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Condanna per appropriazione indebita

20 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 luglio 2017



La condanna per appropriazione indebita può oscillare da 15 giorni a tre anni di reclusione oltre alla multa.

Chi commette il delitto di appropriazione indebita sarà sottoposto ad un processo penale e, se ritenuto colpevole dal giudice, subirà la condanna ad una pena che, secondo la legge, va da 15 giorni a tre anni di reclusione (in caso di appropriazione indebita semplice) o fino a quattro anni di reclusione (in caso di appropriazione indebita aggravata). In quest’ultimo caso, infatti, la pena può essere aumentata (dal giudice) fino ad un terzo. Ma cominciamo a capire quando si può parlare di delitto di appropriazione indebita.

Cos’è l’appropriazione indebita

Il reato di appropriazione indebita [1], benché  molto simile a quello di furto (in entrambi i casi, il reo ottiene una cosa, non sua, a danno di un terzo), si  caratterizza per una notevole differenza: mentre nel caso del furto, il ladro sottrae il bene ad un terzo che ne ha il possesso (o la proprietà), nel caso di appropriazione indebita il reo è già in possesso del bene altrui e decide di non restituirlo, come se ne fosse il proprietario.

Cerchiamo di capire la differenza con qualche esempio.

Il soggetto che si avvicina a te mentre stai camminando e ti porta via la borsa sta compiendo un furto, in quanto si impossessa di un bene, non suo, sottraendolo fisicamente a te che ne avevi il possesso.

Compie, invece, appropriazione indebita (in quanto trattiene un bene non suo che, però, era già nella sua disponibilità:

  • l’avvocato che trattenga per sé somme di denaro riscosse in nome e per conto del proprio cliente;
  • il possessore di una macchina in leasing che decida di non restituirla, senza giustificazione;
  • l’amministratore di condominio che è in possesso delle somme condominiali e che decida di non cederle al nuovo amministratore;
  • un amico a cui hai prestato l’auto e che decide di non restituirtela.

In tutti questi casi, il colpevole si è appropriato del denaro o di una cosa mobile altrui di cui aveva già il possesso o la detenzione (senza bisogno di sottrarla al proprietario, come avviene in caso di furto).

Appropriarsi indebitamente di un bene significa comportarsi verso la cosa come se fosse propria, arrogandosi i poteri del proprietario (per esempio consumando o, addirittura, vendendo la cosa).

Per cose mobili si intendono sicuramente anche le cose che hanno un valore affettivo (e non solo un valore economico), ma non anche i beni immateriali come, ad esempio, i dati informatici, i disegni o i progetti.

Il reato di appropriazione indebita è aggravato quando:

  • il soggetto scelga di trattenere (cioè appropriarsi) cose (di altri) possedute a titolo di deposito necessario (cioè non per volontà del proprietario, ma perché questi vi è stato costretto da particolari circostanze, come può essere un incendio, un saccheggio, un naufragio o un altro avvenimento non previsto, né prevedibile);
  • il soggetto scelga di trattenere un bene (di altri) di cui sia venuto in possesso con abuso di autorità o di relazioni domestiche, ovvero con abuso di relazioni di ufficio, di prestazione d’opera, di coabitazione, o di ospitalità [2].

Le sanzioni e la procedibilità

Il soggetto che si appropria indebitamente (ovvero illegittimamente) di una cosa mobile altrui, procurandosi un ingiusto profitto, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a 1.032 euro.

Se ricorre l’ipotesi aggravata, invece, la pena è aumentata fino ad un terzo[3], per cui la condanna potrà arrivare fino a quattro anni di reclusione.

Per l’ipotesi di appropriazione indebita semplice, la condanna potrà essere emessa solo se vi sarà la querela da parte della persona offesa del reato (cioè la vittima). Poiché, infatti, si tratta di un reato procedibile a querela, la procura della repubblica non potrà procedere in assenza di una specifica richiesta di punizione del colpevole da parte della vittima, salvo che ricorra almeno una delle suindicate circostanze aggravanti. In quest’ultimo il reato sarà procedibile d’ufficio per cui le indagini potranno iniziare e proseguire fino all’eventuale condanna, a prescindere dalla tua volontà, ed anche se tu non denuncerai l’accaduto.

Il reato di appropriazione indebita (trattandosi di un delitto) si prescrive in sei anni [4] dalla data di commissione del fatto o in sette anni e mezzo (se si sono verificati atti interruttivi); periodo a cui vanno aggiunti tutti i periodi di sospensione della prescrizione (tra cui i 18 mesi tra un grado e l’altro del giudizio, previsti dalla recente riforma).

 

note

[1] Art. 646 cod. pen.

[2] Art. 61 n. 11 cod. pen.

[3] Art. 64 cod. pen.

[4] Art. 157 cod. pen.

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