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Telefono/Adsl: contratto non attivabile durante il periodo di recesso

19 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 luglio 2017



Telecom, Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali: attenzione ai contratti conclusi a distanza (on line o per telefono) e al rispetto del termine per il diritto di ripensamento.

L’Antitrust ha sanzionato Telecom, Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali: le compagnie telefoniche davano esecuzione ai contratti conclusi a distanza per l’attivazione della linea telefonica/Adsl o della procedura di migrazione da altro operatore, durante il periodo di 14 giorni previsto per l’esercizio del diritto di recesso.

Tale condotta viola il codice del consumo qualora l’attivazione anticipata (durante il periodo di 14 giorni previsto per il diritto di ripensamento) non sia stata espressamente richiesta dal cliente.

Il codice del consumo prevede infatti che l’esecuzione del contratto durante il periodo di recesso sia sottratta alla sfera decisionale delle aziende; essa rappresenta un’opzione rimessa alla decisione del solo consumatore che, qualora interessato, dovrà farne espressa richiesta, senza che la conclusione del contratto possa in alcun modo essere condizionata dall’assenza di tale volontà.
In tutti e 5 i casi (Telecom, Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali) l’Autorità ha accertato l’adozione da parte degli operatori di almeno tre condotte illecite in violazione dei requisiti informativi e formali fissati dalla legge:

  1. l’assenza dell’informativa richiesta dal codice del consumo, nel sito web e nelle condizioni generali di contratto, sia in merito al regime dei costi praticato nel caso di esecuzione anticipata del contratto e di successivo recesso del consumatore, sia in merito alla circostanza che eventuali costi sono dovuti solo nel caso in cui l’anticipazione sia stata espressamente richiesta dal consumatore;
  2. la conclusione di contratti online, al telefono o fuori dei locali commerciali procedendo all’avvio delle c.d. procedure di provisioning di attivazione di una nuova linea fissa o di migrazione da altro operatore in assenza dell’autonoma richiesta esplicita del consumatore prevista dalla normativa e, in ogni caso, senza metterlo nella condizione di poter liberamente scegliere tale opzione e di poter concludere il contratto a distanza o fuori dei locali commerciali in assenza di tale volontà;
  3. in caso di esercizio del diritto di ripensamento, l’addebito o la previsione di costi non dovuti in assenza della predetta informativa e/o della richiesta esplicita.

Obblighi informativi prima della conclusione del contratto a distanza

Prima che il consumatore sia vincolato da un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali o da una corrispondente offerta, il professionista fornisce al consumatore le informazioni seguenti, in maniera chiara e comprensibile:

  1. le caratteristiche principali dei beni o servizi, nella misura adeguata al supporto e ai beni o servizi;
  2.  l’identità del professionista;
  3. l’indirizzo geografico dove il professionista è stabilito e il suo numero di telefono, di fax e l’indirizzo elettronico, ove disponibili, per consentire al consumatore di contattare rapidamente il professionista e comunicare efficacemente con lui e, se applicabili, l’indirizzo geografico e l’identità del professionista per conto del quale agisce;
  4.  se diverso, l’indirizzo geografico della sede del professionista a cui il consumatore può indirizzare eventuali reclami e, se applicabile, quello del professionista per conto del quale agisce;
  5. il prezzo totale dei beni o dei servizi comprensivo delle imposte o, se la natura dei beni o servizi comporta l’impossibilità di calcolare ragionevolmente il prezzo in anticipo, le modalità di calcolo del prezzo e, se del caso, tutte le spese aggiuntive di spedizione, consegna o postali e ogni altro costo oppure,qualora tali spese non possano ragionevolmente essere calcolate in anticipo, l’indicazione che tali spese potranno essere addebitate al consumatore; nel caso di un contratto a tempo indeterminato o di un contratto comprendente un abbonamento, il prezzo totale include i costi totali per periodo di fatturazione; quando tali contratti prevedono l’addebitamento di una tariffa fissa, il prezzo totale equivale anche ai costi mensili totali; se i costi totali non possono essere ragionevolmente calcolati in anticipo, devono essere fornite le modalità di calcolo del prezzo;
  6. il costo dell’utilizzo del mezzo di comunicazione a distanza per la conclusione del contratto quando tale costo è calcolato su una base diversa dalla tariffa di base;
  7. le modalità di pagamento, consegna ed esecuzione, la data entro la quale il professionista si impegna a consegnare i beni o a prestare i servizi e, se del caso, il trattamento dei reclami da parte del professionista;
  8. in caso di sussistenza di un diritto di recesso, le condizioni, i termini e le procedure per esercitare tale diritto conformemente nonché il modulo tipo di recesso;
  9. se applicabile, l’informazione che il consumatore dovrà sostenere il costo della restituzione dei beni in caso di recesso e in caso di contratti a distanza qualora i beni per loro natura non possano essere normalmente restituiti a mezzo posta;
  10.  che, se il consumatore esercita il diritto di recesso dopo aver presentato una richiesta di esecuzione anticipata del contratto (durante i 14 giorni), egli è responsabile del pagamento al professionista di costi ragionevoli;
  11. se non è  previsto un diritto di recesso, l’informazione che il consumatore non beneficerà di un diritto di recesso o, se del caso, le circostanze in cui il consumatore perde il diritto di recesso;
  12. un promemoria dell’esistenza della garanzia legale di conformità per i beni;
  13. se applicabili, l’esistenza e le condizioni dell’assistenza postvendita al consumatore, dei servizi postvendita e delle garanzie commerciali;
  14.  l’esistenza di codici di condotta pertinenti;
  15. la durata del contratto, se applicabile, o, se il contratto è a tempo indeterminato o è un contratto a rinnovo automatico, le condizioni per recedere dal contratto;
  16.  se applicabile, la durata minima degli obblighi del consumatore a norma del contratto;
  17. se applicabili, l’esistenza e le condizioni di depositi o altre garanzie finanziarie che il consumatore è tenuto a pagare o fornire su richiesta del professionista;
  18. se applicabile, la funzionalità del contenuto digitale, comprese le misure applicabili di protezione tecnica;
  19.  qualsiasi interoperabilità pertinente del contenuto digitale con l’hardware e il software, di cui il professionista sia a conoscenza o di cui ci si può ragionevolmente attendere che sia venuto a conoscenza, se applicabile;
  20. se applicabile, la possibilità di servirsi di un meccanismo extra-giudiziale di reclamo e ricorso cui il professionista è soggetto e le condizioni per avervi accesso.

Se l’azienda non adempie agli obblighi di informazione sulle spese aggiuntive o gli altri costi o sui costi della restituzione dei beni, il consumatore non deve sostenerli.

Divieto di esecuzione del contratto durante il periodo di recesso

Il consumatore dispone di un periodo di quattordici giorni per recedere da un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali senza dover fornire alcuna motivazione e senza dover sostenere costi.

Durante tale periodo, la compagnia telefonica non può attivare il contratto, a meno che non lo richieda espressamente l’operatore.

È quindi illegittima la conclusione di contratti online, al telefono o fuori dei locali commerciali procedendo all’avvio delle procedure di attivazione di una nuova linea fissa o di migrazione da altro operatore in assenza dell’autonoma richiesta esplicita del consumatore prevista  dalla legge e, in ogni caso, senza metterlo nella condizione di poter liberamente scegliere tale opzione e di poter concludere il contratto a distanza o fuori dei locali commerciali in assenza di tale volontà.

Costi recesso

Il consumatore che esercita il diritto di recesso dopo aver presentato una richiesta di esecuzione anticipata (prima del decorso dei 14 giorni) deve versare all’azienda un importo proporzionale a quanto è stato fornito fino al momento in cui il consumatore ha informato il professionista dell’esercizio del diritto di recesso, rispetto a tutte le prestazioni previste dal contratto. L’importo proporzionale che il consumatore deve pagare al professionista eè calcolato sulla base del prezzo totale concordato nel contratto.

Tuttavia, il consumatore non sostiene alcun costo per:

1. la prestazione di servizi, quando non sono messi in vendita in un volume limitato o in quantità determinata, durante il periodo di recesso quando:

  • il professionista ha omesso di fornire le informazioni precontrattuali;
  • il consumatore non ha espressamente chiesto che la prestazione iniziasse durante il periodo di recesso;

2. la fornitura, in tutto o in parte, del contenuto digitale che non è fornito su un supporto materiale quando:

  • il consumatore non ha dato il suo previo consenso espresso circa l’inizio della prestazione prima della fine del periodo di quattordici giorni;
  • il consumatore non ha riconosciuto di perdere il diritto di recesso quando ha espresso il suo consenso; oppure
  • il professionista ha omesso di fornire la conferma del contratto concluso.
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