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Gli eredi non pagano sanzioni su debiti e cartelle dell’Agenzia Entrate

20 luglio 2017


Gli eredi non pagano sanzioni su debiti e cartelle dell’Agenzia Entrate

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 luglio 2017



Possibile chiedere lo sgravio di multe e sanzioni applicate sulle cartelle di pagamento notificate agli eredi per debiti lasciati dal soggetto defunto.

Benjamin Franklin diceva che al mondo, di sicuro, ci sono solo la morte e le tasse. In Italia, però, se entrambi gli eventi si susseguono a distanza ravvicinata, lo Stato offre la possibilità di consolarsi con uno “sconto” riconosciuto agli eredi di chi ha lasciato debiti fiscali e cartelle di pagamento insolute. In che modo? Di certo sappiamo che delle tasse lasciate dal defunto rispondono i suoi parenti sempre a condizione che questi accettino l’eredità e che, nel frattempo, il debito non sia caduto in prescrizione. Tuttavia, in ragione del fatto che – come la responsabilità penale – degli illeciti fiscali e amministrativi ne risponde solo il suo autore e nessun altro, la legge stabilisce un principio chiaro e semplice: gli eredi non pagano sanzioni su debiti e cartelle dell’Agenzia Entrate Riscossione di una persona morta. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire quali vantaggi possono profilarsi in questi casi, come ottenere lo sgravio della cartella esattoriale e quali sono le somme da decurtare prima del pagamento.

Multe e sanzioni non si trasmettono mai agli eredi

Gli eredi sono tali perché subentrano, nel patrimonio del defunto, in tutti i rapporti attivi (crediti) e passivi (debiti). In altre parole, prima della divisione dell’eredità, agli eredi non spettano specifici e ben individuati, ma solo una quota ideale del patrimonio lasciata dal parente passato a miglior vita (ad esempio: il 50%, il 33%, a seconda di quante persone concorrono alla divisione dell’asse). Tale quota include non solo immobili, somme di denaro, depositi in banca, arredi, auto e altri beni del defunto, ma anche i debiti lasciati da quest’ultimo. Ad esempio: un erede al 33% risponde nella stessa misura anche delle passività e, pertanto, sarà soggetto all’azione dei creditori in questa stessa percentuale.

Questa regola tuttavia subisce delle limitazioni in tre casi:

  • multe stradali,
  • accertamenti fiscali notificati dall’Agenzia delle Entrate
  • cartelle di pagamento notificate da Agenzia Entrate Riscossione.

La legge infatti prevede che le sanzioni non si trasmettono mai agli eredi; al contrario esse “muoiono” con il soggetto interessato. In altre parole, gli eredi, pur tenuti a pagare i debiti fiscali del defunto (le tasse), non sono tenuti a pagare le sanzioni ad esse connesse, essendo queste ultime personali e non trasmissibili.

Vediamo come si atteggia questo principio nei tre casi appena indicati.

Si può chiedere lo sgravio, dalla cartella di pagamento, di tutte le somme dovute a titolo di sanzioni

Multe stradali

Le multe stradali sono sanzioni. Pertanto queste non ricadono sugli eredi. Se il Comune o la polizia stradale notifica una multa a un soggetto deceduto per un’infrazione al codice della strada da quest’ultimo commessa mentre era ancora in vita, gli eredi possono chiederne l’annullamento all’autorità che ha emesso l’atto. Non importa quanto tempo sia passato dalla contestazione e se la stessa sia stata già notificata al responsabile. Anche la stessa cartella di pagamento, notificata da Agenzia Entrate Riscossione, con la richiesta di versamento di importi dovuti solo a multe stradali, sarà integralmente annullabile perché non dovuta dagli eredi.

Di solito, è sufficiente presentare una richiesta di sgravio direttamente all’organo che ha emesso l’atto: per la multa il Comune, la Prefettura, la polizia stradale, ecc.; per la cartella di pagamento, l’Agenzia Entrate Riscossione. In assenza di risposta si può ricorrere al giudice di Pace per chiedere l’annullamento dell’atto medesimo.

Accertamenti fiscali

L’accertamento fiscale si compone di due parti: una prima con la richiesta di pagamento dell’imposta evasa e la seconda con l’applicazione delle sanzioni previste per legge in caso di mancato versamento nei termini di suddetta imposta. Nel caso in cui l’accertamento sia stato notificato ad un soggetto prima della sua morte, gli eredi potranno presentare, all’Agenzia delle Entrate, una richiesta di scorporo delle sanzioni perché da loro non dovute.

Gli eredi, infatti, rispondono delle obbligazioni tributarie del contribuente defunto [1], ma non sono tenuti a corrispondere anche le sanzioni. Per legge [2], le sanzioni, di qualsiasi tipo esse siano (amministrative, tributarie, ecc.) non si trasmettono agli eredi del contribuente.

Non rileva inoltre il fatto che l’accertamento sia divenuto definitivo a seguito della sentenza sfavorevole o non sia mai stato impugnato dal defunto: come affermato dalla Cassazione [3], in qualunque stadio si trovi la procedura di riscossione della sanzione, l’autorità amministrativa dovrà sempre procedere all’archiviazione degli atti, essendo estinto – per morte del responsabile – il diritto di credito dello Stato.

Cartelle di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione

I principi che abbiamo appena elencato valgono per qualsiasi tipo di sanzione. Si pensi anche a quelle applicate dalla Prefettura in caso di emissione di un assegno a vuoto. Pertanto, ogni volta che una cartella di pagamento contiene la richiesta, agli eredi, di versamento di somme non pagate dal defunto, questi potranno chiedere lo sgravio delle sanzioni eventualmente presenti nell’atto. L’importo delle sanzioni può essere individuato agevolmente dalla lettura del dettaglio della cartella stessa che contiene un rapporto dettagliato delle motivazioni di ogni singolo importo richiesto.

Fare attenzione agli atti notificati agli eredi

Nonostante la legge sia chiara nello stabilire che gli eredi non pagano sanzioni su debiti e cartelle dell’Agenzia Entrate, il fisco spesso “dimentica” tale principio e richiede spesso agli eredi la totalità delle somme del debito fiscale lasciato dal soggetto deceduto, sia per le imposte che per le sanzioni, senza effettuare alcuna decurtazione.

È allora necessario che l’erede presti massima attenzione: prima di pagare è un diritto del contribuente chiedere e pretendere la riduzione del debito dalle sanzioni applicate.

È diritto del contribuente non pagare le multe stradali e le sanzioni su cartelle di pagamento e accertamenti fiscali notificati al parente defunto. L’Agenzia Entrate Riscossione non può rifiutarsi di concedere lo sgravio.

note

[1] Art. 65, comma 1, del DPR 600/1973.

[2] Art. 8, D.Lgs. 472/1997.

[3] Cass. sent. n. 13894/2008 del 28.5.2008


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1 Commento

  1. l’erede che ha il possesso di beni immobiliari sin dalla morte del proprietario e tenuto ad informare il coerede
    dell’andamento fiscale sin dalla denuncia di successione?
    ed inoltre se il decuius ha concesso il bene in comodato d’uso che non sono eredi chi paga le tasse dovute allo stato?

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