HOME Articoli

Lo sai che? Come calcolare gli interessi riconosciuti in una sentenza?

Lo sai che? Pubblicato il 21 luglio 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 21 luglio 2017

Gli interessi dovuti – riconosciuti in sentenza – vanno sommati al capitale per la capitalizzazione annuale?

Nel quesito posto viene richiesto se è corretto il riconoscimento della sommatoria degli interessi dovuti (Z + Q + K) sulla sorte capitale riconosciuta in sentenza, presumibilmente derivante da liquidazione di parcella di professionista, con applicazione della capitalizzazione composta (cosiddetto interesse su interesse):

Z = interessi [1];

Q = tasso dato dalla differenza tra il tasso ufficiale di sconto stabilito dalla Banca d’Italia e il saggio di rendimento dei titoli di Stato;

K = interessi legali

C = capitale

n = numero di anni

Formula per calcolo somma da richiedere = C x (1+Z+Q+K)^n.

A tal fine è opportuno precisare che, nel nostro ordinamento [2] è vietato l’anatocismo e, quindi, il calcolo di interessi su interessi. È ammesso nell’ordinamento, secondo una regola generale, solo il riconoscimento degli interessi semplici: data una somma di capitale pari a 100 (C) e un tasso di interesse del 5% (i) su un periodo di 3 anni (n), potrà essere riconosciuto solo un interesse pari a 15 (= 100 x 5% x 3).

Per maggiore chiarezza espositiva, pur non conoscendo il testo della sentenza, appare altresì dubbio il riconoscimento, sulla sorte capitale, della sommatoria di tre distinte tipologie di interessi come prospettato dalla lettrice. Trattandosi probabilmente di liquidazione di compenso professionale, nel suo caso potranno essere riconosciuti gli interessi applicati secondo il principio in base al quale il pagamento a saldo della specifica deve farsi non oltre i sessanta giorni dalla consegna della stessa; dopo di che sulle somme dovute e non pagate decorrono a favore del professionista ed a carico del committente gli interessi legali ragguagliati al tasso ufficiale di sconto stabilito dalla Banca d’Italia. Dal 1° gennaio 2004 la Banca d’Italia non determina più il tasso ufficiale di riferimento, in sostituzione del quale occorre fare riferimento al tasso minimo di rifinanziamento per le operazioni a tasso variabile determinato dalla Banca Centrale Europea.

Quanto detto trova, tuttavia, applicazione solo con riferimento agli incarichi formalizzati dopo l’8 agosto 2002, mentre per gli incarichi in data precedente, si continueranno ad applicare gli interessi ragguagliati al tasso ufficiale di sconto. E infatti, il 9 ottobre 2002 è stato varato il Decreto Legislativo n. 231 in attuazione della Direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, comprese le prestazioni di servizi. In seguito a tale attuazione si sono avute importanti variazioni:

  1. il pagamento a saldo della specifica deve farsi non oltre i 30 giorni (non più 60) dal ricevimento da parte del debitore della fattura o della proposta di notula (o dall’espletamento del servizio quando la data di ricevimento non è certa);
  2. gli interessi per il ritardato pagamento non sono più ragguagliati al tasso ufficiale di sconto stabilito dalla Banca d’Italia, bensì al saggio di riferimento della Banca Centrale Europea maggiorato di 7 punti.

Oltre agli interessi di cui sopra, al professionista che dimostra di avere subìto un danno maggiore, spetta il risarcimento dello stesso e altresì la rivalutazione monetaria per la diminuzione di valore del suo credito [3], nel caso di prestazioni svolte con prestazioni di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato. Ciò però deve necessariamente essere richiesto e provato dal creditore in giudizio (non può sussistere automaticamente) e riconosciuto nella sentenza di condanna.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Paolo Florio

note

[1] Art. 9 n. n. 143 dello 02.03.1949.

[2] Art. 1283 cod. civ.

[3] Corte Cost. ord. n. 65 del 10.05.1978.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI