In alternativa lo puoi trovare online dal sito di Agenzia Entrate Riscossione oppure si può ritirare presso gli sportelli.

Nel modulo devi spiegare i motivi per cui ritieni di non dover pagare. Dovrai quindi, oltre ad elencare le motivazioni, allegare anche gli eventuali documenti che dimostrano che ciò che dici è vero: ad esempio la ricevuta che attesta il pagamento già avvenuto, il provvedimento di sgravio o la sentenza a te favorevole.

Al modulo dovrai allegare copia di un documento di identità.

La domanda non può essere ripetuta in caso di rigetto.

Ferma restando la responsabilità penale, il contribuente che produce documentazione falsa è punito con la sanzione amministrativa che va dal 100 al 200 per cento delle somme dovute, con un importo minimo di 258 euro.

 

Dove presentare la richiesta di sospensione della cartella?

Puoi presentare la domanda allo sportello dell’Agenzia delle entrate-Riscossione (fino al 30 giugno 2017 Equitalia) oppure on-line con il servizio «Sospensione» (Invia la richiesta on-line).

In alternativa puoi inviare la richiesta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno ai recapiti che trovi indicati nella cartella oppure via e-mail agli indirizzi indicati nel modulo.

Cosa succede dopo la presentazione della richiesta di sospensione?

L’Agenzia delle Entrate Riscossione la trasmette all’ente titolare del credito.

Se il contribuente non riceve una risposta alla alla richiesta di sospensione entro 220 giorni, il debito viene automaticamente annullato. L’annullamento non opera in presenza di motivi diversi da quelli sopra indicati.

Se i documenti inviati non sono idonei a dimostrare che il pagamento non è dovuto, l’ente creditore ti informa del rigetto della richiesta che hai presentato e comunica all’Agenzia di riprendere le attività di riscossione.

Facciamo un esempio. Immaginiamo di ricevere una cartella di pagamento, da parte di Agenzia Entrate Riscossione, per il mancato pagamento di un bollo auto. Tu però hai pagato e hai conservato la ricevuta di versamento. Pertanto la richiesta della è errata e, di conseguenza, lo è anche la cartella. Puoi fare ricorso al giudice o andare alla Regione per chiedere lo sgravio. Tuttavia, l’Agenzia delle entrate-Riscossione è tenuta per legge ad andare avanti con le procedure di riscossione finché l’ente creditore non le trasmette il provvedimento di annullamento del debito. Così, ti puoi rivolgere direttamente all’Agenzia Entrate Riscossione e chiedere a quest’ultima, con la procedura appena illustrata, di sospendere la cartella di pagamento e correggere l’errore. A questo punto l’Agenzia si confronta con la Regione per verificare se il pagamento è davvero avvenuto.

I crediti contestati sono annullati di diritto decorsi 220 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione all’Agente della riscossione, nel caso l’ente creditore non invii al debitore la comunicazione – che conferma la pretesa debitoria o dichiara inidonea la documentazione prodotta – e ove manchino i successivi flussi informativi all’Agente della riscossione. L’annullamento non opera in presenza di motivi diversi da quelli sopra, ovvero nei casi di sospensione giudiziale o amministrativa o di sentenza non definitiva di annullamento del credito.

note

[1] L. 228/2012 (legge di Stabilità 2013) art. 1 co. da 537 a 543.

[2] L. n. 159/2015.


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1 Commento

  1. Buongiorno,
    io vivo e sono residente in India dal 1998, due giorni fa (01/06/2018) ho ricevuto una lettera dall’Agenzia delle entrate Riscossione datata 26/07/2017, che mi invita a pagare una multa del 2003, che era di 136.50 euro ed ora diventata di 388.94 euro, data di notifica
    15/01/2008. Io non ho mai ricevuto altri avvisi negli anni precedenti riguardo a questa multa, e non avevo nemmeno una macchina di mia proprietà’ a quel tempo in Italia. Che devo fare ?
    Cordiali saluti

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